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Bayern Monaco Vs Borussia Dortmund: la finale “sognata” cinque anni fa da Platini

Se quella andata in scena a Mosca nel 2008 tra Manchester United e Chelsea era la finale "che non si sarebbe dovuta giocare, né ripetere", la "finale dei debiti", quella di Londra tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund rappresenta il sogno realizzato del presidente Uefa Michel Platini, una "fair-finals" tra due club portabandiera dell'equilibrio finanziario e dei conti in ordine. 

Il financial fair play entrerà in vigore a tutti gli effetti nel corso della prossima stagione, quando gli organismi di controllo della Uefa passeranno al setaccio i bilanci del 2012 e del 2013, ma la maggior parte delle società europee si è già messa in regola avviando la riduzione dei deficit. Ci sono tuttavia alcuni esempi negativi di società che si sono mosse in modo non proprio coerente con le regole Uefa (Manchester City, Psg e più di recente il Monaco) e sulla severità con cui saranno giudicate a Nyon nei prossimi mesi si giocherà gran parte della credibilità del sistema. Bayern e Borussia, al contrario, sono due team modello, sportivamente e finanziariamente parlando. Anche se hanno costruito la propria forza economica in modo differente e hanno valori non assimilabili. Non a caso i bavaresi da sempre votati a gestioni caratterizzate da bilanci sani e casse piene sono al quarto posto della classifica Deloitte dei club con i maggiori introiti. Il Borussia invece è rinato dopo una profondissima crisi che ha portato nel 2004-2005 il club sull'orlo del fallimento (con debiti per 180 milioni), grazie a un'avveduta strategia di ristrutturazione aziendale coadiuvata da Roland Berger, società di consulenza tedesca, (durante la quale lo stesso Bayern non ha lesinato il proprio supporto ai rivali) e oggi è al dodicesimo posto della classifica Deloitte. 

Il Borussia Dortmund  ha prodotto al 30 giugno 2012 un fatturato di 199 milioni ed un utile operativo di circa 34 milioni. I ricavi sono cresciuti in tutti i settori (sponsor, merchandising), mentre la pur non brillante partecipazione alla Champions ha fruttato 25,6 milioni. Incassi rilevanti sono arrivati dalle plusvalenze legate alle cessioni di Shinji Kagawa e Lucas Barrios (26 milioni). Dai diritti tv sono arrivati 60 milioni, dal settore commerciale 73,2 milioni. A fronte di queste voci di reddito, il Borussia ha registrato spese in salari per 71 milioni (ne spendeva 54 al 30 giugno 2011). Gli ingaggi assorbono circa un terzo del fatturato. I principi del fair play finanziario impongono di rispettare una percentuale nel rapporto costo del personale/fatturato inferiore al 70%.

Il Bayern Monaco al 30 giugno 2012 ha ottenuto ricavi consolidati per circa 370 milioni e un utile (l'ottavo consecutivo) di 11. Tra le entrate principali si segnalano ricavi da gare per 85 milioni e ricavi da diritti Tv per 81 milioni. Ma è la vasta area dei ricavi commerciali (sponsorizzazioni, marketing, merchandising) a fruttare poco più di 200 milioni, garantendo ai bavaresi il primato in Europa in questo ambito.  Per il personale  nel 2012 sono stati spesi 166 milioni, meno del 50% del fatturato, dunque.

Vedremo se il potenziale economico che vede il Bayern nettamente avanti rispetto al Borussia si tradurrà, come nell'ultima Bundesliga stravinta dalla squadra di Heynckes, in una superiorità altrettanto schiacchiante sul prato di Wembley.