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Calciomercato: i club di serie A che possono spendere di più nella sessione invernale 2013

Di trattative sfumate o concluse ce ne sono già una decina, ma la sessione invernale del calciomercato parte ufficialmente solo dal 3 gennaio. I club avranno tempo fino al 31 gennaio per rinforzarsi o "riparare" agli errori delle campagne acquisti passate. Ma, a rigor di bilancio, tra le 20 società di serie A chi può davvero spendere? A patto di trovare l'occasione giusta, in realtà, non sono molte le squadre che possono permettersi investimenti importanti: su tutte, ma con modalità differenti, Genoa, Napoli e Milan. La logica dominante, come d'altronde era prevedibile, sarà quella degli scambi o delle "permute" (anche per conto terzi).  Anche perchè molte società, a partire dalle big, potrebbero avere un raggio d'azione limitato dalla Covisoc nel mercato interno. In base alle Noif della Figc, infatti, per poter operare nella sessione di mercato in Italia occorre che in bilancio si rispetti  la regola del rapporto «R-I», cioè valore della produzione/debiti finanziari, superiore a 3/1. Serve cioè che ci siano 3 milioni di euro di ricavi per ogni milione di debito finanziario (con le banche in primo luogo). Un rapporto virtuoso che al 30 settembre 2012 molte squadre non potevano vantare. "Dribblare" questo limite è possibile ma, come prescrive l'articolo 90, comma 4, è necessario che le acquisizioni trovino integrale copertura: a) in contratti di cessione calciatori con altre società affiliate alla Figc, precedentemente o contestualmente depositati; b) mediante incremento di mezzi propri da effettuarsi: con versamenti in conto futuro aumento di capitale; nella forma dell’aumento di capitale; con finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci. Ma andiamo con ordine.

Juventus. Tra il 2011 e il 2012, nelle ultime tre sessioni di calciomercato, i bianconeri hanno già investito quasi 150 milioni (47 solo la scorsa estate).  Il bilancio 2012 è stato chiuso con un rosso di circa 49 milioni (con un fatturato in crescita del 24% a 213 milioni). Il monte ingaggi è salito a 137 milioni (cui si sommano 52 milioni di ammortamenti). Il costo del lavoro è intorno al 60% del fatturato e in linea con i parametri del fair play finanziario. La necessità di non appesantire un bilancio che con gli introiti Champions potrebbe vedere il deficit sensibilmente ridotto nel 2013, sconsiglierebbe operazioni troppo impegnative (a meno che non si presentino veri e propri affari). Dopo l'acquisto di Peluso (con un impegno di 5 milioni, che di fatto prende il posto in bilancio di Lucio che ha rescisso) acquisire adesso un top palyer alla Drogba, appare davvero un lusso. Operare in Italia non sarà semplice: nella trimestrale al 30 settembre 2012 la Juve segnalava un indebitamento finanziario netto pari a 145 milioni. Al 30 giugno l'indebitamento finanziario netto era pari a 127,7 milioni a fronte di un valore della produzione di 213,8 milioni. Per rispettare il rapporto di 3 a 1 con il livello di indebitamento di giugno i ricavi avrebbero dovuto raggiungere i 383 milioni.

Milan. Dopo le plusvalenze del mercato estivo (circa 40 milioni garantiti dalle dolorose cessioni di Ibra e Thiago), il Milan punta tutto sul risanamento e sull'autosufficienza del club dalla galassia Fininvest. Il bilancio "consolidato" 2012 (chiuso al 31 dicembre), dopo la perdita di 67 milioni registrata nel 2011, dovrebbe attestarsi, come annunciato da Adriano Galliani, su un sostanziale pareggio. Il monte ingaggi che nel 2011 pesava per 168 milioni (più 25 di premi e circa 47 per gli ammortamenti)  dovrebbe scendere intorno ai 100 milioni o poco più. Al di là degli annunci e del marketing, non solo sportivo, la politica rossonera sarà perciò quella della "permuta" per conto terzi. Si investirà a gennaio solo quanto ricavato da eventuali cessioni. I trasferimenti brasiliani di Pato e Robinho dovrebbero assicurare una ventina di milioni e "liberare" una fetta di poco inferiore dal monte ingaggi. In questo spazio economico saranno inseriti i rinforzi per andare a conquistare un posto nella prossima Champions.

Inter. Analoga strategia in casa nerazzurra. Il club di Massimo Moratti deve "recuperare" il disavanzo 2012 di 77 milioni (dopo il rosso del 2011 di 87). Nella campagna acquisti estiva sono stati spesi circa 45 milioni a fronte di incassi per circa 30 milioni. Tuttavia, si è riusciti a tagliare di quasi il 30% il monte ingaggi (era di 160 milioni l'uscita per gli stipendi al 30 giugno 2012). La cessione di Sneijder sarebbe fondamentale, perciò, per trovare risorse e realizzare operazioni in "permuta" a saldo zero. Il rendimento della squadra in questa prima parte della stagione incentiva, del resto, a consolidare il processo di risanamento per portare l'asse del bilancio verso il pareggio. 

