Genoa-Siena: il giudice sportivo “chiude” Marassi per due turni

Due turni a porte chiuse per il Genoa a seguito di quanto accaduto ieri nel corso del match interno contro il Siena. Lo ha deciso il giudice sportivo Gianpaolo Tosel. Intanto, la Procura della Figc ha aperto un'inchiesta sui giocatori e i dirigenti del Genoa per i fatti avvenuti ieri a Marassi: secondo quanto trapela da ambienti della Federazione quest'indagine "é cosa separata e autonoma rispetto ai provvedimenti presi oggi dal giudice sportivo". Il questore di Genova, Massimo Maria Mazza ha firmato i primi 11 Daspo nei confronti di alcuni tifosi del Genoa che ieri pomeriggio hanno provocato la sospensione della gara Genoa-Siena: gli ultras dovranno osservare un divieto ad assistere alle manifestazioni sportive per cinque anni con obbligo di firma.


Il giudice sportivo, nel motivare la decisione, ha premesso che "dall'esame del referto arbitrale e della relazione dei collaboratori della Procura federale e dalla visione delle immagini televisive (Sky), di piena garanzia tecnica e documentale, segnalate dal Procuratore federale, i deprecabili accadimenti verificatisi nel corso della gara possono sintetizzarsi nei seguenti termini. Verso l'8 del secondo tempo, circa trecento sostenitori (o sedicenti tali) del Genoa, dal settore Gradinata nord si introducevano nel settore Distinti, sfondando le porte di separazione, vanificando con la violenza l'intervento degli stewards, uno dei quali pativa lesioni personali giudicate guaribili in giorni 10, e dando così inizio ad una clamorosa contestazione. Nel recinto e sul terreno di giuoco venivano lanciati innumerevoli fumogeni, bengala, petardi ed oggetti di varia natura (bottiglie piene d'acqua, accendini e così via); alcuni facinorosi si raggruppavano sopra l'ingresso che adduce negli spogliatoi ed altri si ponevano a cavalcioni delle reti di recinzione, inveendo contro i propri calciatori, ritenuti »ei dell'andamento negativo della gara, e pretendendo l'umiliante consegna delle maglie indossate. L'Arbitro interrompeva la gara, i calciatori e i dirigenti locali rimanevano raggruppati al centro del terreno di giuoco ed iniziava una sorta di trattativa generalizzata avente per oggetto la consegna delle maglie, che il capitano rossoblù in effetti raccoglieva da parte della quasi totalità dei calciatori. Tale situazione, che non ha precedenti nella ultrasecolare storia del calcio italiano, si protraeva per ben 44 minuti, fino alla ripresa della gara conclusasi senza ulteriori vicissitudini. Del comportamento violento, aggressivo  ed intimidatorio dei propri sostenitori la società genoana è oggettivamente responsabile. Ne conseguono gli effetti sanzionatori che questo Giudice ritiene equo quantificare in base all'articolo 18 n. 1 lettera d) nei termini indicati nel dispositivo in considerazione, da un lato, della particolare gravità di quanto accaduto e della concreta possibilità che nel corso delle residuali gare di questo Campionato da disputarsi nello Stadio genoano si ricrei un intollerabile clima di violenza e, dall'altro, dell'attività di concreta cooperazione con le forze dell'ordine svolta dai dirigenti rossoblù".

  • Aldo |

    Fossi il Presidente agli ultras chiederei i danni e promuoverei un’azione collettiva degli abbonati danneggiati. Sarebbe un esempio che toglierebbe la volglia agli esagitati di riprovarci.

  • Aldo |

    Fossi il Presidente agli ultras chiederei i danni e promuoverei un’azione collettiva degli abbonati danneggiati. Sarebbe un esempio che toglierebbe la volglia agli esagitati di riprovarci.

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    Fossi il Presidente agli ultras chiederei i danni e promuoverei un’azione collettiva degli abbonati danneggiati. Sarebbe un esempio che toglierebbe la volglia agli esagitati di riprovarci.

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