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Per l’Inter bilancio 2012 con un rosso di 77 milioni. Ma il risanamento dei conti è avviato

Il bilancio 2012 dell'Inter registra un rosso di 77 milioni di euro. La perdita, che migliora anche se di poco la performance del 2011 (-87), fotografa una fase antecedente alla svolta nella politica societaria voluta dal presidente Massimo Moratti. C'è da dire che il deficit del bilancio chiuso al 30 giugno 2012 è frutto anche di alcuni acquisti che di fatto sono stati anticipati a gennaio 2012, nella sessione invernale. Il calciomercato estivo ispirato ad una maggiore attenzione all'equilibrio dei conti (anche se ha comportato spese per oltre 90 milioni) e i tagli al monte ingaggi incideranno positivamente sul bilancio 2013, in quanto le operazioni sono state portate a termine dopo il 1° luglio. Il costo del lavoro, per esempio, scenderà dai circa 160 milioni del bilancio 2012 a 120 milioni.



Sui risultati della scorsa stagione hanno pesato i minori introiti dal botteghino (-10 milioni), complice anche la precoce eliminazione dalla Champions league (che in termini di premi e market pool ha comunque portato nelle casse societarie 31 milioni, 6 in meno della stagione precedente). Le entrate legate alla voce diritti tv sono state inferiori, rispetto al 2011, di circa 6 milioni e quelle commerciali di 3 milioni.
La scelta del risanamento dei conti, in ogni caso, sarà decisiva nell'ottica del fair play finanziario. Per rispettare il limite dei 45 milioni di rosso nel biennio 2011/12 e 2012/13 previsto dalle regole Uefa, l'Inter dovrebbe produrre in questa stagione un utile di almeno 30 milioni. Un traguardo verosimilmente irraggiungibile in un arco temporale così breve e, soprattutto, giocando in Europa league. Tuttavia, se si riuscirà invertire la rotta sensibilmente nel 2013 dimostrando con i fatti di aver imboccato la via dell'"austerity", i revisori Uefa potrebbero non applicare sanzioni rilevanti, ma pretendere semplicemente un'accelerazione della nuova linea societaria. Per la squadra nerazzurra, in attesa di capire quando e come andrà in porto l'investimento cinese nel capitale, sarà fondamentale però qualificarsi alla prossima Champions.

Il presidente Moratti, che dopo il 30 giugno 2012 ha già versato nelle casse societarie 28 milioni, dovrà coprire il 98,2% (pari alla quota dell'Inter che controlla attraverso Internazionale Holding)  del nuovo aumento di capitale necessario a copirere le perdite (per 35 milioni).  

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  • agostino ghiglione |

    In relazione all’articolo di domenica sul Sole24ore riguardante l’andamento dei titoli di Club calcistici quotati in borsa(ultimo quinquennio) occorre fare una precisazione.
    Occorrerebbe per ogni Club conoscere:
    – il valore del titolo al momento della entrata in Borsa;
    -se sono stati distrbuiti utili ai Soci perchè questo dovrebbe essere l’obiettivo di chi si quota in Borsa.
    Nel caso dei tre Club italiani,gli unici che posso monitorare, la situazione è la seguente:
    -Juventus ultimo dividendo di 0,0120 €/az distribuito il 4/11/2002 (dieci anni fa);
    valore del titolo nel biennio 2011/12 0,147-0,425 minimo e max, valore odierno 0,212 €/az con capitalizzazione di 214 mln di Euro.
    – Lazio:mai nessun dividendo distribuito;valore ultimo biennio 0,323-0,975 €/az valore attuale 0,494 €/az con capitalizzazione in borsa di 33 mln di Euro.
    – Roma : nessun dividendo distribuito;valore ultimo biennio 0,310-1,285 €/az valore attuale 0,550 €/az con capitalizzazione di 74 mln di Euro.
    Il tutto a conferma dell’alta volatilità dei corsi borsisistici dei tre Club quotati in Borsa come ben rilevato nell’articolo.Penso che prima o poi si debba arrivare ad un delisting di questi titoli che sono entrati in borsa in tempi sospetti e che ,per uno (Lazio),nel 2005 è stata fatta una apposita Legge dello Stato per non farla fallire.
    Inoltre i valori dei titoli esteri sono stati depurati dai valori di cambio delle rispettive monete nel quinquennio in esame?La Sterlina si è apprezzata del 10% nell’ultimo anno.Etc,etc….

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