Napoli. Dare continuità al progetto e accedere alla prossima Champions league è cruciale. La squalifica di Paolo Cannavaro (con l'addio o l'arrivederci già programmati ad almeno cinque, sei componenti dell'attuale rosa) ha imposto un'accelerazione al mercato azzurro. Forte del sesto utile consecutivo (il bilancio 2012 si è chiuso con un +14 milioni) e un surplus di quasi 10 milioni della campagna acquisti estiva, la società di De Laurentiis può contare su una ventina di milioni. Un tesoro da non sprecare. Una cifra che potrebbe triplicare se in estate dovessero presentarsi le condizioni (qualificazione in Europa e cessione di Cavani) per rivoluzionare l'organico.  

Roma. Per la Roma a stelle e strisce la rivoluzione è già avvenuta la scorsa estate con investimenti di rilievo e un saldo negativo prossimo ai 20 milioni. Il bilancio 2012 chiuso con un deficit di 58 milioni avrebbe consigliato la cessione di un giocatore molto richiesto, come De Rossi, per "girare" l'incasso su nuovi investimenti, ma la società sembra orientata diversamente. Si profila, perciò, per gennaio, solo qualche piccolo movimento e qualche scambio di secondo piano. 

Lazio. Il mercato del club di Claudio Lotito, che ha chiuso il 2012 con 4,2 milioni di utili, ma con stipendi in forte crescita (da 36 a 51,6 milioni), sarà improntato alla massima cautela, sulla falsariga del mercato estivo. Anche perchè nel trimestre 1° luglio–30 settembre 2012 la società ha chiuso con una perdita netta di 5 milioni a fronte del precedente utile di 0,56 milioni. Non si escludono però investimenti mirati per l'estate.   

Fiorentina. I Viola in piena corsa Champions proveranno a ripetere l'exploit dell'ultima campagna acquisti, anche se sarà meno semplice. Quest'estate Pradè è riuscito nell'impresa di potenziare la rosa messa a disposizione di Montella, accumulando (senza cedere il gioiello Jovetic) un attivo superiore ai 5 milioni. La società dei Della Valle deve fare i conti con un deficit al 31 dicembre 2011 pari a 32,4 milioni e con un monte ingaggi di 52 milioni (rispetto a un valore della produzione di 67 milioni). Cifre che dovrebbero tuttavia essere migliorate nel rendiconto chiuso lo scorso 31 dicembre.  

Chi può spendere di più.  Ad aver messo da parte un certo surplus nella precedente sessione di mercato sono state soprattutto Genoa e Udinese. Il club di Preziosi ha a disposizione un tesoretto di una trentina di milioni (con un bilancio al 31 dicembre 2011 in sostanziale parità). Su poco meno possono contare i friulani. Anche Siena e Bologna hanno ottenuto un avanzo di circa 10 milioni dalla campagna trasferimenti estiva, e qualche milione da investire a gennaio ci sarebbe anche nelle casse di  Parma, Chievo e Atalanta (specie dopo la cessione di Peluso). 

Chi deve spendere. Oltre agli sforzi già fatti quest'estate dovranno tornare sul mercato per rinsaldare le proprie posizioni il Torino, che aveva speso circa 12 milioni, la Sampdoria, che aveva già un rosso di circa 9 milioni (e potrebbe chiudere il bilancio 2012 con un rosso di 40 milioni), il Pescara, che solo grazie ai 12 milioni dell'affare Verratti alla fine della campagna trasferimenti aveva un deficit sotto ai 5 milioni, e il Palermo che ha realizzato affari in entrata per circa 26 milioni e in uscita per circa 20. 

Le altre squadre. Il Cagliari che in estate ha registrato acquisti per quasi 12 milioni a fronte di entrate pari a poco più di 4 milioni deve fare i conti con una situazione economica non semplice e potrebbe cedere soprattutto. Mentre più guardingo potrebbe essere il Catania che in estate ha speso circa 8 milioni e ne ha incamerati meno della metà. 

 

Milan. Dopo le plusvalenze del mercato estivo (circa 40 milioni garantiti dalle dolorose cessioni di Ibra e Thiago), il Milan punta tutto sul risanamento e sull'autosufficienza del club dalla galassia Fininvest. Il bilancio "consolidato" 2012 (chiuso al 31 dicembre), dopo la perdita di 67 milioni registrata nel 2011, dovrebbe attestarsi, come annunciato da Adriano Galliani, su un sostanziale pareggio. Il monte ingaggi che nel 2011 pesava per 168 milioni (più 25 di premi e circa 47 per gli ammortamenti)  dovrebbe scendere intorno ai 100 milioni o poco più. Al di là degli annunci e del marketing, non solo sportivo, la politica rossonera sarà perciò quella della "permuta" per conto terzi. Si investirà a gennaio solo quanto ricavato da eventuali cessioni. I trasferimenti brasiliani di Pato e Robinho dovrebbero assicurare una ventina di milioni e "liberare" una fetta di poco inferiore dal monte ingaggi. In questo spazio economico saranno inseriti i rinforzi per andare a conquistare un posto nella prossima Champions.

