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Milan, il primo semestre “cinese” è in rosso: perdita di 32,6 milioni, fiducia per il debito verso Elliot

Sarà necessario ancora qualche giorno per l’approvazione del primo bilancio del nuovo corso in casa Milan (l’Assemblea dei soci si riunirà il prossimo 13 dicembre), ma quanto emerge dal semestre che va dal 1° gennaio al 30 giugno 2017 il club rossonero ha chiuso con una perdita consolidata di 32,6 milioni di euro. Ulteriore calo dei ricavi, passati da 127,6 a 102,9 milioni per il primo semestre, così come dei costi, ridotti a 129,7 milioni contro i 153,3 milioni dell’esercizio precedente. Il bilancio copre solo sei mesi per la decisione del management di effettuare il passaggio dell‘esercizio sociale dall‘anno solare adottato nell‘era Fininvest alla stagione sportiva, cioè dal 1°luglio al 30 giugno dell‘anno successivo. Il Milan nella vecchia gestione ha sempre chiuso il proprio esercizio al 31 dicembre, prassi che non verrà più adottata dalla nuova società guidata da Yonghong Li. Il rosso del Milan dovrebbe ampliarsi nel prossimo esercizio, tra aumento del monte ingaggi e investimenti sul mercato.

Il nuovo socio di controllo cinese, subentrato ad aprile, ha sottoscritto un aumento di capitale da circa 60 milioni di euro, effettuando finora versamenti per complessivi 27 milioni, compresi 5 milioni versati ad inizio settembre. Proprio le ricapitalizzioni da parte del nuovo azionista di controllo sono uno degli elementi chiave del piano industriale quinquennale 2017-2022, finalizzato al raggiungimento di una situazione di equilibrio economico-finanziario. Il consiglio di amministrazione ha inoltre la delega per aumentare ulteriormente il capitale per un importo sino a 60 milioni di euro, “qualora i proventi attesi dallo sviluppo commerciale nel mercato asiatico”, altro pilastro del piano, non dovessero essere realizzati nella misura stimata.

Ma la questione più delicata dell’intero piano è quella del prestito da 303 milioni del fondo americano Elliot il cui rifinanziamento scade a ottobre 2018. Il primo bond da 73,7 milioni di euro è stato utilizzato per ripagare l‘indebitamento del Milan nei confronti della controllante, che a sua volta ha azzerato i debiti della società nei confronti delle banche. Il secondo bond da 54,3 milioni è stato integralmente utilizzato per finanziare la campagna acquisti in sede di mercato. Non manca la fiducia da parte degli amministratori per il rifinanziamento del debito finanziario, nell’ambito di un’operazione che prevede il rifinanziamento del debito della Rossoneri Sport Investment Luxembourg, ovvero la società lussemburghese controllante del Milan, facente capo a Yonghong Li e che ha ricevuto un prestito da 180 milioni di euro (con un tasso dell’11%) per portare a termine l’acquisto del 99.93% delle quote da Fininvest. Come garanzia, il fondo Elliott ha in pegno l’intero pacchetto azionario del club, del quale potrebbe diventare proprietario qualora non venissero rispettati gli impegni.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    i numeri sono questi e sono impietosi.Non si intravvede nessuna crescita dei ricavi(cioè quella famosa torta da te sempre indicata come ancora di salvezza di un club calcistico).E soprattutto non si è ancora completata la sottoscrizione dell’intero Capitale Sociale del Club(quello sino a 60 mio di cui versati solo 27).Quello che invece ancora non si sa è quando a Nyon si aprirà la pratica MIlan per valutare il suo FFP. Si era detto che doveva iniziare a settembre 2017 ma non c’è stata alcuna notizia.Si è rallentato l’iter perchè la posizione di classifica attuale non prevederebbe partecipazioni future a Coppe Europee?E quella che attualmente fa(la EL) è in deroga ai regolamenti perchè il Club era in procinto di cambiare azionista(2 anni per arrivare al closing)?Sono domande retoriche ma ritengo che la Uefa debba esprimersi perchè la cosa riguarderà anche altri Club che potrebbero cambiare azionista di riferimento.

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