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Spagna, il Governo vieta gli sponsor di scommesse sulle maglie della Liga

Niente più agenzie di scommesse sulle divise calcistiche spagnole. Dalla prossima stagione, la Spagna vieterà le sponsorizzazioni da parte di società di betting sulle maglie dei club della Liga, allineandosi così a quanto già fatto in Italia col Decreto Dignità. Una decisione che riguarderà principalmente otto delle venti partecipanti della massima serie spagnola, legate ad agenzie di scommesse da contratti pluriennali. È quanto si evince dalla bozza del real decreto sulle comunicazioni commerciali delle “actividades del juego”, ovvero tutte le società di scommesse e gioco d’azzardo, presentato a febbraio dal Ministero del Welfare e atteso al tavolo della Commissione Europea con le ultime modifiche, tra cui quelle relative alla pubblicità legata al settore del betting.

Stando a quanto si legge nell’ultima versione della bozza, datata 30 giugno 2020, le pubblicità sulle scommesse in radio, tv e altre piattaforme video potranno essere trasmesse unicamente nella fascia oraria 1:00-5:00, con divieto espresso di promozioni legate a cosiddetti “bonus di benvenuto” e senza dunque rendere possibile la sponsorizzazione in maglie o attrezzature sportive. Nelle pubblicità dovrà inoltre essere specificato il divieto di partecipare a tali attività ai minori di 18 anni. Non saranno nemmeno permesse sponsorizzazioni che riguardano la cessione dei naming rights degli stadi, né di altre strutture dei club. “Le sponsorizzazioni sulle divise non saranno più permesse”, ha ribadito il ministro Alberto Garzon, che presenterà il decreto alla Commissione Europea.

In Spagna, il business delle sponsorizzazioni provenienti dal mondo del betting è tutt’altro che marginale. Sono otto le società della Liga che nelle proprie divise ospitano un logo o un marchio di società di scommesse: Valencia, Siviglia, Alaves, Granada, Leganes, Levante, Maiorca e Osasuna, dovranno tutte fare i conti con le nuove limitazioni. A queste società verrà dato tre mesi di tempo dall’entrata in vigore del decreto per potersi regolarizzare e così interrompere le proprie partnership. Non una novità per il Valencia, il cui contratto con Bwin scade al termine di questa stagione, che ha disputato la sfida d’andata con l’Atalanta in Champions League senza main sponsor. Il divieto che vige in Italia dal 15 luglio 2019 vale infatti anche per i club esteri, quando giocano sul territorio italiano.

L’entrata in vigore del Decreto Dignità ha portato i club della Serie A a rinunciare ad una somma paria circa 100 milioni di euro a stagione, ma il settore del betting foraggia tutte le principali leghe europee: i primi sei tornei del vecchio continente, dal 2008 al 2017, hanno usufruito di sponsorizzazioni per 633 milioni di dollari stando ad un report di Nielsen Sport. Adesso, dopo l’Italia, anche la Spagna è pronta a tagliare il patrocinio delle agenzie di scommesse per il mondo dello sport.