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La As Roma viola l’accordo Uefa sul Fair play finanziario per le eccessive perdite nel triennio 2014/17 (si tratterà per sanzioni lievi)

livesopener

La As Roma dovrà fare i conti con la Uefa per aver oltrepassato il parametro del Settlement Agreement relativo alla massima perdita accettabile nel triennio 2014-17. La società giallorossa ha infatti comunicato che ha rispettato gli obiettivi fissati per la stagione 2016/17, ma non quello generale fissato per la stagione 2017/18 che aveva ad oggetto il periodo di monitoraggio costituito dagli esercizi 2014/15, 2015/16 e 2016/17.
In cosa consistevano questi obiettivi? La società di James Palotta Roma a maggio 2015 ha sottoscritto un accordo transattivo con la Uefa assumendosi l’obbligo di conseguire, cumulando i bilanci per il 2015 e il 2016 un deficit totale di 30 milioni. Questo obiettivo è stato raggiunto come ha certificato la Uefa nell’aprile scorso con perdite “lorde” pari a 55 milioni circa da cui vanno scomputati i costi “virtuosi” sostenuti per infrastrutture e vivaio. Oltre a questo la Roma doveva centrare il target di una perdita totale di 30 milioni nel periodo di monitoraggio relativo alla stagione sportiva 2017/18 e concentrato come detto sugli esercizi 2014/15, 2015/16 e 2016/17. Avendo già un rosso di 30 milioni tra 2015 e 2016, nel bilancio al 30 giugno 2017 era doveroso raggiungere il pareggio. Un traguardo reso complicato dal mancato accesso ai gironi della Champions per la sconfitta ai preliminari subita dal Porto. Ecco il motivo per cui si è ricorso alle plusvalenze in particolare con le cessioni di Salah e Paredes anteriori al 30 giugno 2017. Questi sacrifici, complice il mancato addio in extremis a Manolas, non sono stati sufficienti. La Roma ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2017 con un rosso di 42 milioni. Anche eliminando i costi virtuosi si va oltre la soglia accettabile.
A questo punto la società dovrà spedire all’Uefa maggiori informazioni economico-finanziarie e confrontarsi con l’organo di controllo. Al momento, spiega la Roma, “non essendo predeterminata una automatica applicazione di una sanzione a fronte di questo tipo di violazione, e a maggior ragione quale tipo di sanzione, non è oggi prevedibile quale decisione potrà essere assunta dal CFCB alla conclusione degli eventuali approfondimenti”.
La strategia del nuovo Ds Monchi nel mercato estivo è stata quella di piazzare soprattutto all’estero giocatori che garantissero plusvalenze pesanti (con oltre 100 milioni incassati dalle cessioni) e rafforzare la rosa con giocatori dal tasso tecnico elevato ma con un ingaggio contenuto. Per la proprietà e la dirigenza giallorossa, infatti, è fondamentale contenere il monte ingaggi in modo da non ricadere nelle forche caudine delle sanzioni Uefa. Certo la qualificazione nell’attuale Champions, lo sblocco del progetto stadio e la dimostrazione di un contenimento dei costi (il monte ingaggi al 30 giugno 2017 è già sceso di 10 milioni) potrebbero favorire un atteggiamento non severo della Uefa. Impegnare a districare ben altre matasse nei prossimi mesi a cominciare dal delicatissimo dossier Psg-Neymar-Mbappè.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    non sono d’accordo.Chi è recidivo e la Roma lo è non dovrebbe avere un trattamento di favore ma avere pene esponenziali per non essere stata ai Patti.In fin dei conti bastava piazzare la vendita di un giocatore in più per appianare i conti e promuovere in prima squadra uno dei tanti talenti della Primavera.Inoltre non ci siamo dimenticati dell’allungamento al 2025 del finanziamento della GS.(Goldman and Sachs unitamente a Unicredit).E la pratica Stadio continua a latitare.
    Inoltre il PSG mi sembra essere con prospettive di crescita ben superiori a quelle della Roma e per questo conta di risolvere i problemi con la Uefa.In parte già risolti col solo prestito di Mbappè e il suo pagamento nel prossimo esercizio.

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