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Calcio italiano Spa: Serie B e Lega Pro in perdita cronica, ma i fondamentali migliorano

I conti dei club di serie B e Lega Pro, tutto sommato, presentano dei segnali di miglioramento. Dopo l’inversione di tendenza verificatasi nella stagione 2010-2011, con il ritorno alla crescita dopo anni di calo, il valore della produzione della Serie B conferma il suo trend positivo raggiungendo nel 2011-2012 quota 384,9 milioni, in aumento del 14,7% sull’anno precedente.

Serie B. Il motivo di maggiore soddisfazione, come chiarisce l'analisi contenuta nel  Reportcalcio2013 elaborato da Figc, Pwc e Arel, per la Lega di Serie B è costituito dal rilevante aumento (+50,3%) dei ricavi da stadio, che negli ultimi anni, dopo il passaggio della Juventus nel campionato cadetto (2006-2007), erano sempre stati in diminuzione. Dopo due anni di calo riprendono quota le plusvalenze realizzate sulla cessione dei calciatori, che salgono da 87,5 a 109,3 milioni (+25%). Decrescono invece i contributi in conto esercizio, scesi dai 61 milioni del 2010-2011 ai 48,4 del 2011-2012.  Dai diritti tv arrivano circa 78 milioni. I costi aumentano (+13,7%) in misura leggermente inferiore rispetto alla crescita del valore della produzione. Quelli imputabili al personale tesserato (costo del lavoro più ammortamenti dei diritti sui calciatori) rappresentano il 71% del totale. Anche la Serie B presenta un miglioramento della situazione patrimoniale delle società: il patrimonio netto medio risale da 2,3 a 3 milioni, con una crescita tendenziale nel quinquennio del 4,6%. L’indebitamento totale medio sale del 4% a quota 20,2 milioni. Le iniziative intraprese dalla Lega di Serie B e da diversi club hanno portato ad una importante riduzione della perdita netta nella stagione 2011-2012. Tale valore è passato da 72,5 milioni della stagione 2010-2011 a 56,1 milioni dell’ultimo periodo analizzato.

Lega Pro. Il profilo economico-finanziario della Lega Pro risulta condizionato dal numero dei bilanci presentati e perciò analizzati. Le società che retrocedono o perdono l’affiliazione per fallimento o altre ragioni non sono tenute, infatti, a presentare i bilanci. Ragionando in termini assoluti si può tuttavia constatare come il valore della produzione, dopo un triennio di accentuate sofferenze, sia tornato sostanzialmente ai livelli di inizio quinquennio. Per la precisione il tasso di crescita del periodo 2007-2012 è dello 0,7% sia in Prima sia in Seconda Divisione. I costi della produzione invece testimoniano un andamento differente: nel quinquennio sono saliti dell’1,4% in Prima Divisione e sono scesi del 3,8% in Seconda Divisione. Da segnalare che l’incidenza del costo del lavoro sul valore della produzione in Prima Divisione è addirittura pari all’83%. I dati analizzati evidenziano una situazione di sofferenza del sistema Prima Divisione: a fronte di ricavi medi pari a 2,9 milioni, si registrano costi per 4,3 milioni e cioè superiori del 48,3% rispetto alle entrate. Il risultato netto medio si mantiene perciò negativo per 1,4 milioni, in lievissimo calo rispetto alla stagione precedente (-1,4 milioni). Migliora invece il saldo negativo della Seconda Divisione in decrescita continua e passato da 747mila a 324mila in cinque anni. Fra le società analizzate migliora comunque la consistenza patrimoniale. Il patrimonio netto medio dei club di Seconda Divisione, negativo nella stagione 2010-2011, è risalito nel 2011-2012 a 39mila euro. Mentre ancora migliori sono i dati relativi alle società di Prima Divisione, il cui patrimonio netto medio è balzato dai 95mila del 2010-2011 ai 403mila euro del 2011-2012, con un tasso tendenziale di crescita nel quinquennio del 25,2%.