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Bundesliga: dietro il derby degli energy drink Colonia-Lipsia, scontri ideologici e battaglie commerciali tra Red Bull e Rewe Group

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Il derby degli energy drink tra Colonia e Lipsia giocato nel week end è finito con un pareggio (1-1). Ma le polemiche che hanno condito la vigilia del match non sono destinate ad esaurirsi. La Federcalcio tedesca (Dfb) ha aperto un’inchiesta sulla protesta dei tifosi del Colonia che ha fatto slittare di un quarto d’ora il calcio d’inizio. Un centinaio di tifosi, infatti, si sono seduti di fronte all’ingresso dello stadio e hanno bloccato il pullman della squadra ospite. Nel corso del sit-in sono stati esposti striscioni e cartelli contro la società di proprietà della Red Bull di Dietrich Mateschitz, fondata nel 2009 e protagonista di una rapida scalata nel calcio tedesco. Proprio per questo motivo il Lipsia, neo promossa in Bundesliga, da tempo è preso di mira dai tifosi avversari che lo considerano un esempio negativo del calcio moderno in cui i soldi rivestono più importanza della tradizione e della storia. La protesta dei tifosi del Colonia è stata definita “insensata” dall’ad del Lipsia, Oliver Mintzlaff, che in ogni caso ha precisato che l’episodio “non ha creato alcun mal di testa” ai giocatori in campo durante la partita. Il Lipsia è ancora imbattuto in campionato dopo cinque partite e occupa il settimo posto con 9 punti. “Se continueremo a giocare con coraggio e forza di volontà ci guadagneremo il rispetto. Noi continueremo in questo modo”, ha detto il difensore Marvin Compper nel post-gara. Anche all’interno dello stadio sono stati esposti striscioni contro la RB. “L’ottavo giorno Dio creò il Colonia. A voi vi hanno creato in fabbrica”. Il Colonia si è distanziato dalla protesta per bocca dei propri dirigenti: “Un’azione idiota. Possiamo solo scusarci col Lipsia per quanto successo”.  D’altro canto, era stato proprio lo sponsor della squadra di Colonia, Rewe Group, uno dei principali gruppi commerciali e del turismo in Germania e in Europa, con un fatturato che nel 2015 ha superato i 52 miliardi di euro ad accendere gli animi. In occasione della gara contro i rivali dell’ex Germania Est, i vertici di Rewe, fondata a Colonia nel 1927, hanno sfidato la Red Bull, che conta 10.997 dipendenti in 169 paesi e nel 2015 ha venduto 5,9 miliardi di lattine con ricavi in cresciuta del 15,5%, da 5,1 miliardi a 5,9 miliardi di euro, sostituendo il jersey sponsor: al posto del logo Rewe le maglie dei giocatori del Colonia esponevano il brand “Maximal G”, la bevanda energetica commercializzata nei supermarket del Gruppo (come Billa e Penny) in concorrenza con la Red Bull.

Il Lipsia è oggetto da tempo di proteste delle tifoserie avversarie. Nelle ultime due stagioni, più volte, i tifosi delle squadre di casa disertavano lo stadio in segno di protesta. In questa stagione, in Coppa, i tifosi del Dresda hanno lanciato in campo una testa di toro mozzata. Un gruppo ultrà del Dortmund ha disertato la trasferta a Lipsia, quelli dell’Amburgo la settimana scorsa hanno indetto un sit-in dalla stazione ferroviaria fino allo stadio. Solo i tifosi dell’Hoffenheim sono stati solidali con quelli del Lipsia. Alla prima giornata di campionato, in occasione dello scontro diretto, vennero esposti una serie di striscioni ironici. “Il calcio lo può rovinare un solo club: noi”. Oppure: “Solo il Sandhausen ci odia come prima”. E ancora: “Vogliamo tornare ad essere il club più odiato di Germania”. Anche contro l’Hoffenheim, infatti, sono state lanciate (anche se in forma più lieve) le stesse accuse che oggi vengono rivolte al Lipsia.

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  • agostino ghiglione |

    Mi ero chiesto da anni come mai non ci fosse in Bundesliga una squadra della Ex Germania dell’Est che vantava credenziali calcistiche elevate ancorchè chiacchierate per l’uso di “stimolanti” praticato dagli atleti di qualunque sport.Non immaginavo che potesse esserci una protesta così “volgare” nel metodo ma soprattutto nel contenuto.
    Se qualcuno vuole tirare in ballo i soldi ricordo che solo due anni fa il Bayern di Monaco si è permesso di estinguere con 10 anni di anticipo(cito a memoria) il mutuo che aveva contratto con la Allianz per la costruzione del nuovo Stadio di Monaco. All’epoca intervenni in questo blog segnalando come mai nessuno avesse voluto fare chiarezza sull’argomento; mi ero permesso di giudicarla come partecipazione occulta alla società.Mai visto nessuno che rinuncia ad incassare le rate di mutuo previste sia pur a fronte della restituzione anticipata di un capitale.Da erogare ad altri ma certamente a tassi inferiori a quelli a suo tempo ottenuti.

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