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Figc, prosegue il progetto da 9 milioni dei Centri Federali Territoriali: a ottobre dieci nuove strutture

Dieci strutture da inaugurare nel mese di ottobre: la Figc è pronta a tagliare i nastri per l’apertura dei nuovi Centri Federali Territoriali, i poli di eccellenza per la formazione tecnico-sportiva di giovani calciatori e calciatrici di età tra i 12 e i 14
anni, già operativi in venti strutture su tutto il territorio nazionale. Nei prossimi giorni ne verranno aperte altre dieci: si parte dal 4 ottobre con il centro di Gela (Caltanissetta) presso il campo sportivo “Enrico Mattei”, a cui faranno seguito la creazione di altri impianti ad Alba (Cuneo), Casalnuovo (Napoli), Parabita (Lecce), San Giuliano Terme (Pisa), Casarsa della Delizia (Pordenone), Crescenzago (Milano), Gatteo Mare (Forlì Cesena), Ponte di Nona (Roma) e Recanati (Macerata). Il progetto, che ha già coinvolto venti città in tutta Italia, ha visto partecipare 3000 giovani atleti nei due anni dall’avvio. Il progetto si svilupperà fino al 2020 con un investimento totale di quasi 9 milioni di euro (e ulteriori 9 milioni l’anno una volta a regime) ed un’operatività di 200 Centri Federali Territoriali.

  • Daniele Lalli |

    Per fortuna qualcuno continua a parlare dei Centri Federali Territoriali e non a caso questo avviene sul suo ottimo blog.
    I CFT sono ad oggi probabilmente l’impegno più importante che la FIGC mette in campo, per “risolvere” i problemi del movimento giovanile. Ma non sono tutte rose e fiori.

    Nel progetto si parla di ricerca del talento, di strategie per eliminare l’abbandono precoce, ma per come sono costituiti, non sembrano affatto una soluzione: si cerca di setacciare il talento e contrastare l‟abbandono della pratica sportiva nello stesso modo, io credo sciagurato, in cui le società e le nazionali giovanili selezionano i ragazzi, portando inevitabilmente a favorire i più grandi e maturi e spingendo i ragazzi degli ultimi mesi e i meno maturi ad un‟esclusione e ad un abbandono certo.

    Nel mio sito crisidelcalcioitaliano.it sto cercando di studiare ed analizzare soprattutto queste tematiche, tentando di rendere pubblici i fatti che secondo la mia visione, sono alla base della crisi che il calcio italiano sta vivendo. A breve parlerò nel dettaglio dei CFT.

    Siccome si sta parlando di un investimento molto corposo come lei ha evidenziato credo sia necessario andare a fondo su ciò che realmente accade al loro interno e porci più di qualche semplice domanda.

    Un esempio: viene costantemente sbandierato l’accostamento al modello tedesco o belga, ma, i nostri CFT, non considerando centrali alcune tematiche come il Relative Age Effect, sono ad oggi una copia mal riuscita dei modelli vincenti sopracitati.

    Le auguro una buona serata.

    Daniele Lalli

  • agostino ghiglione |

    Intanto si è inaugurato lo Stadio del Frosinone da 15.000 posti. Nell’ordine segue il Mapei Stadium di Reggio Emilia(Sassuolo),l’Allianz Stadium di Torino (Juventus) e lo Stadio di Udine (inutilmente chiamato Dacia Arena perchè non consentito dal Comune di Udine).
    Direi però che che è il primo vero Stadio nuovo costruito in Italia.Gli altri,quelli citati, sono dei “revamping” di Stadi già costruiti.Compreso l’Allianz Stadium di Torino che si è avvalso di due investimenti statali: Italia ’90 per il Delle Alpi e l’Olimpico per le Olimpiadi invernali del 2006.Avendo così dato casa al Torino si è potuto demolire il Delle Alpi in cui tutte le infrastrutture erano già state realizzate e pagate.
    Quindi grande lode al Frosinone che ci indica la strada da percorrere per dare nuove strutture al nostro Calcio.

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