Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Dalla sindrome “bavarese” o “juventina” il rischio di una perdita d’appeal per i campionati nazionali

La si potrebbe declinare come “sindrome bavarese” o “parigina” o, perché no, “juventina”. Si sta parlando di quella incipiente “malattia” che affligge i campionati nazionali in Europa, nei quali il gap di rendimento sportivo e finanziario scavato da alcuni club rischia di renderli fin troppo prevedibili. Con danni, a medio-lungo termine, di appeal e di redditività. Un’eccezione sembra essere la Premier League inglese considerata dagli addetti ai lavori e dai tifosi come il campionato più affascinante proprio per la sua imprevedibilità e per la sua capacità di regalare emozioni e risultati spesso inaspettati (e sarebbe anche banale citare la fantastica stagione disputata dagli uomini di Ranieri che hanno portato il Leicester sul tetto d’Inghilterra).

Nell’ultimo decennio sono state quattro le squadre che si sono alternate al vertice della classifica finale: Manchester United (5), Manchester City (2), Chelsea (2) e appunto Leicester. D’altro canto, la Premier, nacque nel 1992 proprio con l’obiettivo di creare le condizioni di un campionato nazionale iper-competitivo in cui cioè non si creassero condizioni di monopolio o di oligopolio e in cui, al contrario, il maggior numero possibile di club potesse aspirare a vincere il titolo.

In Italia, Francia, Germania e Spagna non è così. In Serie A fra il 2007 e il 2016 hanno vinto solo le due squadre di Milano (l’Inter 4 volte e il Milan una) e la Juventus che ha inanellato gli ultimi cinque campionati. Un’egemonia destinata a perdurare alla luce della campagna acquisti di queste settimane che ha portato a Torino campioni del calibro di Higuain, Pjanic e Dani Alves. In Germania, il Bayer Monaco ha trionfato sei volte su dieci e arriva primo da quattro anni consecutivi. Come accade in Francia dove il primato del Psg qatariota appare difficilmente contrastabile e ha messo fine a una competizione che permetteva a molti team di lottare per lo scudetto (cinque diversi tra il 2007 e 2012). Nell’ultima stagione il Psg si è laureato campione di Francia già a metà marzo con 8 giornate di anticipo e chiudendo il campionato con 31punti di vantaggio sul Lione.  Vanno un po’ meglio le cose in Spagna dove almeno c’è il duopolio Barcellona (primo tre volte su quattro nelle ultime quattro stagioni e sei volte nelle ultime 10) e Real Madrid (3 titoli spagnoli nell’arco dell’ultimo decennio) che rende più interessante la contesa, con l’inserimento nelle ultime stagioni dell’Atletico Madrid.

La competitività in questi tornei si abbassa ulteriormente però se si guarda ai primi 4 posti in classifica, a cui arrivano, salvo sporadiche eccezioni, sempre le stesse squadre. Naturalmente, l’acquisizione di questo status di forze egemoni non è una colpa di Psg, Bayern o Juventus. Tuttavia, lo scenario per cui i principali campionati nazionali appaiono di frequente decisi fin dai primi mesi della stagione non è certo esaltante per questi stessi club che della torta degli introiti collettivi come i diritti tv beneficiano più degli altri.

Se nel calcio europeo il livello di competizione interna dei campionati nazionali si è notevolmente abbassata nell’ultimo decennio, la stessa cosa non si può dire per gli sport professionistici made in Usa che negli ultimi anni hanno acquisito sempre maggiore importanza, fascino e introiti. Nfl, Nba, Mlb, e Nhl, per via delle formule con cui vengono disputati e delle regole (contrattazione collettiva dello sponsor in NBA, salary cap, eccetera) risultano essere molto più incerti e imprevedibili. Ne consegue una rilevante attrattività dei campionati, un prodotto maggiormente vendibile e capace di creare valore in maniera esponenziale, sia a livello di lega che di singole società. E questo nonostante si tratti di discipline tipicamente Usa e tutte con un bacino planetario di potenziali spettatori molto più circoscritto del calcio (al quale può paragonarsi solo il basket Nba).