Inter. Analoga strategia in casa nerazzurra. Il club di Massimo Moratti deve "recuperare" il disavanzo 2012 di 77 milioni (dopo il rosso del 2011 di 87). Nella campagna acquisti estiva sono stati spesi circa 45 milioni a fronte di incassi per circa 30 milioni. Tuttavia, si è riusciti a tagliare di quasi il 30% il monte ingaggi (era di 160 milioni l'uscita per gli stipendi al 30 giugno 2012). La cessione di Sneijder sarebbe fondamentale, perciò, per trovare risorse e realizzare operazioni in "permuta" a saldo zero. Il rendimento della squadra in questa prima parte della stagione incentiva, del resto, a consolidare il processo di risanamento per portare l'asse del bilancio verso il pareggio. 

Napoli. Dare continuità al progetto e accedere alla prossima Champions league è cruciale. La squalifica di Paolo Cannavaro (con l'addio o l'arrivederci già programmati ad almeno cinque, sei componenti dell'attuale rosa) ha imposto un'accelerazione al mercato azzurro. Forte del sesto utile consecutivo (il bilancio 2012 si è chiuso con un +14 milioni) e un surplus di quasi 10 milioni della campagna acquisti estiva, la società di De Laurentiis può contare su una ventina di milioni. Un tesoro da non sprecare. Una cifra che potrebbe triplicare se in estate dovessero presentarsi le condizioni (qualificazione in Europa e cessione di Cavani) per rivoluzionare l'organico.  

Roma. Per la Roma a stelle e strisce la rivoluzione è già avvenuta la scorsa estate con investimenti di rilievo e un saldo negativo prossimo ai 20 milioni. Il bilancio 2012 chiuso con un deficit di 58 milioni avrebbe consigliato la cessione di un giocatore molto richiesto, come De Rossi, per "girare" l'incasso su nuovi investimenti, ma la società sembra orientata diversamente. Si profila, perciò, per gennaio, solo qualche piccolo movimento e qualche scambio di secondo piano. 

Lazio. Il mercato del club di Claudio Lotito, che ha chiuso il 2012 con 4,2 milioni di utili, ma con stipendi in forte crescita (da 36 a 51,6 milioni), sarà improntato alla massima cautela, sulla falsariga del mercato estivo. Anche perchè nel trimestre 1° luglio–30 settembre 2012 la società ha chiuso con una perdita netta di 5 milioni a fronte del precedente utile di 0,56 milioni. Non si escludono però investimenti mirati per l'estate.   

Fiorentina. I Viola in piena corsa Champions proveranno a ripetere l'exploit dell'ultima campagna acquisti, anche se sarà meno semplice. Quest'estate Pradè è riuscito nell'impresa di potenziare la rosa messa a disposizione di Montella, accumulando (senza cedere il gioiello Jovetic) un attivo superiore ai 5 milioni. La società dei Della Valle deve fare i conti con un deficit al 31 dicembre 2011 pari a 32,4 milioni e con un monte ingaggi di 52 milioni (rispetto a un valore della produzione di 67 milioni). Cifre che dovrebbero tuttavia essere migliorate nel rendiconto chiuso lo scorso 31 dicembre.  

Chi può spendere di più.  Ad aver messo da parte un certo surplus nella precedente sessione di mercato sono state soprattutto Genoa e Udinese. Il club di Preziosi ha a disposizione un tesoretto di una trentina di milioni (con un bilancio al 31 dicembre 2011 in sostanziale parità). Su poco meno possono contare i friulani. Anche Siena e Bologna hanno ottenuto un avanzo di circa 10 milioni dalla campagna trasferimenti estiva, e qualche milione da investire a gennaio ci sarebbe anche nelle casse di  Parma, Chievo e Atalanta (specie dopo la cessione di Peluso). 

Chi deve spendere. Oltre agli sforzi già fatti quest'estate dovranno tornare sul mercato per rinsaldare le proprie posizioni il Torino, che aveva speso circa 12 milioni, la Sampdoria, che aveva già un rosso di circa 9 milioni (e potrebbe chiudere il bilancio 2012 con un rosso di 40 milioni), il Pescara, che solo grazie ai 12 milioni dell'affare Verratti alla fine della campagna trasferimenti aveva un deficit sotto ai 5 milioni, e il Palermo che ha realizzato affari in entrata per circa 26 milioni e in uscita per circa 20. 

Le altre squadre. Il Cagliari che in estate ha registrato acquisti per quasi 12 milioni a fronte di entrate pari a poco più di 4 milioni deve fare i conti con una situazione economica non semplice e potrebbe cedere soprattutto. Mentre più guardingo potrebbe essere il Catania che in estate ha speso circa 8 milioni e ne ha incamerati meno della metà. 

 

  • agostino ghiglione |

    Sembra che i legali di SKY vogliano impugnare il contratto che doveva scadere nel 2015.Ecco perchè tutti i club sono titubanti a spendere nel mercato di riparazione.

  • simone |

    Ho che oggi a Cielo che Gol! ci sarà sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli come ospite!!Chissà come commenterà il brutto episodio di razzismo avvenuto nell’amichevole tra il Milan e la Pro Patria.

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