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Il sindacato dei calciatori punta sulle “squadre B”

Se le società professionistiche pensano a una riforma che riduca il numero dei team in serie A, B e Lega Pro, per far fronte alla crisi e ottimizzare le risorse, il sindacato dei calciatori, per bocca del presidente Damiano Tommasi si dice favorevole a importare il modello delle squadre B, in voga soprattutto in Spagna.

L'Aic dunque sposa la proposta lanciata da Luis Enrique affinché anche in Italia le squadre di Serie A possano avere una seconda formazione impegnata nella Lega Pro o addirittura in Cadetteria. "Le squadre B in Italia? Magari. Certo – ha spiegato Tommasi – bisogna capire che senso si dá alle seconde squadre. Se il senso è quello di coprire i buchi no, il senso è quello di formare i ragazzi, di creare appeal ad una categoria che fa fatica ad averne, di creare un sistema per cui le grandi squadre possano formare periodicamente i proprio giocatori e avere la possibilitá di  utilizzarli in campionato e in coppa, durante la stagione in corso, e  senza aspettare il mercato di riparazione. E poi pensate anche all'interesse che si può avere nel vedere  una partita tra una squadra di Lega Pro ed una seconda squadra di una  big. Ma ci sono tutta una serie di tasselli che vanno ad incastrarsi  su decisioni che però devono avere largo consenso".

Tommasi poi commenta così la contrarietà al progetto espressa dalla Lega Proma non ho capito ancora bene  il perchè. Auspicano una riduzione delle squadre, ma la nostra proposta delle seconde squadre non è quella di andare a sostituire le squadre che mancano, ma è andare a sostituire quelle squadre che non  ce la fanno ad iscriversi al campionato".

  • RC65 |

    Io credo che con due gironi da 20 squadre ciascuna la Lega Pro andrebbe bene considerando che ce ne potrebbero essere mediamente due per regione.
    Più che squadre B penserei a regole che possono invogliare le “grandi” a dare in prestito giovani calciatori in Serie B e Lega Pro. Le squadre B sarebbero dei corpi estranei che non perderebbero punti e non ne prenderebbero, delle specie di globetrotter in giro per l’Italia.
    Dalla Spagna il calcio italiano ha solo da imparare il senso del gioco e non solo il risultato, gli impianti all’avanguardia ed un clima meno nevrotico attorno ai match. Se la finale della Copa del Rey di basket quella più frequente nel calcio ed il duello perenne in Liga è sempre Barça Madrid vuol dire che in fondo è un bello spettacolo però un po’ monotono.

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