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Serie A, nel 2020 la spesa per gli agenti si riduce a 138 milioni di euro

I compensi per i procuratori in Serie A si sono ridotti di quasi 50 milioni nell’anno della pandemia. Nel 2020, i club di massima serie hanno speso in totale 138 milioni di euro per le commissioni da riconoscere agli agenti dei calciatori, cifra in netto ribasso rispetto ai 187,9 milioni del 2019. Si interrompe così il trend degli ultimi due anni, che aveva visto il totale degli oneri per i procuratori aumentare progressivamente, senza però toccare la soglia record di 193 milioni raggiunta nell’anno solare 2016. Anzi, negli ultimi cinque anni, si tratta del dato più basso registrato dalla Figc, che annualmente pubblica il report in merito alle transazioni a favore dei procuratori per le operazioni di mercato. Un mercato che ha risentito degli effetti del Covid-19 e, di conseguenza, ha ridotto i compensi per gli agenti e gli intermediari.

La Juventus si conferma in vetta tra i club che riconoscono i maggiori compensi ai procuratori dei propri calciatori, pur riducendo l’importo di oltre la metà rispetto all’anno precedente: da 44,3 a 20,8 milioni di euro, a tanto ammonta la cifra versata nel 2020 dai bianconeri per i compensi degli agenti. Poco dietro, la Roma, con 19,2 milioni di euro (circa 4 milioni in meno nel giro di un anno). A completare il podio, il Milan con 14,3 milioni di euro, anche in questo caso cifra al ribasso di 5,3 milioni rispetto all’anno precedente. L’Inter, che nel 2019 è stata la seconda principale fonte di guadagno per i procuratori dalla Serie A con 31,8 milioni di compensi, ha tagliato sensibilmente tale spesa: nel 2020 ha comunicato alla Figc corrispettivi riconosciuti ai procuratori pari a poco più di 9 milioni di euro. Una cifra inferiore rispetto a quella spesa dal Napoli e dalla Fiorentina, entrambe in controtendenza rispetto alle altre società di A, avendo aumentato i costi per gli agenti: i partenopei hanno versato 12,1 milioni di compensi (quasi 7 milioni in più rispetto al 2019) e i toscani 9,7 milioni (contro gli 8,6 milioni dell’anno prima).

La Lazio, tra le italiane presenti in competizioni Uefa nel corso di questa stagione, è quella che ha pagato di meno i procuratori, con compensi per 5,5 milioni di euro. Circa mezzo milione in meno rispetto all’Atalanta, che nel 2020 ha riconosciuto corrispettivi per 6 milioni di euro totali. Si aggirano sulle stesse cifre il Sassuolo (5,8 milioni) e il Bologna (poco meno di 5,5 milioni), seguite dal Parma con 4,9 milioni di euro di compensi. Completano il quadro della Serie A Sampdoria (4 milioni), Udinese (3,99 milioni), Verona (3,9 milioni), Torino (3,5 milioni), Cagliari (3,4 milioni), Benevento (1 milione) e i due fanalini di coda, almeno per quanto riguarda questa graduatoria. Il Crotone, ultimo in campionato, è penultimo per compensi ai procuratori con poco più di 962 mila euro spesi nel 2020. A chiudere la classifica ci pensa il sorprendente Spezia, neopromosso alla prima stagione in massima serie, che nell’ultimo anno ha pagato circa 876 mila euro agli agenti dei propri calciatori.

Si riduce, seppur in misura inferiore, anche il costo degli agenti per i club di Serie B e di Lega Pro. Tra i cadetti, nel 2019, le società hanno versato compensi ai procuratori per un totale di 19,4 milioni di euro, cifra ridotta a 18,7 milioni nel 2020. L’Empoli è il club con la maggiore spesa nell’ultimo anno solare, avendo riconosciuto corrispettivi per 5,5 milioni di euro agli agenti dei propri calciatori, seguito dal neopromosso Monza con poco meno di 2,3 milioni di euro di compensi. In Serie C si passa invece dai 4,6 milioni del 2019 ai 4,2 milioni del 2020, anno in cui mancano i dati del Trapani (fallito ed escluso dal campionato), del Grosseto e della Sambenedettese. In totale, il calcio professionistico italiano ha versato ai procuratori 160,9 milioni di euro nell’ultimo anno solare. Prima del Covid-19, tale spesa ammontava a 211,9 milioni.