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Diritti tv: ecco i pacchetti Lega-Infront, al via la gara (fino al 5 giugno), base d’asta totale da 956 milioni

La Lega di serie A e l’advisor Infront ufficializzano i pacchetti per la vendita dei diritti tv della Serie A per periodo 2015/2021. Il contratto tra Lega e Infront prevede un accordo per sei anni, fino al 2021 per un controvalore di 5.940 milioni di euro. Il rinnovo automatico del mandato a Infront per il periodo 2018/2021 scatterà però con il raggiungimento di incassi pari a un miliardo e 40 milioni a stagione nel primo triennio. Lo schema prevede invece sostanzialmente 980 milioni di media come garanzia di risultato per i primi tre anni. Le basi dell’asta che sarà aperta fino al 5 giugno sono divise in base ai pacchetti, per un totale di 956 milioni.

I pacchetti. Il bando sarà composto da questi pacchetti: a) un primo pacchetto con un’offerta mista per la piattaforma satellitare che includerà tutti di diritti di trasmissione di 8 squadre, inclusi quelli via internet (e i parametri da ultizzare per comporre il panel permettono di ritenere che dentro questo gruppo ci saranno Juventus, Milan, Inter e Napoli più altre 4 squadre); b) un secondo pacchetto per la piattaforma digitale terrestre, analogo, a quello precedente con le 4 big e 4 squadre medio-piccole; c) un’offerta in esclusiva per prodotto con eventi non superiori al 35% del torneo di serie A (in pratica in questo pacchetto ci saranno le 132 partite che le 12 squadre non incluse nei pacchetti “primari” giocano tra loro, ed è molto probabile che dentro ci sia la Roma); d) un pacchetto di esclusive per personalizzare gli eventi (postazioni bordocampo, tunnel, riprese negli spogliatoi, eccetera) acquistabile in relazione ai precedenti pacchetti; e) e, infine, un pacchetto con 114 gare, 3 per ciascuna giornata che sarà possibile trasmettere su canali che non siano quelli della tv classica, e quindi in modalità OTT mediante Piattaforma Internet, Piattaforma IPTV e/o Piattaforma di Telefonia Mobile.

Base d’asta. Le basi d’asta per i diversi pacchetti sono queste: per i pacchetti per piattaforma (satellite e digitale terrestre che inclusono 248 partite delle 380 totali) sono pari a 273 milioni per la prima stagione, 274 per la seconda e 274 per la terza; per il pacchetto per prodotto (le 132 partite in eslcusiva) sono pari a 234 milioni per la prima stagione, 235 per la seconda e 236 per la terza; per il pacchetto di esclusive per personalizzare gli eventi sono pari a 66 milioni per la prima stagione, 67 e 68 per le successive; per il pacchetto online/mobile sono pari a 108 milioni per la prima stagione, 109 per la seconda e 110 per la terza.

Esclusive. Quindi solo una emittente avrà l’intera Serie A, aggiundicandosi il pacchetto per prodotto in aggiunta a quello per piattaforma. Questo a valere sulla stagione 2015/16. Per la prossima stagione 2014/15 varrà il vecchio contratto. Sky detiene il pacchetto principale della Serie A potendo trasmettere tutti i match a fronte di un esborso stagionale (in particolare per il triennio 2012/15) di circa 560 milioni. Mediaset, invece, ha in portafoglio un pacchetto che permette di trasmettere gli incontri di 12 club (inclusi quelli con il maggiore appeal in termini di audience, Juventus, Milan e Inter) per circa 280 milioni. Per quanto riguarda le manifestazioni europee Sky trasmetterà in esclusiva le partite della Champions e dell’Europa league per 130 milioni a stagione, mentre Mediaset Premium per 30 milioni potrà mandare in onda la migliore partita della Champions del mercoledì. Dalla stagione successiva 2015/16 Mediaset ha acquistato l’eslcusiva della Champions e Sky quella dell’Europa league.

Le reazioni. la Lega si tiene aperta la strada per una riduzione dei club della serie A a 18 squadre in quanto si precisa nel bando che il prezzo dei pacchetti non cambierà in questo caso e di fissare un aticipo al sabato alle 15 favorevole al mercato asiatico, come aveva chiesto il presidente dell’Inter, Thohir. “Le novità introdotte con l’invito a offrire per le stagioni 2015/2018 – ha dichiarato Marco Bogarelli, Presidente di InfrontItaly – mirano a garantire un sistema che stimoli la concorrenza, che garantisca agli operatori di mercato di poter ulteriormente segmentare la loro offerta, proponendo al consumatore finale molteplici possibilità di accesso al prodotto calcio. Questo significa nuovi strumenti di fruizione per il consumatore, che consentiranno a molti appassionati di avvicinarsi o riavvicinarsi al prodotto calcio in maniera nuova e più moderna rispetto al tradizionale. L’obiettivo ultimo è quello di massimizzare le risorse per la Lega, ampliando il numero di consumatori, in via definitiva i clienti di Lega Serie A”.
“Siamo molto soddisfatti per il risultato ottenuto – ha commentato il Presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta -. I club venerdì hanno dato il via libera all’unanimità alla pubblicazione dei pacchetti, esprimendo soddisfazione e consenso per il lavoro svolto. Questo è un punto di arrivo significativo, ma non è che il primo passo nella procedura di vendita, per cui siamo contenti di essere partiti col piede giusto e fiduciosi per gli impegni futuri. Andremo sul mercato aprendo alle nuove tecnologie la fruizione del nostro calcio, per diffonderlo sempre più a livello globale, con una particolare attenzione alle nuove generazioni”.

Le altre offerte. L’offerta al mercato sarà completata con il bando sui diritti esteri e altri pacchetti esclusivi e per i diritti non esclusivi per il territorio nazionale, la cui pubblicazione è prevista in una seconda fase. Tali pacchetti, pur non contenendo diritti audiovisivi relativi alle dirette (salvo la radiofonia e il betting) saranno d’interesse anche per gli operatori che non avranno ritenuto di concorrere all’acquisizione dei diritti oggetti del bando pubblicato oggi. Sempre in un’ulteriore fase saranno oggetto di commercializzazione anche la Coppa Italia, la Supercoppa di Lega e le competizioni Primavera.

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  • agostino ghiglione |

    Auguri!Sempre più difficile e complicato!Staremo a vedere cosa cosa ci apparecchieranno sulla tavola.L’antipasto è già indigesto.Non bastava il codice Cencelli integrato dalla Melandri.E se le squadre dovessero diventare 18 occorrerà una nuova gara o si procederà ad un taglio lineare?Se una big( una delle prime 8) dovesse retrocedere in B cosa succederebbe di questo accordo?Aveva ragione Ennio Flaiano:”In Italia la linea più breve che unisce due punti è l’arabesco”.Grande Flaiano!

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