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Calcioscommesse, il Novara denuncia un match per dribblare la responsabilità oggettiva

Il Novara prova a dribblare la responsabilità oggettiva. Un tentativo di rimediare alla tagliola delle penalizzazioni provocate automaticamente alla società per gli illeciti di cui si macchino i tesserati. La strada, in attesa di una riforma di quello che resta uno dei principi cardine dell'ordinamento sportivo, la indica l'ammistratore delegato del Novara, Massimo De Salvo, nel corso del suo intervento davanti alla Commissione Disciplinare, nell'ambito del processo sul calcioscommesse che vede alla sbarra anche il club piemontese.

Spiega De Salvo: "Attraverso l'accordo siglato con Federbet, associazione che riunisce 150 bookmakers nel mondo, siamo in grado di monitorare il flusso delle scommesse che riguardano il Novara calcio e nelle ultime dodici partite di questo campionato abbiamo denunciato alla Procura federale un flusso anomalo riguardo a una partita".

Il dirigente ha illustrato alla Commissione il sistema di monitoraggio attivato nella stagione 2011-2012 attraverso un soggetto terzo come la Federbet per dimostrare come la società sia un club che "vuole il calcio pulito" anche attraverso un "atto preventivo". 

De Salvo ha auspicato che la Commissione tenga conto (il Procuratore Stefano Palazzi ha chiesto sei punti di penalizzazione, 50mila euro di ammenda e l'esclusione dalla Coppa d'Italia) del "spirito collaborativo", citando a proprio favore la sentenza che permise alla Juventus di ottenere una riduzione dei 17 punti di squalifica rimediati con Calciopoli, grazie ai comportamenti collaborativi del club bianconero.

"Se i tesserati del Novara Calcio hanno sbagliato pagheremo e lo sappiamo, se verrà accertata la nostra responsabilità chiediamo scusa a voi, alla Federazione, allo sport e soprattutto ai nostri tifosi", ha concluso l'amministratore.

  • CorteSconta |

    La responsabilità oggettiva, così come altri principi cardine dell’ordinamento sportivo, é un mostro giuridico che va combattuto e sconfitto. Nella fattispecie il reato del giocatore é penale e quindi personale, e non si vede come possa la società sportiva opporvisi, salvo adottare metodi polizieschi nei confronti dei propri tesserati (impediti peraltro da altre leggi, come quelle sulla privacy per es.).

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