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L’Inter non rinnova con Infront e gestirà direttamente l’hospitality con il marchio “In”

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Nasce la nuova hospitality targata Inter. Non sarà rinnovato il contratto – in scadenza a giugno – che lega l’Inter a Infront per l’area dell’hospitality di San Siro e relativi sponsor. Del settore si occuperà direttamente il club attraverso il proprio marchio ‘In’ tenuto a
battesimo ieri, durante una conferenza stampa a Villa Necchi Campiglio alla quale hanno partecipato il responsabile della comunicazione nerazzurra Robert Faulkner e il Chief Revenue Officer Michael Gandler.
Una decisione importante vista la grande partecipazione dei tifosi dell’Inter soprattutto in quest’ultima stagione, con una media di sessantamila spettatori a partita. Un’esperienza unica e non limitata ai novanta minuti delle sfide, come spiega Gandler: “Il nostro punto di partenza è il sito dove prendere visione dei posti disponibili e dove trovare una mappa dello stadio per capire le offerte. Non si tratta di momenti da vivere in sala, ma di un’esperienza globale e complessiva”. A questo progetto lavorano tre dipartimenti aziendali e dieci persone, in linea con la volontà di rendere indimenticabile le partite dell’Inter a San Siro che resterà la casa dell’Inter. “Il nostro piano – spiega infatti Gandler – continua a essere quello di rimanere a San Siro. Un lavoro duro, complicato, ma per noi San Siro è la nostra casa. Non posso parlare dei dettagli del processo ma tanti anni fa abbiamo iniziato su questa via e su questa intendiamo proseguire”.
Nell’aprile del 2014 l’Inter di Thohir aveva scelto Infront Italy al posto di Rcs Sport per sviluppare l’area sponsorship e l’offerta legata alla corporale hospitality. Il contratto appunto di quattro stagioni ha assicurato all’Inter ricavi “minimi” per 80 milioni (20 milioni all’anno). Un surplus da circa 10 milioni in più a stagione rispetto a quanto fatturato dal club precedentemente. ma ora l’Inter cinese è convinta di poter aumentare le entrate ben oltre queste soglie.