Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Bologna, dal Comune arriva il primo “sì” per il nuovo Dall’Ara

Il Comune di Bologna ha dato il primo parere favorevole ai lavori di ammodernamento dello stadio Dall’Ara e per gli interventi sull’area Ovest della città. Virginio Merola, sindaco del capoluogo emiliano, ha risposto alla manifestazione d’interessi ricevuta dal presidente del club, Joey Saputo: “Auspico che, oltre valorizzare un così importante bene architettonico della città, possa portare a un miglioramento sostanziale dell’impatto che lo stadio stesso ha sul contesto circostante. La lettera del Bologna apre la strada a un processo di rigenerazione urbana potenzialmente in grado di cambiare volto e di migliorare una vasta e importante area della nostra città”. Il Comune, aggiunge, “ha sempre puntato sulla ristrutturazione dello stadio Dall’Ara, un vero e proprio monumento allo sport, ed è significativo che questo iter prenda avvio proprio nell’anno in cui la gloriosa struttura compie novant’anni”.

  • Piero |

    Anche questo progetto sarà mandato in fumo dalla Soprintendenza…….? Baluardo burocratico posto da una legge idiota alla tutela di ogni rudere, di ogni pezzo di cemento, ogni catapecchia che superi i cinquanta anni di età. A guardia delle brutture italiche la Soprintendenza agisce quasi come un mostro mitologico che impedisce che vengano recuperati vecchi edifici pericolanti e zone degradate. In Italia prima gridiamo e ci stracciamo le vesti contro il consumo di suolo poi impediamo che dove c’è già una costruzione fatiscente questa venga rimodernata. Un paese schizzofrenico alquanto. Non mi stancherò mai di citare gli esempi dell’Inghilterra dove non hanno esitato ad abbattere Highbury e Wembley per dare vita a progetti meravigliosi dando lavoro a decina di migliaia di persone e trasformato in meglio intere zone di Londra destinate al degrado. Se non si mette mano a quella legge idiota permettendo il recupero di edifici che ci sono già o di zone dove già si è costruito non si potrà evitare ulteriore consumo di suolo se non a chiacchere e slogan.

  Post Precedente
Post Successivo