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Dalla Serie A alla Lega Pro il calcio italiano sceglie i nuovi vertici per combattere la crisi

Figc, Lega di A, Lega di B, Lega Pro: è tempo di elezioni per rinnovare i vertici del movimento calcistico italiano. Con una certezza: Giancarlo Abete, ancora non ha presentato ufficialmente la sua candidatura, ma il 14 gennaio quando si celebreranno le votazioni potrebbe essere l'unico in lizza per la guida della Federazione.
Nelle leghe le acque invece sono più agitate. Archiviate le pratiche di Aic, allenatori e arbitri(riconfermati Tommasi, Ulivieri e Nicchi) la palla passa alla Lega Pro, ma soprattutto alla massima serie dove Andrea Abodi – da poche ore dimissionario presidente della Lega di serie B – potrebbe provare a sfidare il presidente uscente Maurizio Beretta.

Lega di Serie A. Tra una settimana (20 dicembre) le società di A dovrebbero scegliere la loro nuova guida: il condizionale è d'obbligo perchè l'assemblea elettiva non è ancora certa e comunque non sarà facile per i due contendenti arrivare al quorum dei 14 voti. Al momento i club appaiono divisi. Milan e Lazio sarebbero per la riconferma di Maurizio Beretta, nonostante il ruolo, in potenziale conflitto di interessi, rivestito in Unicredit (proprietaria al 40% della Roma). Il Milan starebbe pensando anche ad Ezio Maria Simonelli, commercialista e presidente del collegio dei revisori della stessa Lega. Dalla sua Andrea Abodi pensa di poter contare su 10-12 società, tra cui Juve-Roma-Inter-Napoli. 

Lega Pro. Partita aperta anche in Lega Pro (nei Dilettanti Tavecchio è candidato unico) dove Gabriele Gravina, capodelegazione dell'Under 21, ha deciso di sfidare il presidente Mario Macalli, presentando ufficialmente la sua candidatura a pochi giorni dall'assemblea elettiva che si celebrerà lunedì, 17 dicembre, a Firenze. "Mi candido -ha detto Gravina – perchè la Lega Pro ha bisogno di un profondo rinnovamento. Non è più tempo di sogni e di grandi proclami pre elettorali ma abbiamo bisogno di creare un vero sistema imprenditoriale che si basi sul dialogo e il confronto. Vorrei idealmente dare le chiavi degli uffici della Lega Pro a tutti i 69 presidenti delle società iscritte e dire 'questa è casa vostra'". Secondo Gravina, " la Lega Pro è stato un vero e proprio laboratorio sul piano delle regole gestionali ed una palestra sul piano tecnico. Questa mission si è indebolita a causa di regole stringenti e talvolta inutilmente penalizzanti per i club ed una gestione tecnica che ne ha indebolito la qualità del prodotto sportivo. La crisi della nostra Lega nasce dalla fuga degli imprenditori, degli sponsor, dei giovani di valore. La dolorosa riduzione degli ultimi anni è frutto di questo scarso appeal di un prodotto che ha perso la propria forza, anche numerica, e la propria identità sportiva". Per Gravina è necessario decongestionare la gestione economico-finanziaria dei club, consentendo loro di fare investimenti sul piano strutturale e tecnico. "L'attuale sistema delle fidejussioni porta ad una immobilizzazione di circa 30 milioni di euro, che, con le linee tracciate per la riforma, arriveranno a 36". Occorre accrescere le  risorse commerciali della Lega. "Oggi la Lega Pro è una sorta di ente assistenziale, che distribuisce risorse che non sa creare. Occorre che la Lega comprenda il suo ruolo di azienda e si preoccupi di attrarre sponsor, di instaurare partnership commerciali, di vendere veramente i propri diritti radio-televisivi". Vanno ridotti i costi di gestione. "Accanto al percorso, non facile ma da perseguire, di un riconoscimento dell'apprendistato sportivo'', vanno attuate convenzioni sui servizi ai club che ne riducano, in economia di scala, le spese. Ma anche qui, la Lega deve dare l'esempio. I suoi costi gestionali sono abnormi, a cominciare dal mantenimento della sede, sia per la congiuntura economica attuale e sia per il ridotto numero di club da gestire".

L'altro candidato al vertice della Lega Pro è l'attuale presidente Mario Macalli. Sotto la sua guida, come spiega il direttore generale Francesco Ghirelli, sono stati raggiunti diversi traguardi: "In primis - sottolinea – si è risolto il problema dei diritti tv dell’ex Melandri. L'azione del presidente Macalli ha consentito di distribuire 42 milioni di euro ai club nella stagione 2011/12. Una lotta aspra, dura, condotta contro chi voleva dare solo 10 milioni di euro. Tutto il lavoro svolto fino ad oggi si è rafforzato con il recente accordo fatto nei giorni scorsi con la Lega di Serie B. Un secondo punto riguarda la riforma dei campionati,  approvata il 21 novembre scorso con il voto favorevole dei nostri consiglieri federali Macalli, Pitrolo, Mormando e Gravina. In quella sede si sono approvate le regole che varranno per i prossimi tre campionati, dimostrando di essere una Lega all'avanguardia nel mondo calcio italiano. Il terzo punto è caratterizzato dalla progettualità, dalla qualità dei servizi ai Club che la Lega Pro offre costantemente e dalle tante iniziative sociali e di solidarietà che cura da anni". Inoltre, la Lega Pro è riuscita, conclude Ghirelli, "a essere una Lega riconosciuta. Lo dimostrano i progetti editoriali e gli spazi per i club su Tv, giornali locali, siti web, radio, che ci hanno consentito di 'posizionarci' sempre di più come la Lega delle città e dei comuni, dei giovani e dei valori. La Lega Pro sta vivendo una fase creativa e in continua evoluzione, con il coinvolgimento dei suoi club e si sta posizionando come la Lega del futuro e dei giovani".

  • sabino |

    Spero che si candidi qualcuno al posto di Abete…mentre per la serie a Abodi potrebbe portare un po’ di innovazione come già fatto..

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