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Deloitte, dominio inglese nella top 20 d’Europa con Juve, Inter e Napoli: Milan e Roma tagliate fuori

Nella Top 20 dei club europei con il più alto fatturato restano ancora tre squadre italiane: Juventus, Inter e Napoli. Mentre per la prima volta il Milan esce dalla classifica stilata annualmente da Deloitte (che si riferisce ai ricavi strutturali senza le plusvalenze da calciomercato maturati nella stagione 2016/17). Da cui esce un quadro della Serie A abbastanza chiaro anche per gli scenari futuri. La Juve degli Agnelli e l’Inter di Suning che per motivi diversi cercano di tenere il passo delle big d’Europa; le altre grandi del football tricolore che invece fanno più fatica e che, al momento, possono solo aggrapparsi alla Champions per far migliorare le proprie performance economiche.

La Juventus si mantiene al 10° posto per il quarto anno consecutivo, trainata da un aumento dei ricavi del 20%, grazie alla vittoria del sesto scudetto consecutivo, è alla finale di Champions League di Cardiff che ha consentito al club di Andrea Agnelli di riscuotere un premio di 110,4 milioni dalla Uefa. Per confermarsi ancora nella Top 10 per la Juve sarà fondamentale battere il Tottenham negli ottavi di Champions, visto che proprio gli inglesi sono all’undicesimo posto della Money League con 355 milioni di ricavi contro i 405 dei bianconeri. Si allontana tuttavia la vetta della graduatoria che vede per il secondo anno di fila il Manchester United in cima, nonostante l’indebolimento della sterlina post Brexit con un fatturato superiore a 676 milioni, il Real Madrid al secondo posto con 674 e il Barcellona terzo con 648.

La nuova Inter cinese, invece, nonostante l’assenza dalla massima competizione continentale riesce a salire di quattro posizioni raggiungendo il 15° posto con 261 milioni. L’incremento del giro d’affari è merito principalmente dell’aumento di 75,2 milioni di euro (137%) dei ricavi commerciali, dovuto all’effetto Suning. Le buone prestazioni conseguite in Europa, invece, sono state il volano del successo del Napoli, unica new entry italiana di quest’anno con un fatturato di 200 milioni, che ha ottenuto il 19° posto mentre la Roma esce dalla Top 20. L’accesso agli ottavi di finale di Champions League ottenuto nella stagione 2016/17 ha generato un aumento del 51% dei ricavi da diritti televisivi europei, pari a 147 milioni di euro, più delle intere entrate del club partenopeo nella stagione 2015/16.

L’accesso e le performance nelle Coppe Europee si confermano dunque il principale motore per la crescita dei club italiani in termini di revenue. Un segnale positivo da un lato considerando che dalla stagione 2018/19 ci saranno 4 posti garantiti in Champions, ma dall0’altro lato preoccupante per una scarsa attitudine, in linea generale, a sviluppare fonti di ricavo sganciate dai diritti media.

In una classifica dominata dai club della Premier League inglese (con 14 squadre tra le prime 30) l’ultimo Milan dell’era Berlusconi scivola al ventiduesimo posto con 191 milioni di ricavi e la Roma, punita dalla eliminazione ai playoff della Champions lo scorso anno, al ventiquattresimo con 171 milioni.

  • agostino ghiglione |

    Bene la classifica per il fatturato dei club.Spero una analisi più approfondita dei ricavi(non solo dal botteghino e/o diritti TV).Sarebbe anche bello che si conoscesse il risultato operativo in termini di utili prima e dopo le imposte.Credo che le squadre della Premier tutte di proprietà straniera puntino anche al risultato economico oltre che a quello sportivo.Diversa la situazione di Real e Barcellona dove sappiamo esserci un azionariato popolare che ogni 4 anni delega un manager a gestire la Società su un piano che loro stessi approvano.

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