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L’allarme della Lega Pro sulla cessione del Trapani: “Preoccupazione sui conti dell’acquirente”

Vittorio Morace e la Liberty Lines hanno ceduto il Trapani (secondo nel girone C della Serie C) alla FM Service di Maurizio De Simone ma l’annuncio, prima che dalla stessa società, è arrivato dalla Lega Pro. Più che di annuncio, però, bisognerebbe parlare di campanello d’allarme: “Senza alcuna ingerenza in ordine ai rapporti civilistici tra privati ed alle responsabilità che conseguono la gestione societaria, non possiamo nascondere la nostra preoccupazione dopo aver effettuato una sia pur sommaria verifica della visura camerale e del bilancio della società che ci è stata indicata quale cessionaria delle quote del Trapani: ​nessuno deve e dovrà mai dimenticare che il Trapani Calcio è una società gloriosa, rappresentativa di una città importante e di una tifoseria fantastica. ​Oltretutto i costi di gestione di tale società non sono tra i più bassi nella nostra Lega e pertanto ci permettiamo di chiedere all’attuale proprietà un’attenta riflessione sull’eventuale cessione che, comunque, non potrà ritenersi perfezionata agli effetti sportivi se i soggetti acquirenti non siano in grado di rispettare i parametri di onorabilità e solvibilità previsti dal nostro sistema”.

Un comunicato pubblicato giusto qualche ora prima dell’effettivo passaggio di proprietà. Ma perché la Lega Pro si dice preoccupata sul futuro del Trapani? Intanto già ha avuto modo di conoscere Maurizio De Simone, seppur per pochi giorni: lo scorso 19 luglio faceva parte del gruppo Lps che acquistò il Matera, assumendo la carica di direttore generale del club, ma una settimana dopo fu coinvolto nell’inchiesta sui bilanci dell’Avellino per presunte fatture false da parte della Mabevi srl e della stessa Lps. Il 30 luglio, De Simone si è dimesso da ogni carica in Lps e non ha avuto più un ruolo nel Matera, che nel giro di qualche mese si è trovato penalizzato di 34 punti e radiato dal campionato. Al di là del passato recente, però, è la situazione attuale a non convincere la Lega Pro, che nel proprio comunicato addebita chiaramente i propri timori a quanto letto nella visura camerale di FM Service, quella che da ieri è la nuova proprietaria del Trapani.

Timori che i coniugi Morace, firmatari di una lettera d’addio ai tifosi del Trapani, hanno voluto fugare con una nota ufficiale: “La nuova proprietà ha ampiamente documentato alle parti cedenti la sussistenza dei requisiti di onorabilità, dichiarando e garantendo altresì la piena sussistenza della capacità economico-finanziaria per portare avanti il progetto del Trapani Calcio e nei prossimi trenta giorni sottoporrà agli organismi competenti la documentazione a supporto della propria capacità finanziaria, come da regolamento”. Una cessione che inseguono da tempo, i Morace. Più precisamente da maggio 2017, quando sono iniziati i problemi giudiziari per Liberty Lines, con l’arresto del figlio Ettore accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Mare Monstrum. In quelle stesse ore, il Trapani retrocedeva in Lega Pro (esattamente un anno dopo aver perso la finale per la promozione in A) e la proprietà ha iniziato a cercare un acquirente. A febbraio 2018 la Procura ha disposto il sequestro del 50% delle quote, provvedimento revocato pochi giorni dopo, motivo per cui Morace ha lasciato la presidenza all’amministratrice Paola Iracani.

È la stessa Iracani, in quanto presidentessa del Cda di Liberty Lines, a dare il primo annuncio ufficiale di cessione: “Erano già note da mesi le motivazioni che ci hanno indotto a prendere la decisione di vendere e mi auguro che venga apprezzata la sobrietà e la riservatezza con cui abbiamo condotto le trattative, evitando frettolosi annunci e avendo sempre l’obiettivo della migliore soluzione possibile per il Trapani, come Liberty Lines ha già dimostrato la scorsa estate garantendo l’iscrizione al campionato, evitando di far scomparire la società dal panorama calcistico e allestendo una squadra competitiva che speriamo possa tornare presto in serie B”. Il riferimento è alle trattative di luglio, quando il Trapani sembrava essere passata tra le mani di Francesco Agnello. Non andò così e la vicenda finì in tribunale, ma il club è rimasto nelle mani dei Morace. Fino a ieri, con l’annuncio della cessione a De Simone. Con la Lega Pro in attesa di chiarimenti.

  • Palermo |

    Mi associo al pensiero del Signor Mazzini

  • agostino ghiglione |

    Ad Enzo Mazzini aggiungo:meglio ancora se un 10% della Società va ad un gruppo di tifosi con possibilità di essere rappresentati nel CdA in modo da prevenire “furbate” di ogni tipo.Mi piacerebbe che nello Statuto della Federcalcio ciò diventasse un obbligo.E per tutte le Società e tifoserie.In fin dei conti Real Madrid e Barcellona sono due proprietà ad azionariato popolare al 100% e delegano un “manager” con mandato di 4 anni ha fare le cose da loro deliberate.

  • Enzo Mazzini |

    Come sempre….. Se si amministra la società non illudendo i tifosi ma facendo programmazione e coltivando i giovani il Trapani Calcio continuerà ad esistere

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