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Serie B e Lega Pro verso la riforma: taglio dei club o debutto delle seconde squadre?

Dai giovani alla riforma dei campionati. Il presidente della Figc Giancarlo Abete è tornato oggi sul tema della riduzione del numero delle squadre in serie B e in Lega Pro. Ma la riforma è invisa all'Aic che potrebbe preferire la presenza nelle serie minori delle seconde squadre, come sostiene Demetrio Albertini, vicepresidente della Figc. 

Abete. "È già il secondo anno che, d'intesa con la Lega di B, é stato previsto che qualora non si fossero iscritte società al campionato cadetto, non ci sarebbero stati ripescaggi. Fortunatamente, per il Secondo anno consecutivo, non c'é stata necessità di utilizzare questa norma perché tutte e 22 le società si sono iscritte al campionato. La posizione della Federazione e della Lega é convergente sul fatto che va fatta una riduzione. Per quanto riguarda la Lega Pro, c'é un problema. Abbiamo fatto un incontro in questi giorni e ne faremo un altro il primo di agosto e poi ci sarà il Consiglio Federale il 7 dello stesso mese. Questo perché, per fare una riforma, ci vuole il consenso di tutte le componenti federali perché purtroppo il nostro statuto ci vincola ad una maggioranza di 4/5 in consiglio federale. La riduzione delle società negli ultimi anni é stata fatta attraverso il meccanismo dei mancati ripescaggi. Partiamo quest'anno in 69, rispetto ad un organico teorico di 90, l'anno passato eravamo in 77 e l'anno prima ancora eravamo 85. C'é stata già una riduzione di 21 società professionistiche rispetto al format di 90 e adesso resta da fare l'ultimo passo. Speriamo di farlo attraverso una programmazione che consenta di dare certezze alle società perché é opportuno che le regole vengano conosciute con largo anticipo"

Albertini. "Questa non è una riforma, ma solo un taglio. Senza progettualità, nè condivisione". Una Lega Pro del futuro ridotta a 60 squadre, in un'unica categoria da tre gironi, non piace all'Assocalciatori, che, per bocca di Demetrio Albertini, lo dice chiaramente. Soprattutto, il vicepresidente della Figc non concorda con i parametri che hanno portato a partorire tale numero. Ed assicura che nel Consigliofederale del 7 agosto una  riforma del campionato così concepita non avrà il parere favorevole dell'Aic.  Il disaccordo nasce dai criteri adottati. "Ricordo dirigenti federali con ben più esperienza della mia – spiega Albertini – ripetere che non esiste un numero magico. Sessanta club? Potrebbero essere di più, o anche meno. Siamo d'accordo che i 90 club di un tempo oggi siano insostenibili. Ed infatti con il blocco dei ripescaggi si è già scesi di numero. Ma chi garantisce che i 60 di cui si parla oggi assicurino autosufficienza economica, stipendi in regola, meno penalizzazioni, settori giovanili efficienti?.  in democrazia è rispettabile ogni proposta, anche nelle diversità. E vorremmo che fossero ascoltate anche le nostre – puntualizza ancora Albertini -. A cominciare da quella di abbassare sì il numero dei club, ma inserendo anche le seconde squadre e conservando le due categorie. Le seconde squadre esistono in Germania, Inghilterra, Francia, Portogallo. Ricordo che in Spagna l'82% dei giocatori diventati campioni del mondo hanno militato nelle seconde squadre. Abbiamo società professionistiche virtuose che vanno difese e devono  Vedere il loro lavoro, sia economico che sportivo, valorizzato.  Abbiamo una Lega nazionale dilettanti molto importante diffusa in tutta Italia. Credo che tutti debbano giocare a calcio, non tutti possano fare i professionisti e ciò vale sia per i calciatori che per le società ".

Macalli. "Al contrario – è stata la replica di Mario Macallim presidente della Lega Pro – si debbono ritenere fortunati che hanno una Lega Pro come la nostra. Le seconde squadre? Se le possono sognare tutta la vita. Noi puntiamo ad un discorso di qualità e certamente non di quantità. Comunque vedremo il 7 agosto quello che avranno da dirci, noi certamente non cambieremo le nostre valutazioni. Per essere chiari, quello che noi chiediamo per il futuro, sono le norme delle iscrizioni ai campionati che dovranno essere riscritte per non avere più società penalizzate e, soprattutto, giocatori regolarmente pagati".