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CR7-Juventus, ecco come una suggestione estiva può trasformarsi in un affare

ronaldo

Quanto può costare una suggestione? Molto. Forse troppo. Specie se si chiama CR7. Eppure dalle parti di Torino due conti li stanno facendo per capire se sia possibile o consigliabile permettersi il “lusso” di coltivare questa suggestione e magari farla fiorire…
Non c’è dubbio che trasferire Cristiano Ronaldo, anche alla vigilia del suo trentaquattresimo compleanno, è un affare di Stato. Significa spostare un’azienda da oltre 100 milioni di fatturato annuo. Da solo il campione portoghese, il terzo sportivo più pagato al mondo per Forbes, tra ingaggio diretto e sponsor personali, fattura più di due terzi dei club della Serie A.

Ma quanto costerebbe alla Juve acquistare Ronaldo? E soprattutto sarebbe compatibile con l’autosufficienza economica professata dal club bianconero e imposta dalla casa-madre Exor-Fiat?
In questi ultimi anni la Juve ha raggiunto un certo equilibrio tra ricavi e costi strutturali. Il club presieduto da Andrea Agnelli ha ricavi operativi (diritti tv, introiti Champions, stadio e area commerciarle) ormai stabilmente sopra quota 400 milioni. Ha anche però costi operativi di circa 400 milioni a cui vanno aggiunti altri oneri finanziari come gli ammortamenti dei cartellini che spingono le uscite bianconere verso i 500 milioni stagionali. Grazie all’amministrazione Marotta-Paratici e alle plusvalenze da calciomercato (150 milioni circa nel 2017) il club ha chiuso in attivo i bilanci del 2016 (4 milioni) e del 2017 (42 milioni). Il bilancio 2018 però si annuncia in perdita per l’aumento dei costi. Nel primo semestre ad esempio gli ammortamenti sono saliti da 40 a 53 milioni a gli ingaggi da 97 a 104 milioni. Significa che senza una sterzata che incrementi sensibilmente i ricavi i conti della Juve vanno monitorati già adesso con oculatezza perché tendenti al rosso.
E con Cristiano Ronaldo il saldo peggiorerebbe sensibilmente. Ammesso e non concesso che Florentino Perez lo lasci partire per 100/120 milioni, CR7 chiederebbe uno stipendio da almeno 30/35 milioni a stagione (a quanto pare ha rifiutato un primo rilancio dei Blancos a 30 milioni).
A bocce ferme ciò comporta che su quattro anni di un eventuale contratto la Juve dovrebbe sobbarcarsi costi annuali aggiuntivi per circa 100 milioni (70 milioni circa di ingaggio, imposte incluse, più 25/30 di ammortamento del cartellino).
Come compensare questo esborso è dunque il tema centrale dell’operazione. La Juve non avrebbe il problema di recuperare però tutto e subito. Nel senso che in ottica fair play finanziario ha un tesoretto di 42 milioni (da cui andrà decurtata la perdita del 2018) su cui poter fare affidamento quando sarà esaminato il bilancio al 30 giugno 2019, il primo su cui si scaricherebbero gli effetti dell’ingaggio di Ronaldo. I bilanci al 30 giugno del 2017, 2018 e 2019 peraltro saranno esaminati solo in vista della stagione 2019/20. Sarebbero esaminati subito invece solo se la Juve presentasse in questa sessione di mercato un saldo negativo tra entrate e uscite di oltre 100 milioni in base alle norme entrate in vigore dal 1° giugno 2018. Situazione che si cercherebbe di evitare ad ogni costo con delle cessioni.
Ma come potrebbe la Juve rivedere il proprio business plan con CR7 in organico?
Le strade sono due evidentemente e non alternative: abbassare i costi e spingere sulla leva dei ricavi.
Quanto al primo fronte, per fare due esempi, vendendo Higuain, il club bianconero non solo otterrebbe soldi cash da reinvestire per il cartellino ma “libererebbe” circa 15 milioni dal monte ingaggi (e altrettanti per la quota di ammortamento di un cartellino pagato 90 milioni due estati fa). Sommati a quelli risparmiati nello “scambio” Buffon-Perin fanno circa 20 milioni in meno solo per gli stipendi.
Dunque sul fronte dei ricavi andrebbero messe in campo azioni per elevare gli introiti il primo anno di 40/50 milioni (considerando i profitti delle stagioni precedenti in prospettiva Ffp) e a regime di 70/80 milioni.
Attualmente la Juve, Champions inclusa, ottiene dallo stadio meno di 60 milioni all’anno che andrebbero incrementati di almeno 10 milioni. Ma con Ronaldo l’aumento dei prezzi di cui tanto si discute in questi giorni sarebbe digerito più facilmente. I diritti tv italiani poi, aumentati di oltre il 15% per il triennio 2018/21, dovrebbero portare nelle casse del club bianconero, nonostante il cambio in senso più egualitario della legge Melandri, circa 7/8 milioni in più.
La Juve perciò dovrebbe riuscire a incassare ulteriori 50/60 milioni. Per farlo servirebbe raggiungere con puntualità almeno i quarti della Champions (i cui premi nel prossimo triennio sono sempre più legati alle prestazioni sportive) e lavorare soprattutto sul lato commerciale
Al 30 giugno 2017 gli introiti juventini viaggiano sui 75 milioni per sponsorizzazioni e pubblicità e sui 19 per il merchandising. Fanno quasi 100 milioni. Con l’avvento di Cristiano Ronaldo queste voci potrebbero ragionevolmente essere incrementare del 30%, dimezzando così il fabbisogno derivante dall’affaire Ronaldo. Fabbisogno che potrebbe essere “coperto” da eventuali migliori performance sportivo/economico (non irrealizzabili) ovvero da
plusvalenze.
Alla fine perciò i conti potrebbero tornare per la Juve e rendere non impossibile. l’operazione CR7

C’è da dire che il vero obiettivo di Ronaldo è superare Messi a quota 50 milioni di ingaggio. Su questo fronte la Juve non può accontentarlo. CR7 ha partner come Armani, Tag Heuer, Castrol, EA Sports, Herbalife, American Tourister, per non parlare del vitalizio di Nike, e si prepara a superare la soglia dei 350 milioni di social media followers che già gli permettono di percepire, oltre all’ingaggio, un reddito annuale superiore ai 100 milioni. È qui che la casa-madre Exor-Fiat-Chrysler potrebbe giocare un ruolo importante. Non finanziando direttamente l’acquisito, ma incentivandolo con ricchi contratti che facciano di CR7 un testimonial globale della casa automobilistica.
Per trasformare una suggestione estiva nel colpo da maestro del calciomercato mondiale occorrerà in quest’ottica una chiara convergenza di intenti tra i rami della famiglia Agnelli, almeno quanto la consunzione del legame Perez-Mendes-Ronaldo.

  • agostino ghiglione |

    Grazie Marco,
    per questo articolo che tutti dovrebbero poter leggere per capire il Calcio di oggi dopo la istituzione del FFP. E quando dico tutti mi riferisco a chi in continuazione guarda la pagliuzza nell’occhio degli altri non vedendo la trave nel proprio.

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