Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

“Calcio malato”: al via rogatorie (in Spagna, Uruguay e Argentina) e verifiche su contratti e bilanci

Le indagini delle Fiamme Gialle in queste ore vanno avanti alla ricerca delle prove documentali "dei meccanismi di aggiramento delle regole di tassazione dei contratti, prescelti per sottrarre al fisco ingenti quantità di denaro in relazione a ciascuna operazione di trasferimento".
I reparti della Guardia di Finanza guidati dal colonnello Nicola Altiero che coordina sul campo le indagini promosse dalla Procura di Napoli sul "Calcio malato" stanno ricevendo, infatti, il materiale frutto delle acquisizioni effettuate martedì scorso nelle sedi di 41 club italiani. Oltre 50 contratti "sospetti" provenienti dal resto d'Italia che, con l'assistenza tecnica dei consulenti della Pwc, dovranno essere accuratamente confrontati con i documenti ufficiali depositati in Lega e con quelli ritrovati nelle abitazioni e negli uffici dei procuratori coinvolti nell'indagine (in primis Mazzoni e Moggi).



Saranno cruciali in questa fase le verifiche bancarie per "seguire" i flussi di danaro verso l'estero e soprattutto le rogatorie internazionali per ottenere informazioni dai paesi in cui i soldi sono finiti (e in parte scomparsi).
Le novità da questo punto di vista sono due: le rogatorie avviate dalla GdF riguardano tre paesi, due sudamericani (Uruguay e Argentina) e uno europeo (la Spagna); le autorità argentine, dal canto loro, hanno già spedito a quelle italiane le rogatorie per accertamenti da svolgere nell'ambito delle loro indagini. Indagini che in diversi modi si intrecciano a quelle in corso nella Penisola.
I tempi delle rogatorie internazionali e dello scambio di informazioni non saranno lunghissimi, ma comunque c'è l'estate di mezzo e si dovrà avere pazienza.
Nel frattempo nel capoluogo campano, dopo nove mesi di indagini dalle prime attività relative al Napoli e ai contratti siglati per Lavezzi e Chavez (assistiti entrambi da Mazzoni), si cercherà anche di appurare se e come i "meccanismi" imputabili per ora ai procuratori per aumentare indebitamente i costi dei club abbiano determinato anche irregolarità contabili rilevanti. L'esame dei bilanci e sui criteri di rendicontazione di questi costi potrebbe aprire il fronte delle responsabilità dei club e dei dirigenti societari.