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In Premier League è corsa ai nuovi stadi per “difendersi” dai cinesi

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Anche in Premier l’avanzata cinese nel football dà pensieri. I club britannici beneficano dei profitti di quello che è diventato ormai il campionato di calcio più ricco al mondo, ma di fronte allo strapotere del Dragone (al di là dei richiami dell’Amministrazione generale dello sport sui mega-ingaggi irrazionali) si sentono ingabbiati dalle regole del fair play finanziario nazionale che impone limiti all’incremento dei salari. I team d’Oltremanica infatti non possono incrementare il monte ingaggi oltre un certo tetto massimo, periodicamente aggiornato. Per sforare questo cap possono ricorrere ai ricavi extra che sono in grado di generare. Ma per evitare gli sprechi del passato Federazione e Lega hanno concordato che non si possa attingere agli incrementi di introiti provenienti dalle tv, ma solo dal surplus ottenuto dal botteghino e dall’area commerciale. Quindi solo con le entrate in più rispetto a una certa annualità che provengono da sponsor o stadi si può far salire gli ingaggi.

È questo uno dei principali motivi per cui, essendo già il tasso medio di riempimento degli impianti ben oltre il 90%, numerosi club si sono lanciati nella costruzione di nuovi stadi più capienti o nell’ampliamento di quelli esistenti.

Il Manchester City ha in progetto per il suo City of Manchester Stadium, l’Etihad Stadium, di proprietà della città, ma in locazione all’Abu Dhabi United Group, di realizzare per la curva nord la terza fila di posti, aggiungendo approssimativamente 6.000 posti agli attuali 55.000 con un costo di 60 milioni di sterline. I lavori per la curva sud terminati nel 2015 sono costati 60 milioni di sterline, che sommati a quelli che saranno ora investiti, fanno un totale di 120 milioni di sterline per aggiungere 14.000 mila posti. Obiettivo non troppo velato del club è raggiungere e superare la capacità dell’Old Trafford, completando anche le tribune est e ovest raggiungendo così i 76.000 spettatori.

Già in fase di costruzione il nuovo stadio del Tottenham Hotspur sarà pronto per la stagione 2018/2019. Il costo stimato di 450 milioni di sterline è lievitato, secondo un report di sostenibilità finanziaria stilato della KPMG tra i 675 e 750 milioni ed avrà 61 mila posti a sedere. Si tratta di uno stadio avveniristico sia nel design sia nelle caratteristiche strutturali, dal prato detraibile per ospitare vari tipi di eventi al wireless in tutta la struttura per migliorare l’esperienza interattiva dei supporters. La Southern stand, curva da 17.000 posti tutti su un unico anello, allo stato attuale, è la più grande della Premier League.

Progetto giunto alla fase finale è quello del mitico Anfield di Liverpool dove, attraverso l’aggiunta di un “terzo anello”, è stata realizzata l’espansione di 8.500 posti a sedere della Main Stand, portando la capacità totale a 54.000. I costi dell’intervento si aggirano intorno ai 100 milioni e porteranno la “revenue” relativa al match day da 50 milioni a 70 milioni di sterline all’anno. La nuova Main Stand conta ora 20.500 posti e ospiterà anche il memoriale della strage di Hillsborough. È in fase di studio la realizzazione di un ampliamento della Anfield Road Stand dove potrebbero essere aggiunti 6.000 posti, anche se recentemente il Chief Executive del Club Ian Ayre ha espresso giudizi negativi sulla redditività di tale ulteriore espansione, che avrebbe un costo totale compreso tra i 60 e i 70 milioni di sterline e di 12.000/13.000 sterline per singolo posto con un periodo di rientro dall’investimento di 15 anni.

L’AFC Bournemouth, dopo aver ufficialmente presentato a marzo il piano di ampliamento dell’attuale stadio il Vitality Stadium (Dean Court), il più piccolo della Premier League, che prevedeva il passaggio da 11.464 posti a sedere a 14.529 con la ricostruzione totale della curva sud e degli angoli di giunzione sud-est e sud-ovest, ha deciso di costruirne uno nuovo, viste anche le pretese esose dell’attuale proprietario, la società Structadene che lo acquistò nel 2005 con un contratto sale-and-leaseback per 3,5 milioni di sterline.

Il contratto prevedeva una locazione a favore del ’AFC Bournemouth per 25 anni al costo di 300mila sterline all’anno con la possibilità di riscattare lo stadio entro i primi 5 anni, opzione mai esercitata. Il Chief executive Neill Blake, attraverso una nota ufficiale rilasciata lo scorso 9 dicembre, ha confermato la volontà degli azionisti e del Consiglio di Amministrazione di non procedere né all’acquisto né all’aggiunta di settori dell’attuale stadio (dove il dipartimento di pianificazione di Bournemouth aveva comunque stabilito dei limiti), ma di voler procedere all’acquisizione di un fondo, presso il quale costruire un nuovo impianto che sarà pronto per la stagione 2020/2021.

Lo Stoke City, proprietario del bet365 Stadium, grazie all’acquisto delle rimanenti quote in possesso del Stoke-on-Trent City Council e quelle della Stoke-on-Trent Regeneration Ltd per 6 milioni di sterline ha in progetto di realizzare i lavori che permetteranno di congiungere la curva sud (Marston’s Pedigree Stands) e la DPD Stand, portando la capacità a poco più di 30.000 spettatori aggiungendo così un totale di 1.800 posti. Oltre all’aumento di posti a sedere saranno realizzati anche i lavori richiesti dalla Sports Grounds and Safety Authority (SGSA) in modo da essere complaiant tra le altre con la normativa di riferimento per l’accesso facilitato per i disabili.

Il Crystal Palace attraverso il Chairman Steve Parish ha confermato la volontà di abbandonare il decennale piano per la costruzione del nuovo stadio, per procedere a una ristrutturazione stile Anfield del Selhurst Park partendo dalla Main Stand fino a raggiungere i 38.000/40.000 posti totali pressoché raddoppiando l’attuale capienza di 25.000.

Il Chelsea del magnate russo Roman Abramovich ha in progetto la demolizione dell’attuale Stamford Bridge e la costruzione di un innovativo impianto da 60.000 spettatori e 500 milioni di sterline sulla base del progetto dello studio Herzog & de Meuron, che già aveva progettato l’Allianz Arena e lo Stadio nazionale di Pechino. Le problematiche che il club sta incontrando nella realizzazione del progetto sono sia di natura amministrativa in merito alle dovute autorizzazioni che ancora non sono state rilasciate dall’Hammersmith and Fulham London Borough Council, sia di natura logistica, dovendo trovare un accordo economico con Chelsea Pitch Owners (CPO) proprietario del terreno dove sorge lo stadio. Altro problema da risolvere è che la struttura si trova inglobata in un area urbana che difficilmente si presta ad espansioni.

  • agostino ghiglione |

    C’è molto poco da commentare visto che per ogni società citata parliamo di Stadi di proprietà.Da noi quasi tutti sono ancora tutti di proprietà Comunali risalenti al periodo fascista.E’ stato un nostro modello di sviluppo.Oggi si dimostra quanto sia stato sbagliato e quanto poco sia stato fatto negli anni del “boom” del nostro calcio.Prova ne sia che il Club più vincente del dopoguerra,il Milan, non ha trovato il modo di costruirsi un suo Stadio e doverlo dividere con i rivali dell’Inter.Per questo e per altro il declino continuerà ad essere implacabile.Purtroppo.

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