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Betting: Bologna, Juve e Roma sponsor all’estero per superare il Decreto Dignità

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Il Bologna si unisce a Juventus e Roma nella ristretta cerchia di club italiani che hanno sottoscritto una partnership con agenzie di scommesse all’estero. Una formula necessaria per superare i divieti del Decreto Dignità e poter così rimediare ai mancati introiti pubblicitari provenienti dal settore del betting in Italia.

Decreto Dignità

Dallo scorso 15 luglio, in Italia, è vietata qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse per contrastare la piaga della ludopatia. Una misura che ha di fatto sottratto 100 milioni annui al calcio italiano, stando a quanto segnalato dall’Agcom al Governo. Le società di scommesse, in effetti, avevano trovato terreno fertile nel settore calcistico nel corso degli ultimi anni, anche nella Penisola. Stando al Report Calcio 2019, solo per i club di Serie A erano 15 gli accordi commerciali siglati con agenzie di scommesse al 31 dicembre 2018.

Bologna-Jbo

Il Bologna, nel corso dell’ultima settimana, ha annunciato un accordo con Jbo per una partnership regionale relativa al continente asiatico. Stando alle prime indiscrezioni, il club felsineo dovrebbe ottenere una somma pari a circa 500 mila euro per questa sponsorizzazione. “Siamo entusiasti di collaborare con il Bologna. Questa è un’opportunità rara, in quanto il Bologna è una delle squadre di calcio più famose al mondo “, ha spiegato un portavoce della JBO. “Vediamo la nostra partnership con il Bologna Football Club come un’opportunità per entrare in contatto con gli appassionati di calcio di tutto il mondo. Questo accordo si adatta perfettamente alla nostra rete mondiale in rapida espansione. Il nostro obiettivo è portare una nuova esperienza ai nostri fan che ci hanno sempre supportato. Non vediamo l’ora di collaborare con il club rossoblù in questa entusiasmante stagione calcistica “. Per Christoph Winterling, direttore marketing e commerciale del Bologna “l’accordo con JBO, come nostro nuovo partner di scommesse in Asia, rappresenta la nostra prima partnership internazionale fuori dai confini italiani e mostra la continua crescita del club a livello globale e l’interesse per una delle più storiche società calcistiche italiane. È un’ottima opportunità per collaborare con un marchio che condivide con noi un percorso di crescita”.

Juventus e Roma

Prima degli emiliani, era toccato a Juventus e Roma siglare accordi con aziende del settore betting fuori dai confini nazionali. I bianconeri hanno siglato un contratto con 10Bet, bookmaker maltese operativo, oltre che a Malta, in Svezia e in Irlanda. I giallorossi, invece, dopo la rottura forzata con Betway hanno inserito tra i loro partner commerciali Awcbet.com, quale “regional beting partner” sempre per l’Asia. Non sono stati resi noti i dettagli dell’accordo. La Roma ha dovuto rinunciare a 4,5 milioni annui da Betway fino al 2021 e alla possibilità di rinnovare per un ulteriore anno a 6,5 milioni. Chi ha perso più di tutte a causa del Decreto Dignità, però, è stata l’altra squadra capitolina: la Lazio aveva infatti siglato un contratto da 7 milioni annui con Marathonbet, main sponsor dei biancocelesti fino alla passata stagione. In quella attuale, sulla maglia della Lazio non campeggia alcuna sponsorizzazione.

 

Calcio italiano penalizzato

Il divieto penalizza il calcio italiano, soprattutto nei confronti delle principali competitor europee. Il 50% delle squadre presenti in Premier League ha uno sponsor di maglia legato al settore delle scommesse, pur non trovando tra queste nessuna delle cosiddette “top six”, e in Championship la quota sale addirittura a 17 squadre su 24. Nessuna limitazione nemmeno nella Liga spagnola, dove il 20% dei club è sponsorizzato da agenzie di scommesse. Nella massima serie inglese, stando a uno studio di Sporting Intelligence, i “betting sponsor” portano nelle casse dei club una somma pari a 68,6 milioni di sterline, ovvero 77 milioni di euro. Cifre che il calcio italiano non avrebbe raggiunto, ma a cui è costretto a rinunciare a priori a causa del Decreto Dignità. Un divieto che alcuni club stanno provando a superare con accordi validi solo per l’estero. E che la Lega di Serie A sta cercando di far rimuovere o correggere dalla nuova maggioranza di Governo, ferma restando il principio di contrastare tutte le forma di ludopatia.