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A Bruxelles la firma sul primo contratto collettivo dei calciatori

"Possiamo dire che in Europa abbiamo un paradiso per i calciatori". Sarà o meno così, è stata questa la frase con cui Karl Heinz Rummenigge, presidente dell'Eca, l'Associazione dei club, ha commentato la firma sul primo contratto collettivo europeo per i calciatori professionisti.

Un accordo per il quale sono stati necessari 4 anni di negoziati che interessa, non tanto i big, quanto quelle centinaia di calciatori professionisti che, per dirla sempre con Rummenigge, "non vivono in situazioni floride". Giovani, atleti impegnati in campionati minori o in squadre che se la passano benissimo sotto il profilo finanziario.


 

La firma sul contratto collettivo è stata posta a Bruxelles alla presenza del presidente della Uefa Michel Platini, dei rappresentanti di giocatori, società e leghe, e dei commissari Ue agli Affari sociali Laszlo Andor ed Allo sport Androulla Vassiliou.

L'accordo europeo punta ad offrire standard sociali minimi nei contratti dei calciatori fissando regole non solo per i 27 della Ue ma per tutti i 53 paesi della Uefa. L'intesa definisce i diritti basilari della società e del giocatore, chiarendo in modo dettagliato le clausole sul salario (variabili paese per paese), l'assicurazione malattia, la previdenza sociale, il congedo retribuito e le clausole sulla risoluzione delle controversie e sulle leggi applicabili. I giocatori si impegnano a partecipare agli allenamenti, a mantenere uno stile di vita sano e a rispettare le procedure disciplinari.

"L'Europa del calcio è stata costruita al contrario", ha osservato Frederic Thieriez, presidente delle Epfl, l'associazione delle leghe professoniste, "una totale liberalizzazione senza armonizzazione fiscale, legale e del lavoro". Un'impostazione anomala che l'intesa siglata oggi prova a raddrizzare, inserendosi nel filone, caro a Platini, del fair play finanziario. "Come si può realizzare il fair play senza un controllo sui salari?", ha sottolineato infatti il rappresentante della FifPro, i sindacati dei calciatori, Philippe Piat.