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Serie B, l’Ascoli apre ai soci americani: Rizzetta rileva il 31% delle quote

Altri capitali americani nel calcio italiano. In Serie B, più precisamente ad Ascoli, dove l’italoamericano Matt Rizzetta ha annunciato l’acquisizione del 31% delle quote del club marchigiano. L’azionista di riferimento resta sempre Massimo Pulcinelli, patron della Bricofer, mentre la holding staunitense North Sixth Group ha rilevato per il momento solo una quota di minoranza, con l’opzione per la scalata fino al 51% del pacchetto azionario da far valere entro il termine della stagione in corso. Una stagione iniziata col piede giusto dai bianconeri, che dopo due giornate sono nel gruppetto di testa a punteggio pieno, grazie ai successi ottenuti contro Cosenza e Perugia. L’ingresso in società di Rizzetta e della sua società può rilanciare le ambizioni di un club che manca dalla massima serie dal 2007, anno in cui l’Ascoli retrocesse arrivando al 19° posto in Serie A. Da allora, sei anni di B, una retrocessione in Lega Pro, un fallimento con annessa rinascita che ha portato al mantenimento della categoria e il ritorno tra i cadetti, dove quest’anno disputano il settimo campionato consecutivo.

Nell’operazione, l’Ascoli è stato valutato complessivamente circa 20 milioni di euro, ma sono previsti bonus in caso di promozione in Serie A del club già in questa stagione. Per il primo anno, la North Sixth Group opererà in partnership con l’attuale proprietà, anche se alcune figure all’interno della società sono già cambiate. Nella giornata di ieri, i marchigiani hanno annunciato l’ingresso nei quadri dirigenziali del nuovo direttore generale Claudio Tanzi, al posto dell’esonerato Piero Ducci, sollevato dall’incarico la settimana precedente.

Rizzetta, fino a qualche mese fa, era azionista di minoranza del Campobasso, formazione di Serie D neopromossa tra i professionisti. A gennaio, l’italoamericano ha rilevato il 15% del club molisano, con un’opzione per acquisire fino al 49% delle quote entro il termine della passata stagione. Una volta raggiunta la Serie C, Rizzetta avrebbe voluto acquisire la maggioranza, ma la trattativa si è conclusa con un nulla di fatto. La frattura, divenuta insanabile, ha rischiato di mettere a repentaglio anche l’iscrizione del Campobasso al campionato, regolarmente completata e depositata nei tempi previsti dalla Figc da parte del patron Gesuè. Chiuso il capitolo rossoblù, Rizzetta e il suo North Sixth Group hanno cercato altre opportunità di investimento nel calcio italiano, concludendo un accordo con l’Ascoli per l’acquisizione di una parte minoritaria delle quote del club.

In Serie B, l’Ascoli diventa così il quinto club a contare una componente della proprietà di provenienza estera. Oltre ai marchigiani, infatti, sono in mani straniere il Parma, il Como, la Spal e il Pisa. I ducali sono controllati dal Krause Group dell’americano Kyle Krause, che ha rilevato le quote un anno fa quando il club militava ancora in massima categoria. I lariani nel 2019 sono passati sotto il controllo della società londinese Sent Entertainment Ltd, di proprietà dell’indonesiano Robert Budi Hartono. Gli estensi, nel mese di agosto, hanno annunciato la conclusione del passaggio di consegne a Joe Tacopina, avvocato statunitense già in passato presente nelle cordate americane di Roma, Bologna e Venezia. Per i toscani, invece, da gennaio l’azionista di maggioranza è il magnate russo Alexander Knaster.