La National Football League (Nfl), principale lega professionistica di football americano, risulta essere un campionato altamente competitivo con 9 squadre diverse a vincere negli ultimi 10 anni (solo i New York Giants hanno vinto il titolo 2 volte). La particolare formula a sorteggio del torneo mette infatti di fronte squadre sempre diverse, dando vita a un campionato incerto fino all’ultima partita. Analogo discorso può essere fatto per l’ Nba, vinta da 6 team diversi negli ultimi 9 anni (Los Angeles Lakers, Dallas Mavericks, San Antonio Spurs, Miami Heat e Golden State). Anche la Mlb, lega professionistica di baseball nordamericana, è stata vinta da 6 team diversi negli ultimi 9 anni, con un leggero predominio dei San Francisco Giants che ne hanno vinto tre. E la situazione non cambia nella National Hockey League (Nhl), competizione anch’essa vinta da 6 team diversi negli ultimi 9 anni, con i Chicago Blackhawks ad aver trionfato tre volte.

Non è un caso, dunque, se nella classifica elaborata da Forbes a inizio mese tra le 20 società sportive più redditizie del mondo figurano 11 franchigie della Nfl e due società della Nba, se la NFL nel 2016 incasserà solo dai diritti tv 3,5 miliardi di dollari e  la Nba ha rinegoziato gli accordi tv con Walt Disney Co. e Time Warner Inc’s Turner Broadcasting per una cifra complessiva che si aggira sui due miliardi di dollari. Si tratta di cifre che oggi solo la Premier league può superare (il nuovo contratto tv 2016/19 garantirà incassi per 3,7 miliardi di euro a stagione). Alle altre Leghe europee  non resta che riflettere sul proprio modello di crescita valutandone i pro e i contro, consapevoli che il rischio per i tornei nazionali potrebbe anche essere quella di una fuga dei club più blasonati verso l’oasi di una Superlega europea di ispirazione americana.

 

Tags:
  • agostino ghiglione |

    Errata Corrige:
    Gli spettatori di Lazio-Juventus erano 33.000 e non 38.000.Mi scuso per l’involontario errore.

  • agostino ghiglione |

    Dunque la proposta dei 4 posti sicuri in Champions League per i grandi campionati(Germania,Inghilterra,Italia e Spagna) è stata confermata dal Comitato Esecutivo della UEFA del 26 agosto u.s. accantonando, per, ora il criterio dei “meriti storici”.Ne consegue le le prime 4 di quei campionati daranno il 50% delle squadre ammesse alla Champions;16 squadre su 32.Dovrebbe entrare di diritto la vincente della EL ma anche la vincente della Champions per cui i rimanenti posti disponibili scendono a 14 divisi tra le altre nazioni(2 Portogallo,Francia,Russia etc.)
    In una serie di riunioni il Ranking italiano si è visto regalare altre 2 squadre sicure partecipanti oltre alle prime due del campionato precedente.Non era mai accaduto prima. Non so quale favorevole incrocio di valutazione di osservazione di periodi possa aver provocato questa situazione per la quale gli unici riferimenti li faccio risalire al Vangelo( Miracolo di Cana: acqua trasformata in vino,Moltiplicazione dei pani e dei pesci,Lazzaro resuscitato dopo la morte).
    Di fatto da anni la ns. terza classificata andava a sbattere con i preliminari contro altre squadre (Udinese due volte,Napoli,Sampdoria etc).Figuriamoci che sorte avrebbe avuto la quarta in classifica!
    Rimanendo il Format di EL a 48 squadre dovrebbe risultare che altre 4 squadre italiane saranno ammesse ai gironi.E arriviamo a 8 squadre su 20.Cioè di più di quelle che secondo la Federcalcio hanno possibilità di iscriversi al Campionato di Serie A dal 2018 in poi ( 5 attualmente a detta di Tavecchio).Ammesso di avere anche la licenza UEFA per il FFP.
    Si apprende anche che per gestire i Carrozzoni di cui sopra nascerà una nuova Società”UEFA club competion SA” in cui i direttori saranno divisi equamente tra la UEFA e l’ECA. Non si conosce il numero di componenti.Difficile condividere il comunicato finale in cui leggiamo “Siamo contenti che il calcio europeo rimanga legato ai concetti di solidarietà,competizione equa,distribuzione uniforme e buon governo”.
    Peccato che nelle valutazioni non sia mai stato indicato l’indice di gradimento di questi 4 campionati in base,magari, alla partecipazione degli spettatori negli stadi e/o al coefficiente di riempimento degli stessi. La Bundesliga partita il week end scorso ha fatto impallidire per la presenza degli spettatori la ns. Serie A.La eravamo al “sold out” ovunque da noi a Roma Lazio-Juventus(partita di cartello) ha avuto 38.000 spettatori ;cioè meno del 50% della capienza dello Stadio.
    De profundis e Amen.

