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Inter e Juventus, appello alla Uefa: “Il fair play finanziario può migliorare”

Un “nuovo” fair play finanziario per portare avanti lo sviluppo sostenibile del calcio in Europa. Il convegno “Does Financial Fair Play Matter”, tenutosi all’Università Bocconi, ha fatto emergere il punto di vista dei club e della Uefa in merito allo strumento di controllo dei bilanci delle società europee. Il motivo per cui l’Inter ha dovuto sottostare negli anni scorsi ad un settlement agreement, così come la Roma, mentre il Milan è stato escluso dall’Europa League. Diversi club, invece, sono sotto indagine per quanto riguarda la stagione in corso, avendo superato il budget di spesa previsto sul mercato. “È indispensabile un confronto tra gli stakeholder – ha dichiarato Michele Uva, vicepresidente dell’Uefa – ma è anche bene ricordare che la Uefa fa le regole e club, federazioni e leghe le devono rispettare. È necessario che si crei un effetto a cascata a partire dal fair play finanziario. È inutile lavorare su un regolamento solo per le squadre che partecipano alle coppe senza trasportare i regolamenti nei campionati nazionali, perché altrimenti si crea disparità. Le regole servono per evitare che truffatori e speculatori entrino nel sistema. Uefa deve proteggere club, giocatori e leghe ma soprattutto i tifosi, che sono il cuore del nostro sistema”.

In Italia, l’Inter ha superato il regime di settlment agreement da quest’estate, grazie alle due qualificazioni consecutive alla Champions League e al rispetto dei paletti imposti dalla Uefa per il break even: “Il fair play finanziario è importante – ha ammesso il presidente Steven Zhang – ma ci sono diversi miglioramenti da fare in particolare in occasione dei cambi di proprietà. Credo che la direzione sia quella giusta, però serve una maggiore flessibilità. All’inizio della mia esperienza all’Inter, parlavamo solo di fair play finanziario. Il problema principale per noi è stato capire come funzionasse. La direzione è giusta, prima c’erano proprietari che buttavano soldi nelle società. Penso che sia migliorabile passo dopo passo, ma serve un sistema più flessibile, soprattutto per quanto riguarda il passaggio di proprietà”. I piani di sviluppo dell’Inter, però, vanno oltre il mero rispetto dei regolamenti Uefa: “L’Inter sta crescendo – prosegue Zhang – e vuole migliorare ancora di più anche con un nuovo San Siro. I ricavi da diritti tv possono crescere ancora, ma serve una maggiore attenzione ai mercati internazionali, come Usa e Cina. Suning è l’unico broadacaster in Cina per il calcio ma a volte è difficile mandare in onda certe partite, magari alle tre di notte, che vengono così viste da pochissimi spettatori. Dobbiamo imparare, come club, dalle società di Premier League, che sanno come migliorare le loro risorse. Migliorando il nostro sistema, possiamo attrarre giocatori ancora più importanti e rendere ancora più competitivo il campionato italiano”.

Chi chiede un passo avanti nella regolamentazione del fair play finanziario è anche Andrea Agnelli, presidente della Juventus e numero uno dell’Eca: “Le regole sono importanti, ma lo è anche il rapporto con le sanzioni. La Uefa può intervenire ormai con 18 mesi di ritardo, questo deve cambiare”. Agnelli ha inoltre anticipato come nel triennio 2021/24 si valuteranno le possibilità per eventuali modifiche: ”Vogliamo più trasparenza, sarebbe utile anche per la Camera Giudicante della Uefa. I macro-casi sono facili da notare, non lo so quelli più piccoli. Sarebbe salutare introdurre un ‘Accounting standard’ per l’intero sistema calcio”. Intanto, diverse società sono già sotto osservazione, stando a quanto dichiarato da Andrea Traverso, managing director Financial Sustainability & Research dell’Uefa: “Quest’anno già un numero importante di club ha sforato il deficit massimo di 100 milioni sul mercato. Ci sono società che hanno un saldo negativo nei trasferimenti, andremo a verificare le situazioni per il fair play finanziario e poi vedremo se ci saranno procedimenti. Quello delle plusvalenze un altro tema che stiamo monitorando da vicino. È un fenomeno da monitorare, in alcuni paesi è più preoccupante ma in linea generale è ancora sotto controllo”.