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Premier League al lavoro per gli aiuti alle leghe minori: “Ma niente assegni in bianco”

L’offerta di aiuto da parte della Premier League è stata rispedita al mittente dalle leghe minori, ma la principale lega calcistica inglese porta avanti i negoziati per trovare un accordo necessario alla sopravvivenza dei club più piccoli nel pieno della pandemia di Covid-19. “La Premier League vuole trovare una soluzione, ma non può esserci un assegno in bianco”, è quanto dichiarato dal presidente Richard Masters, che ha inoltre aggiunto: “Crediamo che la nostra proposta sia appropriata e vada al cuore del problema, in linea con la politica del governo per ciò che riguarda altri settori. Crediamo di star facendo un passo avanti e di aiutare la piramide calcistica, dobbiamo ancora raggiungere un accordo, ma sono fiducioso”.

Nella riunione dei venti club di Premier League tenutasi a metà ottobre era stato raggiunto un accordo per mettere a disposizione delle società di League One e League Two un un prestito a interessi zero da 50 milioni di sterline (pari a oltre 55 milioni di euro). Un intervento che appare necessario per scongiurare possibili fallimenti, specie in due categorie già parecchio colpite da prima dell’esplosione della pandemia. Nell’agosto 2019 la Football League ha estromesso il Bury dalla League One per problemi finanziari, sebbene formalmente la società non sia ancora fallita. Quella del Bury è stata la prima radiazione dal 1992 e proprio per evitare scenari simili, la Premier League ha deciso di dare una mano alle leghe minori.

La risposta della Football League, però, è stata netta. I club delle divisioni inglesi inferiori hanno rifiutato la proposta avanzata dalle società di massima serie, che oltre al prestito avevano già stanziato un totale di 27,2 milioni di sterline (30 milioni di euro) la terza e la quarta serie. Le società di League One e League Two si aspettavano uno sforzo maggiore da parte delle big d’Oltremanica, tanto da definire la proposta “non all’altezza”, ma stanno comunque portando avanti una trattativa per raggiungere un’intesa, con l’obiettivo di scongiurare il dissesto dei club, alle prese con mancati introiti dal botteghino a causa della pandemia di Covid-19. La richiesta della Football League si aggirerebbe sui 250 milioni di sterline, pari ad oltre 280 milioni di euro.