  • agostino ghiglione |

    Notizie di stampa di oggi 9 agosto 2016 ci fanno sapere che dal 2018 la Champions sarebbe strutturata in maniera diversa.In particolare che Inghilterra Germania Spagna Italia avrebbero diritto ciascuna a 4 squadre.Le prime tre in base alle classifiche dei Campionati la quarta invece sulla base di meriti storici dei club.Mi auguro che questo “aborto” sportivo venga rigettato proprio da Inghilterra,Spagna e Germania che si sono conquistate sul campo con l’organizzazione dei loro campionati il diritto di piazzarne 4 di cui la quarta ai preliminari.L’Italia invece si potrebbe distinguere per favorire chi con politiche sbagliate da anni voglia sedersi in un torneo che le loro squadre al momento non meritano!Quindi per favore no alla revisione del “ranking” attuale.Fatto di merito e non di politica.

  • Piero |

    Il calcio italiano, quello che conta, sta morendo per altri motivi: in poco tempo sono arrivate le bocciature da parte delle rispettive sopraintendenza per i beni culturali, archeologici, belle arti e chi più ne ha più ne mette dei progetti di Pescara e Crotone. Due ottimi progetti grazie ai quali si sarebbero ammodernati gli impianti e creati migliaia di posti di lavoro, i disoccupati saranno sulla coscienza di chi ha stabilito che su uno stadio ci sia un vincolo artistico.
    Da Roma il movimento 5 stelle (cose di lusso) ha già annunciato che manderà a monte il progetto dello stadio della Roma, 1 miliardo di investimento e anche qui migliaia e migliaia di posti di lavoro che invece continuaeranno a vivere nella angoscia e nel bisogno. Vorrei un suo commento Dott. Bellinazzo su queste nuvole nere all’orizzonte non solo del calcio italiano, ma di tutto il Paese, specilamente del referendum costituzionale di ottobre.

  • agostino ghiglione |

    Condivido in pieno l’articolo.Ma mi preme fare un commento proprio con riferimento al Napoli salvato anni fa da ADL e riportato ai fasti ed agli onori internazionali.Napoli ha il privilegio di avere uno straordinario bacino di utenza e di essere l’unica squadra di una grande città metropolitana e di avere quindi a disposizione uno Stadio tutto suo anche se “comunale”.I lavori di ammodernamento dovrebbero partire ad ottobre e le somme sono state stanziate.Poco più di quello che è costato ai Della Valle l’intervento sponsorizzato sul Colosseo di Roma.Allora la politica della Società ,se non ambiva ad essere l’eterna seconda (come Tano Belloni nel ciclismo), avrebbe dovuto essere più incisiva. E mi riferisco alle lungaggini sul contratto di Sarri,sui mal di pancia di Koulibaly e Hysay e quelli di Hamsik. Non ad Higuain che porta nelle casse della Società quanto la Società ha voluto che arrivasse.L’avevo scritto tempo fa che mi auguravo che il Napoli ma anche la Roma divenissero antagoniste reali della Juventus.E che il loro comportamento ci facesse allontanare sempre di più lo spettro di cui sopra si parla:di un campionato europeo delle eccellenze.Da contrastare in ogni modo.Aggiungo che la nostra Lega di Serie A è stata di recente superata dalla Liga spagnola che si permette di avere 4 squadre in Champions più una ai preliminari(Villareal) e che la Ligue 1 francese è fucina di giocatori che troviamo in tutti i campionati esteri;da Gameiro a Martial a Benzema a Giroud a Payet. Cosa che noi non facciamo più da anni.Sintomatico il ritorno a casa di Cerci ed Immobile.Quindi che ci sia un problema di vivai è anche questo indubitabile.Comunque la stagione inizierà alla grande con Arsenal-Liverpool domenica 14 agosto.In Premier,ovviamente.

  Post Precedente
Post Successivo