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De Laurentiis: “Tavolo fra le Leghe per la riforma dei campionati e ridurre il numero di squadre”

Una una riunione per una “formattazione” diversa dei campionati con Lega Pro e Serie B. La proposta è stata lanciata dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, intervenendo al convegno ‘La riforma del calcio professionistico” organizzato dalla Lega Pro e che ho avuto il piacere di moderare stamattina a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia. “Ma non troviamo delle scuse – ha aggiunto De Laurentiis -. Non possiamo metterci altri 10 anni per ridurre la Serie A a 16 squadre. Ci dobbiamo preoccupare delle società e di formare i giovani del futuro perchè non possiamo continuare a comprare all’estero. Basterebbe iniziare a schierare le nostre squadre Primavera in Lega Pro”. De Laurentiis si è poi rivolto direttamente al presidente della Lega Pro, Mario Macalli, promotore dell’incontro: “Caro Macalli ti ringrazio di aver fatto questo convegno perchè non bisogna mai stare fermi sulle proprie barricate. Vorrei darti una mano ma se tu non apri un tavolo fattivo, sul piano pragmatico poi cosa quagliamo? Se vogliamo rivoluzionare il calcio in tre mesi lo facciamo”, ha quindi concluso.

La Lega Pro con il direttore generale Francesco Ghirelli e il presidente Macalli non si è detta favorevole alla possibilità di schierare le squadre B dei club di A nella Lega Pro perchè falserebbe il torneo che invece, ha detto Macalli, “deve e può vivere con le proprie gambe”. A patto di crescere in termini di cultura d’impresa (ma su questo rimandiamo all’intervista con Ghirelli).

Interessanti poi le notazioni di De Laurentiis sul rapporto con i tifosi: “Prima di fare gli stadi dobbiamo liberalizzare il rapporto tra club e tifosi. Il club stabilisca un decalogo con regole alle quali tutti devono attenersi per venire allo stadio. Io devo valutarti e farti le analisi. Dobbiamo stabilire una legge che ci permetta di sapere chi sono i fruitori di questo luogo pubblico straordinario. Se potessi costruire un nuovo stadio abolirei le curve ma i tifosi napoletani sono venuti da me e mi hanno detto nel caso di una ristrutturazione del San Paolo: presidente se lo fa costruisca i gradoni perchè noi i seggiolini li spacchiamo. Ho risposto: ‘ma le norme Uefa ce li impongono addirittura di 33 centimetri e non da 25 come li abbiamo ora”.

Curioso anche l’aneddoto su Rummenigge raccontato dal presidente del Napoli: “Mi ha detto molto preoccupato che loro hanno solo 300 tifosi di curva che vogliono venire da noi per imparare a fare casino”. Scuola di formazione per gli ultras sotto il Vesuvio, dunque. Almeno qualcuno troverà un posto di lavoro.

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  • agostino ghiglione |

    Tre sole considerazioni:
    -Macalli ha oltre 70 anni e mi sembra debba riposarsi;
    -la serie A a 16 squadre è un suicidio bisogna scendere a 18,ma dopo il 2015 visti i contratti con Sky che tengono in piedi la “baracca”sino a quella data;
    – lo Stadio senza “curve” è solo un concetto geometrico visto che gli stadi inglesi sono stati i primi a “rettificarle” e soprattutto a coprirle.Come per le tribune.Bologna e Firenze hanno coperture solo per le “tribune”quindi sono stadi oligarchici ed anche immodificabili perchè divenuti “monumenti nazionali”

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