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Per l’Inter nel 2014 utile di 33 milioni, ma è solo “apparente” (i costi superano i ricavi di 100 milioni)

L’Inter ha chiuso a giugno il bilancio 2013-2014 con un utile di 33,2 milioni di euro, grazie però a proventi straordinari per 139 milioni di euro legati a uno spostamento del debito fra società infragruppo reso possibile dal finanziamento di 230 milioni ottenuto da Unicredit e Goldman Sachs. L’operazione straordinaria nell’ambito del rifinanziamento del debito è stata fatta con il conferimento dei diritti tv, dei contratti di sponsorizzazione e del marchio Inter alla società “Inter Media and Communication” data poi sostanzialmente in pegno al gruppo di finanziatori (il marchio conferito da InterBrand “vale” 80 milioni di euro).
La differenza fra valore della produzione (in calo a 167,7 rispetto ai 201 milioni dello scorso anno) e costi della produzione (268 milioni rispetto a 275 milioni di un anno prima) é di 100,2 milioni di euro.
Nel dettaglio al 30 giugno 2014 si sono registrati ricavi dai diritti tv per 76 milioni, ricavi da stadio per 18,8 milioni (contrio i 19,6 del 2013), plusvalenze per 7 milioni (contro i 34 milioni del 2013) e ricavi per sponsorizzazioni e pubblicità per 36,2 milioni (contro i 28 della stagione precedente). Lo sponsor ufficiale Pirelli ha versato nelle casse nerazzurre 12,2 milioni e lo sponsor tecnico Nike 19,6 milioni. Sono venuti meno i 6,7 milioni di ricavi derivanti dalla partecipazione all’Europa league della stagione precedente. Il totale dei costi invece è stato pari a 268 milioni (cui si aggiungono oneri non ricorrenti legati a transazioni con personale e collaboratori della prima squadra per 5,7 milioni). In particolare, il costo del personale è calato da 116 a 107 milioni (peri i tesserati si è passati da 111 a 99 milioni), mentre gli ammortamenti sono saliti da 60 a 79 milioni. Più in particolare per i giocatori sono stati spesi 85,5 milioni, e per gli allenatori e lo staff tecnico 11,9 milioni.

L’Ad del club, Michael Bolingbroke ha annunciato un piano in 5 anni per raggiungere l’equilibrio finanziario nel rispetto dei vincoli del Financial Fair Play imposti dall’Uefa ai club europei. A riguardo Bolingbroke ha ricordato che il prossimo 7 novembre ci sarà una riunione a Lione per spiegare i progetti del club, mentre la Uefa avrà tempo fino a febbraio 2015 per fare le proprie valutazioni e stabilire eventuali sanzioni per gli sforamenti fatti in passato. «Come club siamo favorevoli al Ffp e stiamo mettendo a punto un piano quinquennale in linea con le indicazioni della Uefa. Ci sono norme che non permetteranno più la gestione di un club come in passato. Quello che é stato é stato, ora pensiamo al futuro, ma se ci saranno sanzioni le rispetteremo«, ha dichiarato il Ceo dell’Inter Michael Bolingbroke.
“I ricavi devono venire anche dallo stadio, c’è un progetto di prospettiva di 3-5 anni su cui agire in fretta, altri club hanno già annunciato lo stadio e non possiamo diventare il decimo club a farlo. Sullo stadio non posso dirvi molto, ci sono stati degli incontri, abbiamo delle discussioni interne di continuo e da qui a gennaio chiariremo la nostra posizione”, sono le parole del presidente dell’Inter, Erick Thohir, in occasione dell’assemblea dei soci in corso di svolgimento a Milano. Sul tema è tornato anche il direttore generale Marco Fassone: “E’ una cosa che coinvolge noi, il Milan e la città di Milano per cui la decisione risente di una maggiore lunghezza ma è un discorso in corso da tempo. Entro due mesi prenderemo una decisione, se rimanere a San Siro, che sia soli o col Milan, o prendere la strada di costruire un nuovo stadio in una delle aree già individuate”.

  • Marco Bellinazzo |

    si tratta degli altri costi sostenuto per il funzionamento della società e gli interessi finanziari

  • Stefano |

    Scusi Bellinazzo, ci aiuta a capire dove vengono spesi questi 100 milioni di gap? Si legge nell’articolo che gli stipendi sono di 107 milioni, mentre gli ammortamenti di 79. Quindi in totale 186 milioni. Come si arriva da 186 a 268?

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    ecco come si fanno i bilanci delle società di calcio in Italia.Mi sembra ci siano precedenti anche nell’altra squadra di città,il Milan.Non sono esenti da colpe anche i club minori.
    Nel caso in oggetto i tifosi dovranno capire Thohir e seguirlo, senza se e senza ma, perchè senza l’inversione di tendenza il fallimento sarebbe stato assicurato con le regole del fair-play Uefa.
    Dura Lex sed Lex.

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