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Cagliari: il fondo Usa rappresentato da Silvestrone deposita piano da 85 milioni per il nuovo Sant’Elia

Per il nuovo Sant’Elia un fondo americano di investimento è pronto a sborsare circa 85 milioni. Il manager Luca Silvestrone, il rappresentante del gruppo Usa interessato allo stadio di Cagliari, non ha ancora rivelato l’identità. “Soltanto una questione di giorni – ha spiegato al termine dell’incontro di questa mattina con il Comune – poi tutto sarà chiaro”. Il secondo incontro per il Sant’Elia tra Silvestrone, accompagnato dal progettista Davide D’Arace, si è concluso dopo circa due ore. Alla fine volti distesi e facce sorridenti. A cominciare dal sindaco Massimo Zedda. “Il Comune – ha spiegato – ora analizzerà nel dettaglio il piano con l’esame da parte dei diversi assessorati. Ad esempio dovranno essere valutare le altezze, i parcheggi e tante altre questioni tecniche. Ci siamo dati appuntamento a giugno per iniziare un iter che possa portar entro il 2015 all’avvio dei lavori e entro il 2017 alla conclusione delle opere”. ma con il cantiere aperto dove giocherà il Cagliari? “Stiamo valutando diverse soluzioni – ha spiegato Silvestrone -, dalla ricerca di un’altra sede provvisoria alla possibilità di continuare a disputare le partite con i lavori in corso”. Per il Comune se un’unica società dovesse essere proprietaria del club e realizzatrice dello stadio il percorso sarebbe più breve: “Si potrebbe dare corso – ha detto Zedda – a un affidamento diretto. Abbiamo ricevuto altre proposte, ma questa sembra la più avanzata e la più innovativa”. Per Silvestrone sarà anche un’ottima opportunità per creare occupazione nel territorio: “Stiamo parlando di 400-500 posti di lavoro – ha concluso – più l’indotto. Il management per la realizzazione dello stadio e la gestione del club sarà italiano”.
Il progetto è quello di uno stadio ecosostenibile, architettonicamente avanzato, sul modello dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera, interamente coperto, in grado di ospitare diversi sport e grandi eventi. Ma la trattativa con il comune deve andare avanti, secondo l’emissario degli americani, con l’acquisto del club rossoblù, “che è sano e senza debiti” e del centro sportivo di Assemini.

  • agostino ghiglione |

    Certo che la priorità di questo Paese è la costruzione di nuovi Stadi di calcio non di investire in ricerca scientifica e tecnologica, scuole ed università.Dopo aver raddoppiato queste spese potremo dedicarci alla costruzione di attrezzature sportive avendo migliorato i conti del “sistema paese”.Sperando che dietro l’angolo non ci sia una nuova catastrofe da terremoto L’Aquila ed Emilia.Comunque bene per i progetti di Udine e Napoli perchè i loro bilanci lo consentono.Per Roma sappiamo che ci sarà bisogno di un aumento di capitale di 100 mio e forse di un prestito obbligazionario.Staremo a vedere tra qualche giorno il parere del Comune.Buona fortuna!

  • Piero |

    Siamo veramente alla svolta? Napoli, Roma, Milano, Firenze, Venezia, Palermo, Catania, davvero si vedranno impianti da Paese normale? Aspettando gli inizi dei lavori e lasciando stare le chiacchere in mezzo alla strada o tweet ultrasintetici, siamo fiduciosi.

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