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Un arbitrato per tutelare l’italianità del Parma

Alla fine sarà un arbitrato a risolvere la disputa italo-cinese sulla governance del Parma Calcio 1913, risorto dalle ceneri del fallimento del 2015 e tornato in questa stagione a calcare i campi della Serie A.

La partnership italo-cinese avviata nella primavera del 2017 pare infatti definitivamente incrinata soprattutto a causa degli inadempimenti dell’ex azionista di maggioranza Jiang Lizhang, presidente del colosso Desports, già attivo nello sport internazionale con la partecipazione nel Granada e nei Minnesota Timberwolves in Nba (di cui possiede il 5% delle quote). Lizhang, che ha operato fin qui con la sua società personale Link international di Hong Kong, ha rilevato il 60% del club dalla cordata italiana formata dagli imprenditori Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti, riuniti nella società «Nuovo Inizio». Quest’ultima aveva conservato il 30% del capitale del club, dopo averne favorito la ricostruzione e la risalita dalla serie D, mentre il restante 10% appartiene fin dal principio della nuova avventura ai tifosi.

Il closing per il passaggio della maggioranza a Lizhang, in realtà, aveva subito vari rinvii addebitabili al compratore e formalmente avviene il 16 novembre 2017. Il partner cinese versa in varie fasi circa 18,5 milioni per acquisire le quote e supportare la squadra.

Tuttavia, nel corso del 2018 tra Collecchio e la Cina sono sorti reiterati problemi derivanti dal mancato rispetto da parte del socio cinese degli obblighi connessi, tra le altre cose, alle garanzie bancarie che è necessario fornire per l’iscrizione al campionato, al finanziamento del calciomercato, nonché per l’acquisto del Centro Sportivo (2,8 milioni). I ritardi di Link rispetto alle scadenze di volta in volta fissate e prorogate dalla cordata italiana, vengono giustificati prevalentemente con le restrizioni imposte dal governo di Pechino all’export di capitali e finiscono per mettere a repentaglio l’iscrizione al massimo campionato italiano, raggiunto dal Parma grazie alla promozione ottenuta il 18 maggio 2018.

A far fronte alle esigenze finanziarie del club provvede, oltre quelli che sarebbero i propri doveri pro quota, la cordata italiana.

A giugno 2018 il Cda del Parma delibera all’unanimità un apporto di capitale di 10 milioni a copertura delle perdite di oltre 20 milioni maturate con la militanza in Serie B e i “premi promozione”, in modo da riequilibrare il patrimonio netto. A ciò si aggiungono 10 milioni di nuovi impegni fidejussori per il calciomercato.

La cordata italiana fa presente a Lizhang come i regolamenti del calcio italiano prescrivano vincoli patrimoniali, garanzie da prestare e pagamenti da effettuare tempestivamente, salvo penalizzazioni, e si dice pronta a supplire alle carenze di Link sino al 30 giugno 2018. Link nonostante prometta a più riprese di subentrare negli obblighi assunti dalla cordata italiana e da «Nuovo Inizio» a metà ottobre tra cash e garanzie accumula inadempimenti per circa 20 milioni.

Lizhang aveva accettato in cambio dell’intervento finanziario di «Nuovo Inizio» di conferire a Marco Ferrari un mandato irrevocabile in data 30 gennaio 2018 per la retrocessione del 30% del capitale del club a «Nuovo Inizio» – al valore nominale di 45mila euro – attivabile nel caso in cui non avesse onorato i propri obblighi. La cordata italiana, dopo aver concesso al socio cinese diverse proroghe rispetto alla scadenze via via non rispettate, in particolare quella fissata al 30 giugno 2018, e davanti a esigenze di continuità aziendale si vede costretta a far valere questa clausola e a esercitare il mandato concordato con Lizhang e convalidato da un notaio (si dà vita perfino a un’attività investigativa per rintracciare le sedi delle società di Lizhang che continuano a cambiare nel corso dei mesi).

Il 23 ottobre scorso il 30% del club passa così alla compagine parmigiana per 45mila euro (versati lo stesso giorno da Marco Ferrari a Link nel conto aperto presso la Cassa di risparmio di Parma e Piacenza) che torna a costituire l’azionista di maggioranza – Pietro Pizzarotti viene eletto presidente – mentre Link torna al 30 per cento. Viene anche disposto un aumento di capitale per 11,7 miloni che «Nuovo Inizio» versa immediatamente per riportare il patrimonio netto in positivo al 31 dicembre 2018. Lizhang sottoscrive per la sua quota del 30% versando 3,5 milioni e fa sapere attraverso una serie di comunicati stampa di aver depositato altri 3,5 milioni presso un notaio milanese e di essere pronto alla battaglia legale per recuperare il 30% passato di mano. Link lamenta le modalità di esecuzione del mandato, di non esserne stata informata, di non aver ricevuto alcun corrispettivo e altre presunte irregolarità per cui avrebbe subito gravi danni. Inoltre, contesta che l’esecutore del “mandato in rem propriam” Marco Ferrari sia anche socio di «Nuovo Inizio». Tuttavia non risulta aver avviato finora alcuna causa. «Nuovo Inizio» invece ritiene di aver agito in buona fede e a fine novembre ha avviato un arbitrato presso al Camera Arbitrale di Milano (a cui il socio cinese ha aderito) per tutelare i propri interessi e quelli del Parma Calcio.