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La Uefa promuove la Roma, per l’Inter ok al pareggio di bilancio ma obbligo di mercato in equilibrio

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Per Inter e Roma arrivano giudizi positivi dalla Uefa. La Roma esce dal regime di settlement agreement sottoscritto nel 2015, dopo aver raggiunto il pareggio nel bilancio al 30 giugno 2017, al netto delle correzioni previste dalle regole del financial fair play. Roma, Monaco e Zenit, “sono stati considerati in linea con i requisiti richiesti e l’obiettivo contenuto nei loro accordi. Dunque, hanno tutti abbandonato il loro regime di controllo”. Lo sforamento di alcuni milioni di euro da parte del club giallorosso è stato ritenuto non rilevante dalla Uefa di fronte al percorso virtuoso intrapreso. Una buona notizia in una giornata funestata dagli arresti per corruzione nella vicenda del nuovo stadio che penalmente non riguarda la società, ma che certamente non potrà non influire sull’apertura dei cantieri, vista la rilevanza politica e il coinvolgimento del costruttore Luca Parnasi, soci di James Pallotta nel progetto e proprietario dei terreni.
Per quanto riguarda l’Inter il break even per la stagione 2016/2017 è stato raggiunto. Nel bilancio al 30 giugno 2017, il club nerazzurro doveva conseguire il pareggio di bilancio e ci è riuscito. Ma, scrive la Uefa, “resta in vigore il settlement agreement fino a giugno 2019: permarranno restrizioni per la rosa delle competizioni europee a 22 giocatori, oltre alla necessità di mantenere un equilibrio tra i valori dei calciatori acquisiti e ceduti”. Dunque, niente multa prevista se ci fosse stato uno sforamento con un rosso fino a 10 milioni, ma conferma della permanenza di alcune restrizioni nella prossima stagione. L’Inter, come peraltro già previsto dal settlement agreement del 2015 e valevole fino alla stagione 2018/19, deve chiudere il bilancio al 30 giugno 2018 in pareggio. Per questo serviranno plusvalenze di circa 45 milioni da fare entro la fine del mese in corso. Le plusvalenze sono stare realizzate anche nel bilancio del 2017. Ma su quei conti hanno pesato gli acquisti onerosi tra gli altri di João Mário (44 milioni), Antonio Candreva (23,6), Gabriel Barbosa (33,5) e Gagliardini (24,1) che hanno fatto aumentare gli ammortamenti oltre la soglia indicata dalla Uefa inducendo l’organo di controllo contabile della Uefa a continuare il monitoraggio. Gli ammortamenti sono infatti saliti da 49 a 83 milioni tra il 2016 e il 2017. Quindi il mercato dell’Inter dal 1° luglio 2018 dovrà essere fatto in equilibrio, mentre il risultato economico potrà contemplare perdite nei limiti dei 30 milioni del triennio previsto dalle ordinarie regole del fair play finanziario.