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Inter, ecco come funzionano i paletti del fair play finanziario per le liste Uefa

L’Inter ha a disposizione un jolly per muoversi sul mercato e non escludere i nuovi acquisti dalla lista Champions. I paletti imposti dal fair play finanziario costringeranno il club nerazzurro a sottostare a delle limitazioni, che però non bloccheranno la campagna acquisti estiva. Bisognerà innanzitutto guardare alla lista “congelata” nell’anno dell’ultima partecipazione ad una competizione Uefa, ovvero la stagione 2016/17, quando i nerazzurri giocarono in Europa League. Come comunicato dalla Uefa, pur avendo raggiunto il break even nel bilancio al 30 giugno 2017, “resta in vigore il settlement agreement fino a giugno 2019 e permarranno restrizioni per la rosa delle competizioni europee a 22 giocatori, oltre alla necessità di mantenere un equilibrio tra i valori dei calciatori acquisiti e ceduti”. Per mantenere questo equilibri, però, bisognerà considerare il valore di acquisto dei giocatori presenti nella rosa “europea” per la stagione 2016/17, senza tener conto degli ammortamenti sopraggiunti. I giocatori acquistati dalla passata stagione in poi, dunque, vengono presi in considerazione a prezzo “pieno”. Per fare un esempio, il valore di partenza di Skriniar è 28 milioni (venne pagato 15 milioni cash più il cartellino di Caprari, valutato 13 milioni), a dispetto dell’ammortamento di questa stagione. Non avrà inoltre alcuna rilevanza la cessione di giocatori presenti nella cosiddetta lista B, quindi le tanto ventilate cessioni dei giovani provenienti dal vivaio non apporteranno benefici per ciò che concerne la rosa in vista delle competizioni europee. Come può però l’Inter equilibrare il proprio organico sfruttando le cessioni? Sfruttando il jolly dei “designated player”: l’Inter può infatti indicare due tesserati, non inclusi nella lista Uefa, e utilizzare il valore di una loro cessione per inserire in elenco un nuovo acquisto. Joao Mario, che non venne inserito nella lista Uefa della stagione 2016/17, può essere uno dei candidati ad aprire uno spazio per futuri nuovi inesti. Intanto il club ha già evitato una multa (prevista solo in caso di rosso fino a 10 milioni), ma le restrizioni costringeranno i nerazzurri a generare plusvalenze di circa 45 milioni da fare entro la fine del mese in corso. Le plusvalenze sono stare realizzate anche nel bilancio del 2017. Ma su quei conti hanno pesato gli acquisti onerosi tra gli altri di João Mário (44 milioni), Antonio Candreva (23,6), Gabriel Barbosa (33,5) e Gagliardini (24,1) che hanno fatto aumentare gli ammortamenti oltre la soglia indicata dalla Uefa inducendo l’organo di controllo contabile della Uefa a continuare il monitoraggio. Gli ammortamenti sono infatti saliti da 49 a 83 milioni tra il 2016 e il 2017. Quindi il mercato dell’Inter dal 1° luglio 2018 dovrà essere fatto in equilibrio, mentre il risultato economico potrà contemplare perdite nei limiti dei 30 milioni del triennio previsto dalle ordinarie regole del fair play finanziario.