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Confederations Cup: nessuno stop, nonostante le proteste di piazza (provocate anche da una proposta di condono fiscale ai club brasiliani…)

"La Fifa e il Comitato  organizzatore della Confederations Cup non hanno mai discusso la possibilità di cancellare il torneo". Un portavoce della Fifa, interpellato dalla Bbc, ha escluso categoricamente che la Confederations Cup venga cancellata per le manifestazioni di protesta che quotidianamente si  svolgono nelle città brasiliane coinvolte nella competizione (e durante le quali si contano purtroppo già due morti). ''Non è previsto nemmeno che la questione venga discussa'', ha aggiunto il portavoce, definendo ''semplici chiacchiere'' le ipotesi alimentate dai media brasiliani.

Le ragioni della protesta. In Rete intanto è diventato «virale» un video che cerca di spiegare le ragioni di quello che sta accadendo nel Paese. La protagonista del video, diffuso su Youtube, è Carla Dauden, filmaker di 23 anni): "La Coppa del Mondo costerà al Brasile circa 30 miliardi di dollari (…) in un Paese dove l'analfabetismo colpisce in media il 10% della popolazione (con picchi del 21%) e dove 13 milioni di persone soffrono la fame e molte altre muoiono aspettando di essere cura, ha bisogno di altri stadi?». 

Il condono. Oltre ai timori di uno sperpero di soldi pubblici drenati da corruttele e inefficienze, l'indignazione popolare per gli sprechi legati al mondo del calcio, che garantisce peraltro una visibilità globale alle contestazioni, in una parte dei manifestanti nasce anche da un episodio di qualche mese fa (raccontato in un post del 2 maggio scorso). I media brasiliani hanno infatti riportato la notizia dell'intenzione, del Governo Brasiliano guidato da Dilma Rousseff, di proporre ai club brasiliani una  moratoria sui debiti tributari in cambio del progressivo smantellamento delle proprietà "terze" dei calciatori tesserati da parte di fondi e società di investimento. In realtà, si parlava di unprogetto di legge promosso dal ministero delle Finanze e dal Procuratore Generale del Tesoro e dal ministro dello Sport, Aldo Rebelo che potrebbe portare al condono di un debito stimato intorno ai 4 miliardi di reais (circa 1/1,5 miliardi di euro). Il Governo vorrebbe offrire questo salvacondotto tributario ai club come contropartita per  l'eliminazione della Third-Party Ownership, vale a dire della possibilità che la proprietà dei giocatori tesserati con le società brasiliane possano appartenere a terzi estranei all'ordinamento sportivo. Queste situazioni, contro le quali anche la Uefa e la Fifa dovrebbe a breve pronunciarci ufficialmente vietandole, dovrebbero essere abolite a partire dal gennaio 2016. Un'abolizione che dovrà essere graduale perchè la cessione di una quota dei calciatori a fondi di investimento è stata una delle via che ha consensito ai club brasiliani di finanziarsi senza per forza dover cedere i propri campioni.  

I rumors. Intanto secondo il sito brasiliano Uol.br la Fifa avrebbe un «piano B» per portare a compimento la Confederations Cup fuori dal Brasile se dovessero continuare e intensificarsi le proteste. Le semifinali sono in programma mercoledì 26 a Belo Horizonte e giovedì 27 giugno a Fortaleza; mentre domenica 30 giugno si giocheranno le finali per il terzo posto e la finalissima, rispettivamente a Salvador e Rio. Secondo quanto riportato da «Folha» si potrebbero giocare tra Europa, Stati Uniti e Cina. La FIFA, sentita in merito, ha detto che «continua a monitorare la situazione con le autorità brasiliane ed al momento non vi é alcun cambiamento nel calendario della Confederations Cup». Intanto, la Federcalcio brasiliana ha deciso di chiudere la sua sede a Rio, a causa delle proteste. I dipendenti sono stati dispensati dal recarsi al lavoro.

Ulteriori approfondimenti sul boom del calcio brasiliano e le sue fragilità su www.marcobellinazzo.com

  • Domenico |

    È una vergogna! Sprecano miliardi per il pallone, ma mai, e dico MAI, per il popolo; è assurdo. Fanno bene i brasiliani a non essere pecoroni come noi; che sdegno.

  • Lucio |

    non lo avrei immaginato, ma i brasiliani sembrano più decisi del popolo italiota, al quale basta propinare qualche partita di calcio e tutti contenti, con la coda fra le gambe.
    Del resto anni addietro il governo italiano concesse dilazioni lunghissime alle società di calcio, per pagare tasse arretrate. Tasse che non furono mai versate negli anni a seguire, e nessuno che prese provvedimenti. Mentre se un normale cittadino facesse la stessa cosa, allora Equitalia …… (sapete il seguito).

  • Paolo |

    Sembrava fosse il paese della samba, del calcio e delle telenovelas; invece si dimostra un paese dove gli abitanti non barattano la democrazia con panem et circenses come accade qui. Bravi!

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