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Calcioscommesse, arrivano i deferimenti. Ecco i club che rischiano di più

"Stiamo lavorando, stiamo lavorando", ha assicurato oggi il procuratore federale, Stefano Palazzi. Manca all'appello l'audizione di domani del ds del Cittadella Stefano Marchetti, ma gran parte del lavoro sul materiale giunto dalle Procure della Repubblica di Bari, Cremona e Napoli è già stato completato. I deferimenti sono vicini anche per rispettare le scadenze legate all'avvio regolare dei campionati da rispettare. L'ex ostello della gioventù del Foro Italico è già stato prenotato a partire da giovedì 2 agosto e, dopo l'antipasto del procedimento svoltosi a fine maggio, saranno diversi i club e tesserati illustri a finire alla sbarra.  


Tra le società quelle a rischiare di più sono il Lecce, il Grosseto e il Siena. Sui primi due club aleggia pericolosamente un deferimento per responsabilità diretta e, quindi, lo spettro della retrocessione in Lega Pro. Al doppio salto all'indietro di categoria dei salentini (l'anno scorso militavano in Serie A) peserebbe la presunta combine del derby con il Bari "comprato", secondo quanto dichiarato dall'ex capitano del Bari Andrea Masiello, dall'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro. Tremano, però, anche i tifosi del Grosseto. Oggi L'ex attaccante Inacio Joelson ha forse dato il colpo definitivo alla società maremmana confermando il coinvolgimento del presidente Piero Camilli nella presunta combine di Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010. È stato lo stesso giocatore brasiliano a chiedere agli inquirenti federali di essere ascoltato nuovamente (il  15 marzo negò ogni addebito) per poter usufruire poi dell'istituto del patteggiamento. Nelle due ore e quaranta minuti di confronto, Joelson ha di fatto confermato le dichiarazioni rese al gip di Cremona Guido Salvini che, lo scorso 4 giugno, gli sono già valse la revoca degli arresti domiciliari. Contro Camilli, però, ci sono anche le testimonianze dell'ex ds Andrea Iaconi e di altri tesserati tra cui Marco Turati, la cui posizione e quelle degli altri calciatori stralciate dal procedimento di maggio perchè sottoposti a custodia cautelare dalla Procura di Cremona (Paolo Acerbis, Alessandro Pellicori, Joelson e Cristian Bertani), saranno giudicate nel procedimento della prossima settimana.   

A rischiare però è anche l'altra squadra toscana del Siena: il pentito Carlo Gervasoni, de relato, accusa il presidente Massimo Mezzaroma della presunta combine di Modena-Siena; l'altro pentito ed ex senese Filippo Carobbio, invece, sempre de relato, per Siena-Varese. La Procura federale, finora, ha ritenuto i due credibili e su di loro ha basato l'impianto accusatorio dello scorso processo. Rischieranno la loro credibilità deferendo il patron senese per responsabilità diretta?  Carobbio coinvolge anche l'allora tecnico del Siena Antonio Conte. L'allenatore della Juventus, è citato dal suo ex tesserato a riguardo delle presunte combine di Novara-Siena ("durante la riunione tecnica l'allenatore ci disse che c'era un accordo per il pari") e AlbinoLeffe-Siena ("fummo tutti d'accordo, giocatori e staff tecnico, a lasciare la gara agli avversari"). Conte rischia quanto meno un'omessa denuncia, ma c'è anche lo spauracchio dell'illecito sportivo che potrebbe fermare la giovane carriera dell'allenatore, privando i campioni d'Italia della loro guida tecnica.

Ore di attesa anche in casa Bari (diversi i tesserati coinvolti), Bologna (gran parte della rosa rischia la squalifica per omessa denuncia per la tentata combine della partita con i pugliesi), Udinese (se sarà deferito l'ex Simone Pepe per l'omessa denuncia nella tentata combine di Udinese-Bari) e Napoli (l'ex Matteo Gianello ha ammesso di aver cercato di combinare la partita con la Sampdoria provando a coinvolgere capitan Paolo Cannavaro e Gianluca Grava). Sono, invece, probabilmente rimandati a settembre i casi di Lazio e Genoa, strettamente legati all'inchiesta sul derby con la Samp in corso nel capoluogo ligure. 

  • leggeugualepertutti |

    E il Chievo?
    Non avevano sequestrato il PC di Pellissier?

  • agostino ghiglione |

    Ecco già pronto il “buonismo”italico tanto dovuto a chi sta al di là del Tevere.
    Non a caso per i Valdesi l’istituto della Confessione non esiste;in quanto in terra nessuno ti può rimettere i tuoi peccati.
    Comunque è meglio per tutti aspettare i deferimenti ed il processo.O no?

  • osvaldo |

    Joelson, come Turati, ha raccontato questa storiella della combine solamente dopo avere saputo del blocco dei beni che il presidente,tramite il Comune della città’ ha fatto. Perché’ non lo ha detto a Marzo quando e’ stato interrogato dalla procura ? Lui, come Turati e Iaconi si sono inventati questa storia per avere uno sconto di pena. Questa e’ gente stata in galera, abituata a mentire, vendersi per soldi per cui come credere a certi individui. Le accuse non sono suffragate da alcuna prova. Solo chiacchere e sentito dire. La responsabilità diretta si applica quando ci sono intercettazioni chiare e non accuse senza un briciolo di prova. E comunque andando avanti il Tar cancella decisioni prese senza uno stralcio di prova.

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