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Dalla Lega di serie A le proposte di riforma del calcio: sì a seconde squadre, incroci societari e più peso nella Figc

La Lega di A ha compiuto passi avanti "importantissimi, anzi decisivi" secondo il presidente Maurizio Beretta, nell'ultima assemblea delle società. I 18 presidenti (assenti Juventus e Cagliari) hanno deliberato una positiva conclusione della lunga trattativa con l'Aic per un accordo sullo sfruttamento dei diritti di immagine. Si spartirà al 50% il ricavato da figurine, videogiochi eccetera, ma soprattutto si potrà dare il sospirato via ad una innovazione fondamentale per il calcio italiano. "Nei prossimi giorni è prevista la firma con il sindacato calciatori rappresentato da Damiano Tommasi", ha annunciato Beretta.

Le richieste. Ma è stata anche preparata e inviata una lettera al commissario ad acta per la riforma del nuovo statuto federale Giulio Napolitano con le richieste dellaserie A che ritiene di avere diritto a un peso superiore nel Consiglio Federale del futuro (oggi il 12%) da ottenere attraverso la conservazione dei tre seggi spettanti alla serie A a fronte di una diminuzione del numero dei consiglieri da 27 a 20. I presidenti della massima serie sollecitano poi una rapida riforma della giustizia sportiva, senza peraltro avanzare in questa fase particolari proposte, e chiedono il superamento del divieto di proprietà incrociate tra serie A e società di categorie minori (ad esclusione ovviamente della serie B). Il caso è per esempio quello che riguarda il presidente della Lazio Lotito che è anche uno dei proprietari della Salernitana. Ma il punto di arrivo auspicato è che anche in Italia si possano avere le squadre B di Milan, Inter, Roma, eccetera, così come avviene per esempio in Spagna. Al posto della Primavera? "Non siamo così avanti nelle ipotesi – ha chiarito Beretta – ma per ora l'importante è superare un divieto alla ricerca della migliore soluzione del problema".