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Il calcio europeo dalle uova d’oro

La crisi economica internazionale e l’ottovolante degli spread non hanno lambito il calcio europeo. Almeno non quello dorato della Champions e dell’Europa league. Le due principali competizioni continentali, infatti, fattureranno nella stagione 2012/13, appena cominciata, 1,5 miliardi di euro. Merito soprattutto della Champions che fra vendita centralizzata dei diritti tv e marketing frutterà 1,3 miliardi.

Un tesoro che la Uefa distribuirà, in maniera tutt’altro che equilibrata a dire la verità, agli 80 club in gara. I 32 team "privilegiati" che disputeranno la Champions si spartiranno 910 milioni di euro (156 in più di quelli assegnati nella scorsa stagione, con un incremento del 20,7%), mentre i 48 qualificati per i gruppi dell’Europa league potranno contare su un budget di 209 milioni (con un aumento rispetto ai 150 dello scorso anno, di quasi il 40%). Il resto – quasi 400 milioni – sarà destinato alle federazioni, a programmi di sviluppo per il calcio ed all’Uefa per le spese organizzative.

Quest’anno più che mai, dunque, la sfide sportive sul terreno di gioco si intrecceranno con la corsa ad accaparrarsi il bottino di premi e diritti tv.

Dei 910 milioni riversati ai club partecipanti alla Champions, 500 saranno assegnati come premi fissi in base ai risultati, mentre 410 milioni saranno divisi secondo il "market pool", ossia ripartiti proporzionalmente agli investimenti delle tv di ogni paese. Per esempio, le squadre italiane riceveranno di più di quelle cipriote dal market pool, la cui suddivisione viene comunicata al termine della competizione anche in base al numero di squadre per paese che vanno avanti nel torneo (per Milan e Juventus non avere compagni di viaggio italiani, in questo senso, è già un vantaggio).

Le squadre ammesse ai play-off (come l’Udinese, che poi non è riuscita a passare alla fase a gironi) riceveranno una somma garantita di 2,1 milioni. La partecipanti alla fase a gironi, invece, partiranno da una base di 8,6 milioni, ai quali andranno aggiunti 1 milione per ogni vittoria e 500mila euro per ogni pareggio. Le qualificate agli ottavi di finale intascheranno 3,5 milioni, quelle ai quarti 3,9. Accedere alle semifinali varrà un altro assegno da 4,9 milioni. La finalista (perdente) della Champions riceverà 6,5 milioni e la vincente 10,5. Complessivamente, di soli premi fissi, la squadra che si laureerà campione d’Europa per club potrà incassare fino a 37,4 milioni di euro, senza contare la parte del market pool che per i paesi può permettere di raddoppiare la cifra.

Inferiori, ma comunque interessanti, sono i premi per l’Europa league ai quali potranno ambire Inter, Lazio, Napoli e Udinese. Il giro d’affari della competizione è di 225 milioni, ai quali vanno aggiunti 40 elargiti dalla Champions league. I club partecipanti così si divideranno 208,7 milioni di euro, 125,2 milioni in premi collegati ai risultati e 83,5 tramite il market pool.

Le 48 società ammesse alla fase ai gironi otterranno direttamente 1,3 milioni di euro. A questa cifra si sommeranno 200mila euro per ogni vittoria e 100mila euro per i pareggi. Le vincenti dei gironi, inoltre, intascheranno 400mila euro supplementari e le seconde 200mila. Ci saranno quindi, ulteriori 200mila euro per i sedicesimi di finale, 350mila per gli ottavi, 450mila per i quarti e un milione per le semifinali. La finalista (perdente) riceverà 2,5 milioni, la vincente 5. Nel complesso il club che si aggiudicherà il trofeo potrà ottenere fino a 9,9 milioni, oltre alla parte del market pool.

Somme, come si vede, notevolmente inferiori rispetto alla ex Coppa dei campioni. Proprio questa disparità sta inducendo l’Eca (l’associazione che riunisce i più importanti club europei) e la stessa Uefa a ripensare la struttura delle due manifestazioni, per fonderle e per creare una sorta di "Superlega europea di calcio", giocata dai top club. StageUp ha stimato che un torneo con le big europee potrebbe attrarre investimenti e pubblicità fino a 6 volte l’attuale Champions League, eguagliando gli introiti delle grandi Leghe americane di football e basket.

Lo scorso anno i club che hanno gareggiato in Champions ed Europa league hanno dovuto "accontentarsi" di bonus minori. Il Chelsea di Roman Abramovich che ha alzato la Coppa dalle Grandi Orecchie nella finale di Monaco ha guadagnato 60 milioni di euro. Un incasso che supera da solo il fatturato di due terzi delle squadre che militano in Serie A tanto per avere un termine di confronto. Più di 40 milioni a testa hanno incassato, invece, Bayern Monaco e Barcellona.

I club italiani hanno portato a casa complessivamente 104,7 milioni. La parte del leone l’hanno fatta le squadre che hanno giocato in Champions (il Milan ha incamerato 39,8 milioni, l’Inter 31,5 e il Napoli 27,7). Più magro il bottino delle squadre che hanno affrontato, non andando molto avanti, l’Europa league: l’Udinese ha ottenuto 3,1 milioni e la Lazio 2,6.

Rispetto alla serie A quote superiori di "fondi Uefa" li hanno drenati, la Premier league (i club inglesi hanno incassato 163,9 milioni), la Liga spagnola (134,7 milioni) e la Bundesliga (114 milioni). L’Italia si è piazzata quarta nella classifica per nazioni, lasciando a distanza Francia (70,4 milioni), Russia (41,4) e Turchia (31,8). Una posizione che sarà sempre più difficile difendere in futuro con il rischio di dover rinunciare a risorse indispensabili per tenere in equilibrio l’intero movimento.

 

 

I premi Uefa nel 2012

Classifica per Club (in milioni di euro)

 

 

     
Chelsea     60
Bayern Monaco   41,7
Barcellona   40,5
Milan     39,8
Real Madrid   38,4
Manchester Uniterd   36,3
Inter     31,5
Arsenal     28,2
Bayern Leverkusen   28,1
Napoli     27,7
Manchester City   27,2
Marsiglia     27
Olympiacos   25,5
Borussia Dortmund   25,3
Trabzonspor   23
Valencia     21,8
Benfica     19,7
Lille     19,6
Lione     19,3
Otelul Galati   18,3
Apoel     18
Zenit     17,9
Ajax     17,4
Cska Mosca   17,1
Basilea     15,8

 

Classifica per nazioni 
     
Inghilterra   163,9
Spagna   134,7
Germania   114
Italia    104,7
Francia   70,4
Russia    41,4
Turchia   31,8
Grecia   31,6
Olanda   25,2
Romania   25,2
Cipro   19,5
Belgio   17,5
Svizzera   17,1
Ucraina   16,2
Repubblica Ceca 10,4
Croazia   8,2
Bielorussia 8,2
Austria   4,2
Polonia   4,2
Israele   3,7
Danimarca 2,9
Scozia   2
Svezia   1,3
Eire   1,1
Slovenia   1

 

(dal Sole 24 Ore del 23 settembre 2012)