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Abete: “La crisi del calcio italiano è strutturale. Investire su stadi e giovani”

"Il problema del calcio italiano è strutturale, non contingente: per recuperare la credibilità internazionale bisogna investire nelle infrastrutture e nel settore giovanile". Questa l'analisi del
presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, intervenuto a Fiumicino per la quarta Conferenza Fifa sul Calcio femminile.

Stranieri e giovani. "Lo scorso anno abbiamo restituito ai club la possibilità di tesserare un secondo giocatore extracomunitario – ha dichiarato Abete a margine del convegno – ma nel ranking europeo abbiamo ottenuto meno punti della stagione precedente. Le politiche complessive di un sistema paese non si cambiano con un extracomunitario in più o in meno ma con una programmazione di medio periodo: dobbiamo investire negli stadi e nei giovani".

Stadi. Abete ha poi commentato la situazione del Cagliari, che lunedì  prossimo si sposterà a Trieste per ospitare il Catania, come già fatto lo scorso weekend per la partita con l'Inter. "Il problema del Sant'Elia è la rappresentazione visiva dello stato degli impianti del nostro paese. Ogni occasione è buona per chiedere al governo e al Parlamento uno sforzo per l'approvazione di una legge a costo zero, fondamentale volano per gli investimenti sugli impianti. Al riguardo il 18 aprile al Coni ci sarà un'importante occasione di confronto con il presidente del Consiglio Mario Monti e il ministro dello Sport Piero Gnudi».