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Contratto collettivo e diritti d’immagine: club e calciatori di nuovo ai ferri corti?

 "Dopo il Consiglio federale di venerdì ci riuniremo con l'Associazione calciatori per impostare il discorso sul tema delle convenzioni promo-pubblicitarie e sul rinnovo del contratto collettivo,
proprio come era stato chiesto". Lo ha dichiarato il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta, al termine dell'Assemblea di oggi, a proposito del rinnovo del contratto collettivo dei calciatori che scade il 30 giugno. Dopo lo sciopero alla prima giornata dello scorso torneo potrebbe profilarsi un nuovo muro contro muro, in un momento già complicatissimo per il calcio italiano. Lo scoglio potrebbe essere stavolta lo sfruttamento dei diritti d'immagine che le società vorrebbero  gestire in prima persona. Assunto non condiviso, ovviamente, dagli atleti sempre più gelosi dei lauti guadagni collegati alla pubblicità.

"Conveniamo che si debbano valutare in tempi brevi questi due temi sul tappeto. Nel caso delle convenzioni promo-pubblicitarie vorremmo un impianto innovativo, mentre sull'accordo collettivo crediamo che sia necessaria solo una manutenzione, quindi possiamo entrare in
una questione di merito, fare eventuali integrazioni e chiudere in tempi molto rapidi". C'é concretamente il rischio di un nuovo sciopero come detto da Tommasi? "Mi sembra come mettere
il carro davanti ai buoi, abbiamo appena iniziato a discuterne".

  • Samuel |

    Spero riescano a trovare in tempi brevi la soluzione..dopo tutto quello che sta accadendo a livello scommesse, sarebbe ridicolo solo pensare che si arrivi a discutere fino a metà agosto. Non basterebbe una improbabile vittoria dell’Europeo a lenire le offese arrecate al cuore dei tifosi. Mi ci metto dentro anche io, anche se non faccio l’abbonamento allo stadio (ho quello televisivo). L’intera categoria ha truffato i valori dello sport. Credo sia giusto che i calciatori e le società trovino un accordo per i diritti d’immagine, magari un bel 50 e 50..l’unica cosa è che questo patto deve arrovare prima dell’inizio del prossimo campionato.Ci sono circa due mesi di tempo, rinunciassero alle ferie se necessario e ci tengono tanto sia l’una che l’altra parte in causa. Vogliamo il nostro campionato e lo vogliamo pulito e puntuale.

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