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Nuove frontiere: Telecom Italia e i diritti streaming della Serie A per seguire l’esempio di Bt

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Per Telecom si profila all’orizzonte un periodo complesso con Enel Open Fiber e Iliad che si apprestano a entrare in forze nel mercato delle tlc, la prima nella telefonia fissa, la seconda in quella mobile. Come se non bastasse le azioni di Telecom pagano dazio anche all’incertezza sul fronte dell’azionariato, nonostante Vivendi abbia sempre ribadito di essere un socio industriale di lungo corso con la una quota quasi prossima al 25% del capitale. D’altra parte il gruppo d’Oltralpe è salito nei mesi scorsi a un soffio dalla soglia del 30% nell’azionariato di Mediaset e quindi dovrà a breve scegliere in quale business rimanere, se in quello delle tlc o dei media, in modo da rispettare i dettami della legge Gasparri. A tal proposito si dovrà pronunciare anche l’Agcom, che ha aperto un’istruttoria.
Intanto, secondo indiscrezioni di stampa riportate da Radiocor-Il Sole 24 Ore, l’azienda guidata da Flavio Cattaneo potrebbe presentare un’offerta per i diritti del calcio, Serie A, nelle stagioni che vanno dal 2018 fino al 2021. L’asta è slittata al secondo trimestre del 2017. L`offerta riguarderebbe i diritti per lo streaming (da internet), anche se al momento non è noto se nei futuri pacchetti ce ne sarà uno ad hoc per lo streaming. Nell’ultima asta Sky si aggiudicò i diritti via satellite per tutte le partite pagando 575 milioni a stagione, Mediaset Premium si aggiudicò i diritti sul digitale terrestre per le prime otto squadre per 373 milioni, mentre i diritti via Internet, con base d’asta di 109 milioni, non furono assegnati.
Nel corso dell’ultima conference call con la comunità finanziaria lo stesso Cattaneo aveva aperto alla possibilità di acquistare diritti sportivi, ma aveva ribadito che non avrebbe messo sul piatto “un prezzo incredibile”. La diffusione delle partite di calcio attraverso la fibra potrebbe incoraggiare gli abbonamenti, che oggi sono pari a circa un milione. «Il mercato dei collegamenti alla fibra è quindi molto arretrato se confrontato con la copertura messa a disposizione: la sola TIM a fine anno avrà raggiunto una copertura dell`80% della popolazione. Quindi nei prossimi anni ci sono da catturare oltre 10 milioni di famiglie già collegabili, ma ancora non attive», hanno ricordato gli analisti di Equita, ricordando che «i diritti per il calcio potrebbero essere un elemento utile per smuovere il mercato a favore di TIM». L’ex compagnia telefonica di Stato seguirebbe così l’esempio di British Telecom che da tempo contende a Sky in Inghilterra i diritti tv del calcio e proprio in questi giorni ha vinto l’asta per quelli relativi alla Champions e all’Europa League per il triennio 2018/21.

  • giorgio de grandi |

    80% di copertura fibra,mi sembra alquanto ottimistico,fuori citta’ si viaggia,si fa per dire,ancora a 640 kbs…..

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