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I club russi spingono per allentare i vincoli del fair play finanziario e intanto Gazprom sponsorizza la nascita della Lega russo-ucraina

Appena oltre l’ex Cortina di Ferro si profila la nascita di un campionato capace di competere per fatturato e attrattività con le principali Leghe europee. Se non con la Premier e la Bundesliga, sempre più inarrivabili, quanto meno con Liga spagnola, Serie A e Ligue1. Della creazione di un torneo nelle aree ex sovietiche si parla da qualche tempo, ma ora il progetto ha ricevuto un endorsement prestigioso. È stato infatti qualche giorno fa il Ceo del colosso energetico Gazprom, Alexei Miller, proprietario tra le altre cose dello Zenit San Pietroburgo, a rilanciare l’idea di una “Unified Football League” che metta insieme il meglio del calcio russo e di quello ucraino. Un piano ambizioso per il quale, ha sottolineato Miller all’agenzia di stampa Ria Novosti, “sono già state fatte indagini presso i tifosi e c’è molto interesse”.
La “UFL” potrebbe avere un fatturato annuale inziale di un miliardo di euro. Nell’ultimo rapporto Deloitte emerge d’altro canto come la sola Lega russa abbia già fatto registrare nel 2012 un giro d’affare di 636 milioni di euro.
Il primo torneo a 18 squadre della nuova UFL potrebbe partire dalla stagione 2014-15 in modo da fare da volano per i Mondiali russi del 2018. Sarebbero iscritti i nove club principali della Russia e altrettanti della Lega Ucraina. Guardando alle classifiche della scorsa stagione le nove squadre russe sarebbero : Cska Mosca, Zenit, Anzhi, Spartak Mosca, Kuban Krasnodar, Rubin Kazan, Dynamo Mosca, Terek Groznyi e Lokomotiv Mosca. L’Ucraina schiererebbe invece: Shaktar Donetsk, Dinamo Kiev, Dnipro, Metalurh Donetsk, Kryvbas, Cornomorec, Arsenal Kiev e Illicivec.
Le restanti 14 squadre, classificate dal decimo al sedicesimo posto nei rispettivi campionati nazionali, costituiranno una “Unified First League” che potrebbe includere inoltre le squadre classificatesi prime e seconde nella stagione 2013-14 nelle attuali serie B russe e ucraine.

I club russi intanto si preparano a chiedere alla Uefa una maggiore flessibilità sulle nuove regole del fair play finanziario e in particolare sulla break-even rule (pareggio di bilancio). Secondo il quotidiano Sovietskiy Sport i club russi invieranno una richiesta alla Uefa chiedendo una revisione delle norme che impongono un disavanzo di 5 milioni in tre anni (e limitano nel primo biennio 2012/13 a 45 milioni lo spazio per possibili ricapitalizzazioni, limite che poi scenderà a 30 milioni). Le società russe temono che questa griglia di regole possa indebolirle rispetto ai club occidentali, i quali peraltro possono beneficiare di diritti televisivi molto più alti di quelli in ​​vigore nel mercato russo. Si creerebbe una sorta di concorrenza sleale a danno dei club russi che in definitiva vorrebbero ottenere dalla Uefa l’innalzamento del tetto al deficit da 45 a 60 milioni di euro.
Tenuto conto che proprio Gazprom è uno dei maggiori sponsor della Uefa, non è detto che a Nyon saranno completamente sordi rispetto a queste richieste.