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Platini e la Uefa chiedono norme Ue per vietare il fenomeno delle Tpo (third party ownership)

“Abbiamo cominciato a mettere il calcio sulla strada giusta. Ora servono norme contro la gestione dei calciatori da parte di terze parti”. Questo è quanto ha chiesto Michel Platini, presidente della Uefa, ai ministri dello Sport dell’Unione Europea riuniti alla
Farnesina. Il numero 1 della confederazione continentale ha evidenziato l’impatto positivo delle norme relative al Fair Play finanziario, scagliandosi ancora sulle Tpo: “Non c’è spazio per il fenomeno della ‘third party ownership’ nello sport europeo”, ha detto, chiedendo provvedimenti che vietino la ‘multiproprietà’ dei cartellini dei giocatori. “La proprietà di terze parti dei giocatori – ha spiegato Platini – comporta che un giocatore venga letteralmente ‘suddiviso’ per interessi economici che vengono poi condivisi tra uno o più fondi di investimento. I giocatori in questione perdono la loro libertà contrattuale, mentre i proprietari del cartellino abusano del potere d’acquisto a spese dei calciatori che vengono privati del libero arbitrio. Cosa pensate che accadrà se lo stesso proprietario avrà diversi giocatori in squadre diverse della stessa competizione? La risposta è semplice: l’incubo delle partite truccate potrebbe diventare più di un semplice pensiero nelle teste malate di questi agenti. I valori fondamentali di integrità e trasparenza, che dovrebbero essere parte integrante nello sport, vengono così disprezzati e violati. Tutto questo è contro la dignità umana. E’ una pratica terribile: prima esisteva solo in America del Sud, adesso si sta espandendo attraverso l’Europa. Serve un quadro normativo su misura: se falliamo nel contrasto di questo fenomeno, non sarà solo una sconfitta per la Uefa o per il movimento sportivo, ma per tutta Europa”.
Sulle conseguenze prodotte dall’implementazione dei regolamenti previsti dal Financial Fair Play, Platini è invece soddisfatto: “Ognuno di noi deve rendersi conto di quanto ci siamo spinti lontano. Le perdite aggregate dei club europei, che nel 2011 avevano raggiunto 1,7 miliardi di euro, sono scese a 800 milioni nel 2013. La cifra si è più che dimezzata nel giro di 2 anni. Il fair play finanziario si riassume in 2 frasi: ‘Dovete vivere con i vostri mezzi’ e ‘c’è una linea che non deve essere superata’”.

  • agostino ghiglione |

    In altri contesti avrebbero detto :”Santo subito”!
    Mi limito a dire meno male che esiste un Platini che mi sembra interpreti molto bene il ruolo di dirigente calcistico dopo essere stato un indiscusso campione in campo(subito dopo Maradona e prima di Zidane).
    Non sta sbagliando nessuna mossa compresa la “moviola in campo”!

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