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Milan verso il closing: si lavora per il mercato di gennaio (con un assegno di 100 milioni) e per il voluntary agreement con la Uefa

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Con qualche giorno d’anticipo la Sino-Europe Sports Investment Management Changxing ha bonificato alla Fininvest 85 milioni di euro, seconda rata della caparra da 100 milioni concordata il 5 agosto alla stesura del contratto preliminare, quando sono stati messi a disposizione i primi 15 milioni. La Fininvest ha utilizzato questi ultimi, insieme alla liquidità derivante dal riscatto di Stephan El Shaarawy, per condurre le operazioni del calciomercato estivo che ha portato alla corte diVincenzo Montella alcuni rinforzi (dal capocannoniere della Serie B, Gianluca Lapadula, al centrocampista argentino el Principito Sosa al difensore paraguayano Gustavo Gomez). Una campagna acquisti frutto di una spesa inferiore ai 20 milioni e certamente non all’altezza delle aspettative dei supporter milanisti.

La nuova tranche della caparra, peraltro, non finirà nelle casse del club, perché si tratta di una quota del prezzo d’acquisto dovuto dalla Sino-Europe Sports al venditore Fininvest. A cui andrà la rata finale di 420 milioni alla firma del closing, atteso entro la metà di novembre. Il fondo cinese inoltre si accollerà i 220 milioni di debiti del club e divenuto formalmente proprietario del Milan, con l’acquisto del 99,93% del capitale azionario, dovrà compiutamente attivarsi per rilanciarlo. In quest’ottica, scatterà la clausola che Silvio Berlusconi ha preteso fosse inserita nel preliminare. I cinesi si sono impegnati a compiere, come indicato nella nota diffusa il 5 agosto scorso alla firma del preliminare, “importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell’arco di tre anni, di cui 100 milioni da versare al momento del closing”. La nuova dirigenza rossonera, guidata da Marco Fassone, quindi avrà a disposizione per il mercato di gennaio 2017, un assegno da 100 milioni per rafforzare il club e tentare l’assalto alla qualificazione Uefa.

Entro la fine dell’anno, del resto, i neo-proprietari del Milan potranno concordare con la Uefa un voluntary agreement. Si tratta di un programma pluriennale che a fronte di un realistico piano industriale di incremento dei ricavi e di una serie di limitazioni minime permette di operare in extra-deficit rispetto ai parametri europei. Il Milan sarebbe il primo club europeo ad avvalersi questa facoltà, inibita invece alla nuova proprietà cinese dell’Inter, essendo già sottoposto alle sanzioni Uefa. Resta ancora da definire la rosa degli investitori cinesi partecipanti al fondo Sino-Europe Investment Management Changxing. C’è da dire che solo alcuni dei componenti della cordata rappresentata da Galatioto ne farà parte. Le incomprensioni e i litigi manifestatasi all’interno di questa compagine hanno portato a un ricambio rilevante. In extremis lo stesso Sal Galatioto è stato allontanato, a quanto pare, per divergenze sull’entità della commissione pretesa dall’advisor americano. Il Governo di Pechino all’inizio di agosto ha deciso di rompere gli indugi schierando l’Haixia Capital, fondo di stato per lo Sviluppo e gli Investimenti, e avvalendosi dell’intermediazione di Yonghong Li. In queste settimane Pechino sta scegliendo i soggetti eventualmente chiamati ad affiancarsi ad Haixia e in grado di stanziare le risorse necessarie a completare il deal rossonero. Un “casting” non ancora concluso. Ma il bonifico da 85 milioni recapitato alla Fininvest dissolve più di un dubbio sul fatto che presto lo sarà.

“L’annuncio di oggi rappresenta una pietra miliare del processo che ci porterà a scrivere un nuovo e glorioso capitolo nella vita di questa incredibile squadra – commenta il presidente di Sino-Europe Sports, Li Yonghong – Per molte generazioni di tifosi, il Milan di Silvio Berlusconi ha incarnato l’idea stessa di vittoria e successo. Il nostro obiettivo è riportare questa squadra leggendaria al livello dei migliori club del mondo”.

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  • Raffaele Greco |

    Buongiorno dott Bellinazzo,
    a proposito della clausola “Berlusconi”, mi tolga una personale curiosità se, ovviamente, lo desidera: dunque, tutti i tifosi milanisti devono ringraziare il loro ex presidente perché senza questa astutissima variante la nuova proprietà cinese, dopo aver riempito la sua famiglia di centinaia di milioni, avrebbe lasciato il club senza risorse oppure in misura modesta ? Dobbiamo continuare a rendergli omaggio anche dopo aver chiuso il bilancio 2015 con un passivo di 89M che, per una mera coincidenza, corrisponde esattamente alla minore esposizione bancaria che è scesa da 141 milioni del 2014 a soli 53 dell’ultimo esercizio? Dobbiamo pensare che il Governo di Pechino, se non ci fosse stata questa geniale postilla contrattuale, avrebbe fatto un mercato stile Sassuolo o peggio ? Magari, secondo il new deal voluto ad Arcore, per intenderci come fu fatto con Ibra e Silva, avrebbe venduto Bacca, Romagnoli e Donnarumma per rimpiazzarli con La Padula, Paletta e Gabriel ?
    La saluto cordialmente

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