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TURIN, ITALY - OCTOBER 18:  Andrea Agnelli during the UEFA Champions League group D match between Juventus and Sporting CP at Juventus Stadium on October 18, 2017 in Turin, Italy.  (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Juventus, la semestrale risente del Covid-19: perdite per 113 milioni, ma indebitamento in calo

Il consiglio di amministrazione della Juventus ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2020 con una perdita pari a 113,7 milioni di euro, più del doppio rispetto a quanto registrato un anno fa, nel primo semestre dell’esercizio 2019/20, quando ancora il mondo non era ancora alle prese con la pandemia di Covid-19. Proprio le misure adottate per il contenimento del contagio hanno portato ad una contrazione dei ricavi del club bianconero, che nei primi sei mesi dell’esercizio attualmente in corso hanno registrato proventi per 258,3 milioni di euro (64 milioni rispetto allo stesso periodo preso in esame nell’annata precedente). Quasi invariati, invece, i costi operativi, aumentati da 260,9 a 263,4 milioni di euro.

Il protrarsi della pandemia ha generato un rilevante impatto negativo sui ricavi della Juventus, principalmente da gare e da prodotti, quantificabile indicativamente in circa 50 milioni di euro. Nello specifico, i ricavi dal botteghino sono crollati da 36,5 a 5,2 milioni di euro, in considerazione del fatto che solo una partita casalinga (in campionato con la Sampdoria) è stata disputata con un numero minimo di spettatori sugli spalti. I proventi televisivi, rispetto al primo semestre dell’esercizio 2019/20, sono aumentati da 118,1 a 145,1 milioni di euro e anche per gli introiti pubblicitari la semestrale evidenza un passo in avanti, da 65,6 a 69,5 milioni. La voce maggiormente in calo è quella relativa ai proventi da gestione diritti calciatori, pari a 8,5 milioni, mentre nei primi sei mesi del precedente esercizio avevano raggiunto quota 63,9 milioni. In ribasso anche i ricavi da vendite di prodotti e licenze (16,7 milioni) e gli altri ricavi (13,4 milioni).

Sul fronte dei costi, l’impatto del Covid-19 non è risultato significativo, in quanto i risparmi relativi alla mancata disputa di gare sono stati parzialmente compensati dalle spese sostenute per la sicurezza sanitaria e i dispositivi di protezione. I costi per il personale, nel semestre preso in esame, sono pari a 183,3 milioni di euro. Circa dieci milioni in più rispetto allo stesso periodo, riferito all’anno precedente. La Juventus, in questa fase, non ha usufruito della cassa integrazione per i propri dipendenti. Lo scorso novembre, infatti, la società ha annunciato di avere attivato la Banca Ferie Solidali, tramite la quale tutti i dirigenti hanno donato parte delle proprie ferie residue per garantire a tutto il personale la piena retribuzione, evitando così il ricorso ai tradizionali ammortizzatori sociali. Il club bianconero, inoltre, ha regolarmente pagato gli stipendi dei propri tesserati.

Nonostante la situazione di incertezza legata all’emergenza sanitaria, la Juventus ha ridotto il proprio indebitamento finanziario netto, che al 30 giugno scorso si attestava a 385,2 milioni e al termine del 2020 ha raggiunto quota 357,8 milioni di euro. Una riduzione di 27,4 milioni di euro, ottenuta nonostante l’operazione di acquisizione della partecipazione in B&W Nest Srl, società che gestisce il J Hotel, precedentemente detenuta da Lindbergh Hotels. A seguito di tale operazione, la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato e l’indebitamento si è incrementato di 17,3 milioni, ma i flussi positivi della gestione operativa per 16,2 milioni e gli incassi legati alla campagna trasferimenti (in attivo per 46,2 milioni, grazie anche alla cessione pro-soluto dei crediti vantati verso società calcistiche estere) hanno determinato il miglioramento della situazione debitoria del club bianconero.