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Parma, passo indietro di Lizhang: Nuovo Inizio riprende le quote di maggioranza

Altro passo indietro della Cina nel calcio italiano, stavolta a sorpresa. Nulla a che vedere con le vicende estive del Milan e di Yonghong Li, ma anche il Parma deve fare i conti con le difficoltà degli investitori asiatici. Il gruppo cinese Desports lascia il pacchetto di maggioranza del club che torna così sotto il controllo di Nuovo Inizio, la cordata di imprenditori locali che aveva fatto rinascere la società dalle ceneri post-fallimento, ripartendo dalla Serie D. L’annuncio è arrivato oggi in conferenza stampa da Marco Ferrari, ex vicepresidente del club ducale, prima dell’insediamento cinese in società: “Nuovo Inizio ha completato le pratiche per rientrare in possesso del 60% delle quote, il 30% resterà a Lizhang”. Quel Lizhang che ha assistito in tribuna a Parma-Lazio da presidente, carica assunta lo scorso 15 novembre, giusto una decina di giorni dopo l’ufficializzazione del passaggio del 60% delle quote al gruppo Desports. Il restante 40% era suddiviso tra Nuovo Inizio (30%) e una rappresentanza dell’azionariato popolare (10%) che al termine di questo nuovo scossone vede invariata la propria partecipazione all’interno del Parma. Il motivo di questo ritorno alla maggioranza da parte dei soci fondatori è spiegato dallo stesso Ferrari: “Probabilmente a causa delle politiche estere cinesi, ci sono stati dei problemi e abbiamo preso atto di trovarci di fronte ad uno scenario diverso rispetto alle premesse iniziali. Per questo Nuovo Inizio ha deciso di riprendere la maggioranza delle quote, come previsto dal contratto”. Già nell’agosto 2017 il governo cinese aveva limitato gli investimenti all’estero nel campo sportivo, con nuove norme di regolamentazione relativamente alla fuoriuscita di capitali nel settore immobiliare, dell’intrattenimento e, appunto, sportivo. Limitazioni che inizialmente non avevano frenato il gruppo Desports e che adesso tornano alla luce dinanzi agli inadempimenti di Lizhang, che rimane azionista di minoranza e perde la poltrona di presidente. “La situazione non poteva dilatarsi ulteriormente – è quanto dichiarato da Giacomo Malmesi, membro del cda ducale -. L’intenzione di Nuovo Inizio è quella di proporre a breve un rafforzamento del capitale Verranno inoltre proposte le rappresentanze degli organi sociali e per l’assetto definitivo servirà qualche settimana”. Tra i possibili candidati alla presidenza c’è Pietro Pizzarotti, uno degli imprenditori coinvolti nella cordata che ha fatto ripartire il Parma dopo il fallimento del 2015, che però si limita a confermare come “il nuovo assetto sia già stato anticipato alla proprietà”.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    contrariamente a quanto siamo stati abituati dai tuoi scritti quello che leggo qui sopra è “fumoso”.Non viene citato neanche un dato finanziario della operazione fatta.Credo che la normativa italiana e anche della Federcalcio richieda trasparenza nelle operazioni e qui non ve ne è neanche una.Mi rimane strano che il cinese resti al 30% nella Società se non c’è un patto con i Soci di maggioranza.
    Vorranno mica fare come Thohir dell’Inter che è ancora socio al 30% che evidentemente aspetta una rivalutazione della Società Inter per valorizzare le quote che ha ancora in mano.Inoltre Thohir aveva una lucrosa linea di finanziamento all’Inter che non so se Suning ha chiuso o tiene ancora in vita come il maxi prestito di GS allungato nel tempo e portato(se non ricordo male) a 330 mio.

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