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Fair play finanziario, il Tas dà ragione al Manchester City: niente esclusione dalle Coppe

Niente esclusione dalle coppe europee per il Manchester City. Il Tas di Losanna ha accolto il ricorso del club inglese, rivoltosi all’arbitrato a seguito della sentenza emessa a febbraio dalla camera di giudizio del Club Financial Control Body della Uefa, che condannava i Citizens all’esclusione dalla Champions League e dall’Europa League per le stagioni 2020/21 e 2021/22. L’esclusione dalle coppe è stata revocata, mentre la multa da 30 milioni di euro è stata ridotta a 10 milioni per mancata cooperazione nelle indagini.

Il verdetto del Tas di Losanna, dunque, salva il club dello sceicco Mansur, che aveva annunciato una battaglia legale nei confronti della Uefa per vedere riconosciute le proprie ragioni. Le indagini che hanno portato l’organo giudicante della Uefa a sanzionare il City per aver sopravvalutato “i propri ricavi da sponsorizzazione nei propri bilanci e nelle informazioni sul pareggio di bilancio fornite tra il 2012 e il 2016” sono state avviate da una serie di indiscrezioni, rese note da Football Leaks, riguardanti accordi commerciali e sponsorizzazioni che rimanderebbero alla proprietà stessa del club. Informazioni che il Manchester City aveva derubricato come “frutto di hackeraggio illegale e pubblicazioni di e-mail fuori contesto”, definendo già in passato tali accuse “totalmente false”.

La sentenza del Tas, in questo senso, dà ragione al Manchester City. Secondo i giudici Rui Botica Santos, Ulrich Haas e Andrew McDougall, la maggior parte degli illeciti riportati dalla camera di giudizio del Club Financial Control Body non erano provati o comunque erano prescritti. Il tribunale svizzero ha invece posto l’accento sulla mancata collaborazione del Manchester City nelle indagini, ma “non sarebbe appropriato imporre un divieto nella partecipazione alle competizioni Uefa per club solo per la mancanza di cooperazione nelle indagini”.

La Uefa ha affidato ad un breve comunicato sul proprio sito internet il proprio commento alla sentenza: “La Uefa prende atto della decisione assunta dalla Corte di Appello per lo Sport di ridurre la sanzione imposta al Manchester City dal Club Financial Control Body della Uefa per presunte violazioni del Financial Fair Play. La Uefa osserva che il Tas ha rilevato che ci fossero prove insufficienti per sostenere tutte le conclusioni del Club Financial Control Body in questo specifico caso e che molte delle presunte violazioni fossero prescritte a causa del periodo di 5 anni previsto nei regolamenti Uefa”.

  • agostino ghiglione |

    Caro Marco,
    è un classico all’italiana .Prima comunicazioni roboanti di colpevolezza già acclarata e messa alla gogna del Club per violazioni del FFP che ha detta di tanti avrebbero influito anche sulla rosa dei giocatori ampliandola a dismisura per numero e valori dei giocatori stessi e quindi sui successi ottenuti dal Club in Premier ed in Uefa.Adesso dopo che la Magistratura inquirente viene sconfessata come quella Giudicate arriva il terzo livello di giudizio che infila tra l’altro la parola prescrizione per i fatti del 2012/2016 dopo aver comunque detto che “i fatti non erano provati”.
    Plaudo a questa decisione ricordando la eterna memoria che il nostro calcio deve a Michel Platini inventore del FFP che ha restituito credibilità a tutto il movimento calcistico.

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