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La Roma rompe con la Kappa (la lite finisce in tribunale) e cerca uno sponsor “globale”

La Roma rompe con lo sponsor, e la lite finisce in Tribunale. La partita tra il club giallorosso e la Basic Italia si giocherà infatti davanti ai giudici, dopo che il cda della società giallorossa ha risolto il contratto di sponsorizzazione tecnica con effetto immediato: la decisione è stata presa per i “gravi inadempimenti contrattuali dello sponsor tecnico”, “preso atto dei gravi difetti riscontrati sul materiale tecnico e sulla linea di abbigliamento realizzati per la stagione sportiva 2012-2013”. In particolare, lamentano a Trigoria, le maglie oltre ad aver un problema con le cuciture (troppo strette), stingerebbero. Problemi questi che hanno costretto il club a ritirare interi stock dal mercato. Inoltre, a far storcere il naso alla proprietà americana rappresentata dal presidente James Pallotta, è stato anche il mancato invio negli Usa del materiale tecnico in tempo per la tournee estiva.

Ma la Kappa non ci sta e annuncia battaglia: “È da oltre un anno che i nuovi vertici americani della Roma annunciano la volontà di sciogliere il contratto con noi, le motivazioni riguardanti la qualità sono assolutamente pretestuose e strumentali e verranno smontate in giudizio”, ha detto Marco Boglione, presidente di BasicNet Spa (azienda che racchiude i marchi Kappa, Superga e K-Way). “Noi abbiamo sempre onorato i contratti – ha aggiunto – speravamo che lo stesso facesse la Roma con noi, dopo tanti anni di leale e proficua collaborazione. Purtroppo da lunedì i rapporti tra le Società si sposteranno in Tribunale”. E pensare che i due marchi avevano aperto a braccetto la stagione con un evento in grande stile per la presentazione all’Ara Pacis della nuova maglia. Maglia che i giocatori vestiranno comunque fino al termine del campionato, fa sapere il club, che interromperà quindi la partnership con quattro anni d’anticipo, rinunciando ai 29,9 milioni di euro previsti fino al 2017. Soldi che saranno rimpiazzati dalla nuova sponsorizzazione, con un marchio globale, su cui i manager di Pallotta sono già al lavoro. In primis il direttore commerciale e marketing, Christoph Winterling, con un passato all’Adidas. Il gruppo tedesco è tra quelli interessati a vestire la Roma, ma in pole position ci sono due marchi americani e uno cinese. Negli States si guarda soprattutto a Nike e Warrior (brand di Boston molto vicino a Pallotta e che in Europa già campeggia sulle casacche del Liverpool), mentre in Cina c’è l’Anta Sports, che non a caso ha tra i propri testimonial il campione dei Celtics (franchigia Nba di cui è proprietario anche Pallotta), Kevin Garnett.