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Dirty soccer: i verdetti (di primo grado) della giustizia sportiva fra ombre e contraddizioni

Sull’estate del Calcio italiano piombano le sentenze dell’inchiesta Dirty Soccer. Ma i verdetti emessi in primo grado dalla giustizia sportiva in merito all’ultimo filone del calcioscommesse lasciano molte ombre. Il Catania paga con la retrocessione in Lega pro e una penalizzazione di 12 punti, con la contestuale riammissione in B della Virtus Entella sconfitta ai play out di B dal Modena. Retrocessione all’ultimo posto del girone b di Lega Pro in riferimento alla stagione 2014/15 per Teramo e Savona, e conseguente retrocessione tra i dilettanti. Vengono per converso riammessi in Lega Pro Forlì e Gubbio. Per il Forlì tuttavia ci potrebbero essere problemi di iscrizione a causa di pendenze economiche della scorsa stagione. In questo caso potrebbe essere riammesso il San Marino. In un primo momento la squadra era stata esclusa anche dalla serie D, per poi essere riammessa. Per la serie B, invece, sembra favorito per la promozione l’Ascoli terminato secondo alle spalle del Teramo.
Penalizzazione di 5 punti, inoltre, per la Vigor Lamezia, di 3 punti per il Barletta, di 2 punti la Torres e di un punto per L’Aquila , tutti da scontare nella stagione 2015/2016 nei campionati di competenza.
Già si annunciano i ricorsi di Catania, Savona e Teramo, ma anche del Messina (che confidava nella retrocessione di Barletta o Vigor Lamezia). La Corte d’appello esaminerà i ricorsi, entro la fine del mese di agosto, presumibilmente dopo la formazione dei giorni e dei calendari per la stagione 2015/2016 preannunciata per il 27 agosto. L’ufficializzazione della data è stata confermata dal commissario della Lega Pro, Miele, nell’incontro tra i club svoltosi il 19 agosto a Firenze. Nel corso dell’assemblea è stata confermata la necessità di formare rose con massimo 24 giocatori, di cui 8 under 21 per poter usufruire al massimo dei contributi per il settore giovanile (abolito il vecchio sistema del minutaggio) ed è stata introdotta la novità delle panchine lunghe (9 giocatori). Sarà infatti possibile iscrivere a referto fino a 20 giocatori ad ogni partita.

La vicenda Dirty soccer era stata dipinta come una valanga con decine di partite coinvolte. Con il procedere dell’inchiesta molti presunti colpevoli sono usciti di scena. Alla fine è stato retrocesso il Catania (dopo la confessione del presidente Pulvirenti), creando tuttavia un pericoloso precedente ed un caso anomalo. Il precedente è che una squadra che si è salvata per aver “comprato” un certo numero di match paga al massimo con la retrocessione nella serie in cui già rischiava di cadere e con una penalizzazione che molto probabilmente sarà ridotta in appello. L’anomalia consiste nel fatto che il Catania ha sicuramente comprato 5 partite. Dunque in Serie B militano 5 società che hanno sicuramente venduto delle gare e che non sono state (ancora?) processate.
La vicenda riguardava anche la Salernitana di Lotito, ma per quel filone non si è arrivati neanche al processo (un cavillo procedurale, vale a dire il fatto che la Lazio e Mauri si erano già rivolti all’organo di ultima istanza del Coni in sede di arbitrato; organo poi cancellato con la riforma della giustizia sportiva). In tutto il girone C della Lega Pro, nonostante il can can mediatico, il coinvolgimento della procura Antimafia, sono state condannate con pochi punti il Barletta (peraltro società che non è riuscita ad iscriversi in Lega Pro) e il Vigor Lametia (squadra che era talmente sicura di finire nei Dilettanti che ha in rosa solo ragazzini, in Tim Cup ha perso per 11-1).
Infine curiosa la situazione di Savona–Teramo, una partita che tiene congelato il destino di ben sei squadre. Rispetto alle richieste della procura sono spariti i 20 punti di penalizzazione che avrebbero comportato una più che probabile doppia retrocessione. Da più parti si sostiene che non c’è la prova del coinvolgimento del Presidente del Teramo, ciò nonostante non può sfuggire la sperequazione tra l’entità della pena comminata al Catania rispetto al club abruzzese.

  • Domenico |

    Se le sentenze saranno confermate non c’è alcun dubbio che il calcioscommesse è una pratica ammessa. Se intercettazioni e altre prove raccolte dalle Procure della Repubblica non bastano a fare pulizia vuol dire che c’è qualcosa di molto più sostanzioso delle scommesse di alcuni loschi individui. Chi tutela i cittadini che ogni giorno ormai puntano i loro risparmi pronosticano eventi che sono alterati a tavolino? Chi ci guadagna in tutto questo?

  • Massimo |

    Questa sentenza è il termometro del nostro calcio: se comperare le partite è reato di poco conto (considerata la retrocessione nella lega inferiore), venderle non lo è affatto!

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